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Distanza di sicurezza: il Grande Fratello la snobba

Non esiste un solo apparecchio elettronico che la controlli

A 130 km/h, per frenare servono 169 metri; a 150 km/h occorrono 225 metri. Nel tempo di reazione medio di un secondo, a 130 km/h si percorrono 39 metri, a 150 km/h si ne fanno 45: bastano questi numeri per capire l’importanza della distanza di sicurezza. Eppure, se in Paesi come la Germania è sacra, in Italia pare non esistere. C’è infatti l’autovelox per chi corre troppo in un punto, il Tutor contro la velocità media superiore al limite, il T-Red che fotografa le auto transitanti col semaforo rosso, le telecamere all’ingresso delle Zone a traffico limitato:cosa manca? Uno strumento che verifichi il rispetto della distanza di sicurezza. Questo ha una conseguenza precisa: nei nostri viaggi estivi, si ripresentano – precisi e puntuali – i tallonatori. Ossia chi col muso della propria auto si attacca al sedere della vettura dopo, per… domandare strada, magari lampeggiando. Più che una richiesta, un’imposizione violenta. Ma di un Tutor per la distanza di sicurezza o di un poliziotto che sanzioni l’infrazione, neppure l’ombra.

NON CI CREDE NESSUNO
La prescrizione esiste solo sulla carta. L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che, durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono: multa di 39 euro e taglio di tre punti-patente. La sanzione sale a 80 euro (con sottrazione di cinque punti-patente) se si provoca una collisione con danni tali per i veicoli coinvolti da obbligarli a una revisione. Il caso più grave? Se dall’incidente (per mancato rispetto della distanza di sicurezza) derivano lesioni gravi alle persone (con almeno 40 giorni di prognosi), il responsabile del tamponamento paga 398 euro, più il taglio di otto punti-patente. Sempre in via teorica, ci sono sanzioni penali per lesioni colpose. Il fatto è che le multe sono rarissime, rispetto alle infrazioni così frequenti e numerose sulle nostre strade e autostrade, specie nell’esodo e nel controesodo agostano.

CASSAZIONE PRO TAMPONATO
È vero: a favore del veicolo che tampona, c’è qualche sentenza della Cassazione. Ma il caso specifico riguardava un’auto davanti che aveva un comportamento molto strano e illogico, con spostamenti repentini. In realtà, hanno stabilito gli ermellini, “il repentino arresto del veicolo che precede, costituisce sempre circostanza prevedibile da parte del conducente del veicolo che segue”. Quindi, chi sta dietro “deve adeguare la propria condotta all’eventuale situazione di pericolo derivante dal verificarsi della predetta circostanza, mantenendo dal veicolo che precede una distanza tale da assicurare in ogni caso l’arresto tempestivo del proprio mezzo ed evitare collisioni”.

OCCHIO ALLA NOVITÀ
Da un anno circa, il Codice della Strada prevede che chiunque, a seguito di una qualsiasi violazione, cagioni lesioni personali derivanti da un sinistro stradale, subisce il ritiro immediato della patente. Cosa succede? L’agente o l’organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro 10 giorni, tramite il proprio comando o ufficio, al Prefetto: questi dispone la sospensione della patente, fino a un massimo di tre anni. Un motivo in più per rispettare la distanza di sicurezza.

Fonte: www.omniauto.it

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