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Sicurezza stradale: autostrade, agosto dedicato a uso piazzole di sosta

Uno dei principali errori che gli automobilisti tendono a commettere quando viaggiano in autostrada e’ quello di considerare la corsia di emergenza e le piazzole di sosta come luoghi sicuri in cui fermarsi per qualsiasi necessita’: per riposarsi, per effettuare dei controlli sulla propria auto o dei bagagli, per bisogni fisiologici etc. L’uso della corsia di emergenza e’ invece molto pericoloso e per questo da evitare a tutti i costi a meno che non ci si trovi nell’ impossibilita’ di proseguire il viaggio fino alla prima Area di Servizio, ad esempio a causa di un guasto dell’auto. Lo ricorda Autostrade per l’Italia nell’ambito della campagna informativa ”I 12 mesi della sicurezza stradale” finalizzata ad informare i clienti, durante tutto il corso del 2011, incentrando il mese di agosto sulle corsie di emergenza e sulle piazzole di sosta, ”nemiche della sicurezza se usate in modo inadeguato”.
Tali considerazioni, riferisce il gruppo in una nota, ”sono motivate dai dati di incidentalita’ che si registrano sulle nostre autostrade in queste specifiche situazioni: sulla rete di Autostrade per l’Italia ogni anno circa 20 persone muoiono in corsia di emergenza e nelle piazzole di sosta e numerosi sono i casi di pedoni e veicoli investiti da parte di autovetture o camion che sopraggiungono”.
Nel mese di agosto, caratterizzato dall’esodo vacanziero e da viaggi particolarmente lunghi, ha commentato l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, l’Ing.
Giovanni Castellucci, ”riteniamo che l’attenzione vada posta sull’uso corretto delle corsie di emergenza e delle piazzole di sosta, il cui nome puo’ trarre in inganno perche’ in realta’ vanno considerate anch’esse come piazzole di assoluta emergenza e non spazi dove fermarsi per qualsiasi esigenza.
Se non ci si trova quindi in una situazione di imprescindibile necessita’, la soluzione ideale e’ quella di non fermarsi e di proseguire il viaggio raggiungendo la prima area di servizio nelle vicinanze”.

Fonte: www.asca.it

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