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Il Comune, così non va. “Vigili a scuola d’inglese”

Potenziare l’insegnamento in lingua inglese per i vigili, in vista di Expo 2015, valorizzando la scuola di formazione della polizia locale di Milano. E magari rispolverare il vecchio sistema delle bandierine da applicare sulle divise dei vigili, affinché i turisti possano identificare subito se l’interlocutore parla la loro lingua o meno. Dopo l’inchiesta di Repubblica, dal Comune di Milano promettono interventi per migliorare il livello di conoscenza dell’inglese tra gli agenti di polizia locale.

«Ho già avviato contatti e incontri con i dirigenti di settore per iniziare ad affrontare la questione della formazione per il prossimo anno — ha spiegato l’assessore alla sicurezza Granelli — e l’insegnamento dell’inglese sarà sicuramente in primo piano. Bisogna investire su questo aspetto, perché in una città dalla vocazione turistica come la nostra non si può pensare che i vigili non conoscano l’inglese». E sulla proposta di rimettere le bandiere sulla divisa, si dichiara disponibile: «Mi sembra una buona idea, anche se dovremo valutare la possibilità a livello normativo e prevedere dei criteri ben definiti per evitare che diventi un’arlecchinata».

Al momento i corsi di inglese per i ghisa sono gratuiti e su base volontaria. Si svolgono una volta a settimana e sono frequentati da circa 200 dei 3100 vigili che lavorano a Milano. Sebbene oggi per entrare nel corpo sia obbligatorio avere come minimo il diploma (e circa il 45 per cento dei dipendenti ha persino una laurea), questi numeri sono ancora troppo bassi per garantire una copertura ‘linguistica’ diffusa sul territorio. «Se vogliono che impariamo l’inglese — incalza Alfredo Masucci della Cisl Polizia Locale — il Comune dovrebbe focalizzare i sui sforzi sull’insegnamento di questa lingua lasciando perdere tanti altri corsi inutili. Faccio un esempio: chi viene assunto deve fare un corso obbligatorio di 4 mesi presso la scuola di formazione del corpo, dove si studia di tutto tranne che le lingue. Perché non cominciare proprio da qui?». E poi aggiunge: «Molti agenti effettuano corsi a livello privato, perché hanno interesse a crescere professionalmente. Il Comune dovrebbe aiutarli». 

Anche dalla Regione arrivano promesse e buone intenzioni. Secondo Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, «è inammissibile che un vigile che lavora per le strade di Milano oggi non sappia l’inglese. Noi abbiamo fatto molto, la Regione investe circa 1 milione di euro all’anno per insegnare inglese ai ghisa ma forse bisognerebbe fare qualcosa in più rendere l’insegnamento più rigoroso». E non risparmia poi una piccola polemica con Pisapia: «Il sindaco di Milano ha detto che i vigili devono fare solo le multe. A cosa serve allora spendere tutti questi soldi in formazione?».

Fonte: milano.repubblica.it

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