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Chi protegge il pedone?

Travolti dai veicoli sulle strisce pedonali e arrotati dai ciclisti indisciplinati che usano portici e marciapiedi come ciclovie. I pedoni sono gli utenti più deboli della mobilità urbana. Quanti i feriti e gli uccisi in un anno? Se nel 1991 il loro numero stava ben sotto le 300 unità, nel 2010 i pedoni finiti sotto un veicolo o stesi sulle strisce sono stati 338, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica del Comune. Tra loro, 9 i deceduti che rappresentano il 32% dei morti per incidenti stradali in città. Il Comune ha iniziato una campagna contro i ciclisti indisciplinati. E contro gli automobilisti per i quali le strisce pedonali sono terra di conquista tanto da accelerare in prossimità delle zebre? Chi sanziona l’automobilista potenziale killer? Scrive l’Ufficio comunale di Statistica: “Dall’esame delle circostanze dei sinistri risulta che nel 57,6% dei casi il pedone ha avuto comportamenti corretti. 

La percentuale degli investimenti nei quali si individua un comportamento scorretto del conducente del veicolo risulta pari al 58,1%; in particolare nel 41,0% di questo tipo di sinistri si è riscontrata una mancata precedenza al pedone sugli appositi attraversamenti». Il ciclista sotto i portici che, a torto, si giustifica col pretesto dell’insufficienza di piste ciclabili, è facilmente riconoscibile e multabile in tempo reale. L’automobilista in prossimità delle zebre agisce in una zona tanto grigia da potergli far dire che il pedone ha attraversato all’improvviso. Eppure, secondo il codice della strada, chi è alla guida di un veicolo dovrebbe fermarsi e non solo rallentare quando il pedone è sulle strisce o accenna ad attraversare. Il ciclista che scorazza sotto i portici è un panetto di burro che il coltello (la multa) non fa fatica a tagliare.

Non è così per l’automobilista concorrente del pedone, protetto il primo com’è da quella solida corazza che è la consuetudine in regime d’incertezza sanzionatoria. A eliminare l’incertezza che protegge il nostro automobilista servirebbero degli occhi elettronici a vigilare sulle zebre, in attesa dei tempi lunghi di una campagna civica – sempre che il Comune fosse deciso a iniziarla. Ma quell’investimento non è pensabile metterlo in cantiere quando un bilancio comunale tanto magro fa il paio con la storicamente bassa sensibilità del Comune a difesa del pedone, come dimostrano tanti attraversamenti pedonali poco illuminati, scarsamente visibili e privi di passaggi a chiamata.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

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