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Alcol: i “furbetti” della confisca

Chi si ubriaca rischia la confisca dell’auto. Ma, specie d’estate, qualcuno aggira la norma

Nel tentativo di arginare il fenomeno degli incidenti legati alla guida in stato d’ebbrezza (in Europa l’alcol causa un sinistro su quattro), il legislatore ha introdotto una norma particolarmente dura: chi viene “pizzicato” con oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue (il limite generale è di mezzo grammo, che scende a zero per i neopatentati), subisce la confisca dell’auto. Questa diventa cioè di proprietà dello Stato, che la venderà all’asta. In più, c’è l’ammenda di 1.500 euro, l’arresto da sei mesi a un anno, il taglio di 10 punti della patente, la sospensione della stessa da uno a due anni. Esiste solo una situazione in cui la confisca (preceduta dal sequestro delle Forze dell’ordine, un provvedimento momentaneo cui farà seguito quello definitivo) non scatta: se il veicolo non è di proprietà del conducente. In questo caso, la durata della sospensione della patente raddoppia.

GLI “INTELLIGENTONI”
E proprio qui sta il guaio. Ci sono “furbetti” che aggirano la norma, pur di continuare a sbevazzare prima di guidare: Il trucco è semplicissimo, basta essere in due e avere altrettante auto. I due personaggi vanno al ristorante o in discoteca con due mezzi e, dopo essersi ubriacati, al ritorno si scambiano la macchina: ognuno guiderà la vettura di proprietà dell’altro. Al che, in caso di controllo delle Forze dell’ordine, queste sono impotenti: niente sequestro né tantomeno successiva confisca. Unescamotage ancora più frequente d’estate, quando la voglia di muoversi in macchina per raggiungere le discoteche è superiore rispetto agli altri periodi dell’anno.

A VANTAGGIO DEI RICCHI
Sono soprattutto i “figli di papà” ad avvantaggiarsi del “trucco”: possono permettersi di pagare multe salate, e magari di vedersi sospendere la patente (ma poi siamo sicuri che non guideranno?) o di avere grane con la giustizia; ma evitano la confisca dell’auto potente del genitore. E tanto basta al ragazzo.

I DUE LIMITI DELLA CASSAZIONE
Addirittura, c’è chi ha fatto ricorso sostenendo che con un tasso di 1,51 non dovesse scattare il sequestro dell’auto. Il Codice della Strada parla di oltre 1,5 e quindi – questa la tesi difensiva – si doveva arriva a 1,6. Per fortuna la Cassazione (con sentenza 12904/2010) ha stabilito che con 1,5 grammi di alcol sono più che sufficienti la confisca. Di recente, la Cassazione ha anche ribadito che la rivalsa assicurativa (la Compagnia si fa rimborsare quanto ha indennizzato) vale per la guida in stato d’ebbrezza (a maggior ragione per chi è pesantemente ubriaco). Sentite gli “ermellini”, che si esprimono nella sentenza 11373/2011: “Con la clausola che prevedeva la rivalsa dell’assicuratore in caso di guida del veicolo assicurato da parte di conducente in stato di alterazione alcolica, oggettivamente accertata e non contestata, le parti avevano inteso semplicemente stabilire che il rischio assicurato riguardava un veicolo condotto da soggetto, anche diverso – come in questo caso – dalla persona dell’assicurato, in condizioni non alterate da uso di alcol (ovvero da sostanze stupefacenti)”.

L’EQUIVOCO ISTAT
A indurre in comportamenti errati i ragazzi può esserci anche la cattiva informazione: chi difende ad ogni costo l’alcol sostiene che la guida in stato d’ebbrezza causa solo il 3% degli incidenti, stando ai dati Istat(l’Istituto nazionale di statistica) di cinque anni fa. Purtroppo, ci sono anche diversi politici di rilievo nazionale che spingono in quella direzione. In realtà, si tratta di dati che valgono meno di zero. Ecco come si esprime lo stesso Istat nel 2010, relativamente ai numeri del 2009: “A causa dell’esiguo numero di circostanze presunte dell’incidente legate allo stato psico-fisico alterato del conducente e ai difetti o avarie del veicolo, per l’anno 2009 non sono stati pubblicati i dati sugli incidenti stradali dettagliati per tali circostanze”. E sapete perché? “Indisponibilità dell’informazione al momento del rilievo”. Cioè, per “gli Organi di rilevazione è di estrema difficoltà la compilazione dei quesiti sulle circostanze presunte dell’incidente, quando queste siano legate allo stato psico-fisico del conducente”. Risultato: “Il numero degli incidenti nei quali è presente una delle circostanze appartenenti a uno dei due gruppi sopra citati risulta, quindi, sottostimato”. Piuttosto, occorre fare riferimento a “Organismi internazionali che hanno condotto studi ad hoc su queste tematiche”. Nello specifico, “dati e ricerche sono stati pubblicati su ‘Global status report on road safety: time for action’, Geneva, World Health Organization, 2009”. Che dice (come abbiamo accennato all’inizio): un incidente su quattro lo si deve all’alcol.

Fonte: www.omniauto.it

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