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Pescantina, autovelox solo per far cassa? «No, qui si evitano incidenti»

Un’automobilista critica i controlli lungo la tangenziale Ovest all’altezza di Arcè: «Sono vessatori». Il comandante della polizia locale: «Non mettiamo a rischio la sicurezza dei cittadini ma facciamo prevenzione, e riceviamo molti apprezzamenti»

«Un comportamento altamente vessatorio». «No, semplice prevenzione degli incidenti». Fanno discutere i controlli con l’autovelox effettuati dalla polizia municipale di Pescantina sul tratto della tangenziale Ovest (la statale 12) in ingresso da Arcé verso Bussolengo.A innescare la polemica è stato un lettore, che ha inviato una segnalazione in redazione con tanto di fotografie: «Secondo l’articolo 176 comma 5 del codice della strada», scrive, «sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d’emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo; in tali casi, il veicolo deve essere portato nel più breve tempo possibile sulla corsia per la sosta di emergenza o, mancando questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia, evitando comunque qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento». Condizioni che, sulla base delle foto scattate dal lettore sulla tangenziale Ovest, allo svincolo di Pescantina, non sarebbero state rispettate.«Mi chiedo come possiamo noi cittadini accettare ancora questi comportamenti altamente vessatori nei nostri confronti. Comportamenti che vengono giustificati come monitoraggio e controllo dei limiti di velocità, ma che per essere attuati mettono a rischio l’incolumità degli utenti della strada (qui si impedisce una corretta visione in una rampa di accesso alla tangenziale) e contravvengono a loro volta alle norme del Codice della strada». L’accusa è chiara e forte: i vigili interpreterebbero la legge a loro uso e consumo, con l’obiettivo di dare multe e quindi di «fare cassa» per il Comune. Un’accusa pesantissima, che viene però rispedita al mittente dal comandante dalla polizia municipale di Pescantina, Giacomo Sandrini.«Noi», spiega, «non mettiamo a rischio la sicurezza di nessuno. E’ un comportamento usato anche dai nostri colleghi. I punti oggetto di controllo, e della protesta di questo cittadino, in entrata sulla superstrada dalla parte di Arcé o, nell’altro senso, in direzione San Pietro in Cariano offrono ampi margini di visibilità e non costituiscono nessun intralcio ai veicoli in transito».Il comandante ricorda che «recentemente, inoltre, è stato ampliato da parte dell’Anas lo svincolo di immissione verso nord che attualmente è di circa 150 metri; l’altro in direzione Bussolengo è di circa 100 metri. Quindi, nessun ostacolo alla visibilità e nessuna intenzione vessatoria nei confronti dei cittadini e degli automobilisti», sottolinea Sandrini. «Semmai, semplicemente, l’attivazione di un principio di deterrenza perché chi arriva da San Pietro in Cariano a velocità sostenuta sa che può avere una probabilità di incappare in un controllo. Su quel tratto, specialmente verso Bussolengo, ed ecco perché ci disponiamo in quel punto con l’autovelox, la strada è in discesa e costituisce una naturale tentazione ad accelerare e a superare ampiamente i limiti di velocità consentiti».Ricorda ancora il comandante Sandrini: «A causa di questo fatto, e lo richiamo anche se può apparire spiacevole, in quel tratto si sono verificati terribili incidenti con morti e, in un caso drammatico, un disperso in Adige, il cui corpo non è più stato ritrovato. Ce n’è quanto basta e avanza per legittimare un controllo sulla superstrada. Il livello di pericolosità interessa, semmai, solo gli operatori della polizia municipale».La conclusione: «Come riceviamo qualche nota negativa, allo stesso modo posso produrre, da parte di semplici cittadini, attestati di stima e apprezzamento per il nostro lavoro. Da quando stazioniamo con l’autovelox in superstrada non si è verificato, grazie a Dio, nessun incidente grave».

Fonte: www.larena.it

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