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Sicurezza stradale, Formigoni: ok reato omicidio

Un sì convinto all’istituzione del reato di omicidio stradale e una nuova importante iniziativa per monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno dell’incidentalità sulle strade lombarde. Solo pochi giorni fa, a causa di una persona che guidava ubriaca e contromano in autostrada, 4 giovani francesi hanno perso la vita.
“E’ certamente necessario – spiega il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni – mettere in campo provvedimenti deterrenti e, da questo punto di vista, dove le responsabilità sono evidenti e gravi è quindi molto utile introdurre il reato di omicidio stradale per chi causa feriti gravi o morti. E’ davvero inaccettabile non punire chi si mette alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o con un tasso alcolemico sopra il consentito“.

Nell’ottica di diminuire le vittime delle strade, Regione Lombardia attiverà a breve un grosso “cervellone”, costantemente aggiornato grazie alla collaborazione delle Forze dell’Ordine, degli Enti locali e dell’Areu (Agenzia regionale emergenza-urgenza), per conoscere a fondo il fenomeno e proporre quindi le soluzioni più efficaci per ridurne gli effetti negativi. E’ il Centro di monitoraggio della Sicurezza stradale cui sta lavorando la Regione che, su proposta dell’assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza, Romano La Russa, ha approvato la convenzione che sarà sottoscritta con il Ministero delle Infrastrutture e che permetterà di ricevere il cofinanziamento statale che servirà a realizzare questo grosso database.

“Regione Lombardia da diversi anni lavora per aumentare la sicurezza sulle strade – spiegano Formigoni e La Russa. Vogliamo avere una conoscenza completa ed esaustiva del fenomeno dell’incidentalità, sia quantitativamente che qualitativamente e dei costi sociali e sanitari da esso generato. Per fare questo dobbiamo identificarne puntualmente le cause principali, i fattori di rischio e i target critici”. Da qui, dunque, la partecipazione al bando del Ministero, peraltro previsto dal Piano nazionale della sicurezza stradale, che ha permesso di garantire alla Lombardia, 1° classificata, un cofinanziamento di 3 milioni di euro, a fronte di una spesa complessiva prevista di 5,3 milioni.

IL PROGETTO ‘INCIDERE’, MENO 43% DELLA MORTALITA’ STRADALE – Regione Lombardia già nel 2009 aveva iniziato a lavorare all’obiettivo dando vita a “Incidere”, un progetto per la raccolta dei dati di incidentalità stradale sul proprio territorio in collaborazione con le Polizia locali, i Carabinieri e l’Istat. Il fine era quello di avvicinarsi quanto più possibile all’obiettivo dell’Unione europea di riduzione del 50% della mortalità stradale. Le province di Como e Varese hanno già raggiunto l’obiettivo. 
“Ci stiamo avvicinando molto velocemente – sottolinea La Russa – avendo già fatto registrare una diminuzione del 43% “negli ultimi anni”. ‘Incidere’ è completamente informatizzato, e quindi sempre aggiornato. Prevede la compilazione di apposite schede direttamente sul WEB oppure mediante l’invio tramite posta elettronica di un pacchetto dei dati già raccolti sul proprio territorio. Grazie alla costante collaborazione con Province, Comuni, Polizie locali e quelle Forze dell’Ordine che, per competenza, si occupano di rilevazione degli incidenti stradali, ha permesso di elaborare grafici, cartografie e mappe tematiche per analizzare e rappresentare in maniera significativa il fenomeno e monitorarne la sua evoluzione nel tempo.

SMART, PREVENIRE PER NON REPRIMERE – Sempre grazie alla costante collaborazione con Enti locali e Forze dell’Ordine negli ultimi anni si sono svolti diversi “Smart” sul territorio lombardo. “Sono operazioni durante le quali – spiega La Russa – vengono svolti controlli a tappeto sulle strade e fuori dai locali non tanto per reprimere quanto per prevenire. Quest’anno, ad esempio, in occasione degli ‘Smart’ che abbiamo condotto di sabato sera non abbiamo registrato nessun incidente stradale”.

IL NUOVO CENTRO – “Il nostro cervellone – sottolinea La Russa – ci permetterà di proporre ed attivare azioni efficaci per la riduzione non solo del numero degli incidenti, ma anche dei costi sociali da essa derivanti, individuando le priorità così da concentrare e ottimizzare le risorse disponibili nelle aree critiche”. 
E’ prevista dunque la realizzazione di strumenti efficaci di governance degli Enti locali, che possano far fronte allo spezzettamento di competenze dovuto sia alla multifattorialità dell’incidentalità sia ad una realtà amministrativa territoriale articolata e frammentata in 12 Province e più di 1500 comuni che spesso dispongono di risorse limitate per la gestione della rete stradale.
“In questo modo – dice ancora La Russa – garantiremo il necessario sostegno tecnico e organizzativo, definendo standard qualitativi e procedure omogenee e percorsi di formazione ad hoc”. 
“Siamo sicuri – rimarca il presidente Formigoni – che questa sia la strada anche per diminuire i costi sanitari derivanti dai ricoveri ospedalieri dovuti alle lesioni conseguenti a scontri fra auto.

VELOCITA’ NON FA RIMA CON BRAVURA – “Non vogliamo avviare il Centro perché ci troviamo di fronte a una fase acuta del problema, anzi – concludono Formigoni e La Russa. Siamo però consapevoli che lo stesso possa contribuire notevolmente ad accelerare il processo di regressione già avviato. Per questo vogliamo valorizzare tutte quelle iniziative di conoscenza del fenomeno, di coordinamento e controllo, di prevenzione e sensibilizzazione, di spinta a comportamenti virtuosi degli utenti, che ci permettano di raggiungere risultati sempre più importanti”. Da ultimo dunque un messaggio ai giovani perché “le loro capacità non dipendono certo da quanto “schiacciano” il pedale. Le velocità, infatti, se non è accompagnata e guidata da un’adeguata abilità nel controllare la macchina anche in avverse circostanze, è il peggior nemico”.

Fonte: regione.lombardia.it

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