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Pechino: se crei un ingorgo, meriti la multa

Numerosi occidentali che l’hanno sperimentato di persona concordano sul fatto che il traffico di Pechino sia qualcosa di sconosciuto in molte altre grandi città del mondo. Del resto la megalopoli cinese è cresciuta tumultuosamente (secondo il censimento del 2009 i residenti sono 22 milioni) e il benessere, sotto forma di automobili circolanti (che stanno per toccare i 5 milioni), è arrivato in un certo senso quasi all’improvviso. C’è da dire, però, che il preoccupante fenomeno degli intasamenti inestricabili interessa un po’ tutta la grande nazione asiatica, autostrade comprese.

IL “TETTO” NON BASTA – Con queste premesse, è anche logico che il traffico di Pechino venga spesso descritto mediante aggettivi come “pazzesco”, “tremendo”, “inverosimile” e così via. Sta di fatto che le autorità cittadine, per frenare la crescita del parco circolante della capitale, o almeno per rallentarla un po’ in attesa che si riesca ad adeguare le infrastrutture stradali, ha deciso l’anno scorso di fissare un tetto per le immatricolazioni di nuove auto, che per quest’anno non potranno superare le 240 mila unità. Una misura dettata, oltre che dal traffico, anche dal peggioramento della sicurezza stradale. Tuttavia, evidentemente tale limitazione non è ritenuta sufficiente e la lotta al traffico selvaggio deve essere in cima alle preoccupazioni degli amministratori di Pechino che, per renderlo più fluido, o forse per limitarlo facendo capire ai cittadini che in molti casi l’auto è meglio lasciarla a casa, se ne sono inventata un’altra, piuttosto originale.

GUAI A TE SE “INGORGHI” – La novità potrebbe essere battezzata “tassa sull’ingorgo”. In pratica, chiunque verrà riconosciuto colpevole di averne creato uno si beccherà una bella contravvenzione. Ancora non sono note le modalità di applicazione della nuova disposizione, anzi, non è nemmeno nota la reale volontà dell’amministrazione di introdurla nel Codice della Strada cinese o nella sua estensione municipale. Forse si tratta di una semplice proposta che non avrà seguito, ma già l’idea suscita qualche interrogativo. Per esempio, in caso di ingorghi di una certa consistenza, non si capisce in quale modo la polizia potrà mai individuare il responsabile con una certezza tale da consentirle di appioppargli una sanzione. Né come farà a stabilire che l’ingorgo abbia davvero un responsabile o, piuttosto, se non sia stato semplicemente generato… dall’intensità del traffico stesso.

Fonte: www.sicurauto.it

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