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La polizia municipale in “staff” al sindaco. Non viene violato l’articolo 9 della legge-quadro
L’approfondimento a cura di E. Desii

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La collocazione del servizio di polizia municipale in posizione di staff al sindaco, disposta con decreto del medesimo, è legittima e coerente con quanto dispone l’articolo 9 della legge quadro del 1986. E’ quanto si ricava dalla lettura di una sentenza del tribunale amministrativo pugliese (1).

Andando con ordine, si trattava dei ricorsi, principale e per motivi aggiunti, del comandante della polizia municipale di Acquaviva delle Fonti con il quale si chiedeva l’annullamento del decreto del primo cittadino, risalente al febbraio 2009, che procedeva alla  nuova definizione ed attribuzione degli incarichi dirigenziali all’interno dell’organizzazione comunale. Il provvedimento era stato successivamente integrato e modificato da altri, l’ultimo dei quali risalente al 25 gennaio scorso, oggetto dei ricorsi per motivi aggiunti.
In sintesi, le principali censure sollevate erano le seguenti.

Veniva sostenuta, innanzitutto, l’illegittimità del provvedimento in quanto sarebbe stato adottato in violazione delle norme sulla partecipazione al procedimento amministrativo, previste dalla legge 7 agosto 1990, n. 241. In particolare per quanto riguarda la partecipazione al procedimento di macro organizzazione dell’ente in questione, che risultava effettuato senza la concertazione con le associazioni sindacali dei dipendenti.
Secondariamente, si sosteneva la violazione dell’articolo 9 della legge 7 marzo 1986, unitamente a quella dei principi di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa, in quanto il decreto sindacale avrebbe assegnato illegittimamente al comandante la posizione di membro dello staff del sindaco, creando una posizione di subordinazione del primo al secondo non coerente con la legge. Anzi il comandante sosteneva che, stando al provvedimento impugnato, il suo ruolo sarebbe stato subordinato rispetto a quello del direttore generale del comune…

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