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Nuovi divieti ai tir? Sono serviti solo a far violare il Codice creando più pericoli

I nuovi divieti di circolazione imposti agli autotrasportatori in occasioni di ponti ed esodi, continuano a far discutere.  E nel “mirino” continua a esserci una gestione del caso che definire “da principianti” sarebbe probabilmente generoso, visto che il blocco è stato comunicato a pochi giorni dalla sua possibile entrata in vigore a centinaia di imprese che per quei giorni avevano già pianificato viaggi e consegne. Insomma, un vero e proprio disastro come conferma anche la lettera che Mauro Ghiringhelli, segretario dell’Asea (Associazione spedizionieri e autotrasportatori) della provincia di Varese ha inviato al sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino. Ecco il testo integrale.

“Egregio sottosegretario Giachino, mi permetto di disturbarLa per manifestare il mio personale disappunto per il modo in cui è stata gestita l’emanazione e l’entrata in vigore del decreto in oggetto, peraltro, tengo a precisare fin dall’inizio, atto dovuto da parte del ministero dei Trasporti. Non entro nel merito, anche se ci sarebbe tanto da dire, delle sentenze della III sezione del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato nè della successiva ordinanza dello stesso tribunale del Lazio che chiedeva al ministero di rivedere il calendario dei divieti di circolazione contemplando ulteriori giornate caratterizzate da un più intenso traffico, ma chiedo come si possa emanare un decreto che stabilisce cinque nuove giornate di divieti con solo tre giorni di anticipo rispetto al primo nuovo giorno di blocco (anzi ad essere più precisi i giorni di anticipo sono stati solo due in quanto la comunicazione del decreto è del 20 luglio 2011). Una decisione degna dei famosi “dilettanti allo sbaraglio”! Sarebbe bastato un minimo di coordinamento per evitare la confusione che si è creata in questi giorni. Sarebbe bastato, per esempio, emanare il decreto giovedì 14 luglio, pubblicarlo in Gazzetta Ufficiale lunedì 18 luglio o martedì 19 luglio e tutto sarebbe stato risolto. Le imprese lo avrebbero saputo con il giusto anticipo e si sarebbero organizzate di conseguenza. Ma probabilmente era troppo semplice. Così invece gli autotrasportatori si sono trovati all’improvviso, nel bel mezzo della settimana, con il lavoro già programmato sulla base dei divieti di circolazione già previsti da tempo, fin dallo scorso mese di dicembre, un nuovo divieto.

A questo punto cosa hanno dovuto fare gli autotrasportatori? La maggior parte, spinti dalla committenza che chiedeva a gran voce il rispetto degli impegni presi, ha dovuto correre, probabilmente è stata costretta a violare più volte le norme previste dal Codice della Strada, proprio in un momento in cui tutti e anche la motivazione della sentenza del Tar, parlano di sicurezza stradale. Una sicurezza stradale, tanto sbandierata e cavallo di battaglia anche del ministero da Lei rappresentato, che è stata messa gravemente a repentaglio da questa incredibile vicenda. Altri, invece, si sono visti costretti, in un momento economico già di per sè molto difficile, a rifiutare carichi al fine di rispettare il nuovo divieto. E dopo tutto questo bailame, dopo un’infinita serie di comunicazioni e di telefonate per cercare di avvisare tutti gli operatori del nuovo divieto, cosa succede? Il decreto non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in tempo utile e il divieto previsto per il 22 luglio non è operativo. E qui di nuovo si riprende il giro. Nuove comunicazioni, nuove telefonate per dire che avevamo scherzato e che si può circolare normalmente. E l’autotrasportatore si è sentito, come dice un detto, vecchio ma sempre attuale, “cornuto e mazziato”.

Un’ultima osservazione che è nello stesso tempo anche una domanda. Ma con che criterio sono state scelte le cinque giornate che vanno ad integrare l’originario calendario dei divieti di circolazione? Che senso ha impedire la circolazione venerdì 2 settembre e venerdì 9 settembre dalle ore 16 alle ore 22 (tra l’altro perchè non le 24 come prevedono gli altri divieti del mese di settembre?) quando poi il sabato seguente è possibile circolare? Lo stesso discorso vale anche per venerdì 28 ottobre. Non vorrei veramente, come qualcuno ha detto e scritto, che sia stato integralmente recepito quanto il presidente del Codacons avrebbe direttamente comunicato al ministro. Il dubbio però sorge in quanto, magari un pò ottimisticamente, voglio credere che una decisione del genere non possa essere stata presa da un funzionario esperto del settore. Concludo dicendo che sono stufo, e questo non sarebbe molto grave, ma soprattutto sono  gli operatori del settore ad essere stufi che coloro i quali dovrebbe governare il Paese prendano decisioni senza soppesare con attenzione gli effetti delle stesse. Proprio stamane mi ponevo questa domanda: “Ma se per gestire una vicenda come questa, sulla carta abbastanza semplice, che, con un minimo di buon senso e coordinamento, avrebbe potuto avere risvolti completamente diversi si è creata tutta questa confusione (e non uso altri termini), cosa succede nei Palazzi del potere quando le decisioni sono molto più serie e complicate?”

Un ultimissimo dubbio: e se tutto questo fosse stato previsto e concordato per dare, come spesso capita, un colpo al cerchio ed un colpo alla botte? Il decreto viene emanato: il Codacons è soddisfatto e soprattutto il ministro si toglie ogni responsabilità. Il decreto non viene pubblicato in tempo utile: gli autotrasportatori possono circolare. Ipotesi magari un pò fantasiosa ma non così irreale. Peccato però che, ancora una volta, tutto questo sia ricaduto, se così fosse stato, sulle spalle degli autotrasportatori. Mi scuso per la lunghezza ma dopo gli insulti, tutti tra l’altro ampiamente giustificati, ricevuti dagli operatori del settore in questi giorni, mi sembrava doveroso informarLa dell’opinione di coloro che operano sul territorio. Cordiali saluti”.

Fonte: stradafacendo.tgcom.it

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