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Roma – Trucchi dei furbetti, auto al Colosseo e targhe modificate per aggirare la Ztl

Scorciatoie ed escamotage per evitare multe o parcheggiare “facile” in posti vietati. Storie di inciviltà urbana che scatenano la rabbia di molti cittadini. Dalla vettura lasciata a ridosso dell’Anfiteatro Flavio ai numeri della targa cambiati da un ‘fruttarolo’ per entrare in centro fino al conducente del bus impegnato in una lunga conversazione al cellulare fino. Atac: “L’autista è stato immediatamente identificato e valuteremo il suo comportamento”.

Auto parcheggiate a ridosso del Colosseo e autisti dei bus “indisciplinati” che guidano impegnati in lunghe conversazioni al cellulare. E targhe modificate per aggirare le regole facendo il furbo, come il gestore di un banco di frutta di via Tomacelli che ha alterato la numeri del suo furgone per entrare 69 volte in centro saltando i varchi Ztl ed evitando, così, la multa.

Storie di inciviltà urbana. Scorciatoie, escamotage e noncuranza. Ogni giorno in città, in molti tentano di mettere a segno qualche ‘trucchetto’ illegale pur di ottenere la soluzione desiderata. C’è infatti chi decide di lasciare la propria auto, una Fiat, parcheggiata ai piedi del Colosseo. Un gesto che ha scatenato l’ira di una passante che ha deciso di immortalare lo scempio in alcuni scatti. “Mi trovavo nella mia città a metà agosto con il mio compagno palermitano e ovviamente siamo andati al Colosseo. Qui ho visto uno dei parcheggi più assurdi della storia, tutto sotto lo sguardo sbigottito dei turisti e quello lascivo dei vigili urbani”, racconta una lettrice-autrice delle foto. Per accedere al monumento “l’auto ha dovuto scendere dei gradini e lo ha fatto anche con molta maestria (come se non fosse la prima volta) facendo un’arrogante slalom tra i turisti. Ma soprattutto, il proprietario dell’auto, dopo aver posteggiato è entrato al Colosseo da un cancello secondario e mi sembra di aver visto che con sé aveva le chiavi”, continua la cittadina “indignata”. Che si domanda: “Come sia possibile poter entrare in una zona museale e parcheggiare indisturbati senza che nessuno faccia nulla! Non mi interessa chi sia il signore, è comunque uno scempio!”.

Dalle auto lasciate in posti vietati agli autisti dei bus che guidano parlando al cellulare, un pericolo per la circolazione in città ma anche per la vita dei passeggeri. Questa mattina un nuovo episodio segnalato a un passeggero salito sulla linea Atac 62 (numero 4338) alla fermata di via Acciaioli direzione piazza Bologna. “Il mezzo era condotto da una donna, al telefono con un auricolare fino alla fermata di Largo Argentina. Una telefonata così lunga sul luogo di lavoro ha provocato l’indignazione non solo mia – racconta l’uomo – ma anche di una passeggera che all’altezza di via delle Botteghe Oscure ha manifestato il suo disappunto ricevendo da parte della conducente una risposta alquanto sgarbata. La discussione non si arrestava e io ho ritenuto inevitabile intervenire a difesa della passeggera, quando fermi di fianco al Vittoriano l’autista è scesa dal mezzo rifiutandosi di proseguire la corsa. Ho fatto osservare che si stava interrompendo un pubblico servizio, ma lei non ha sentito ragioni”. I due passeggeri sono quindi scesi dal bus e si sono rivolti a un carabiniere di fronte al Vittoriano per denunciare il fatto “ma era solo e ci ha indirizzati alla vicina stazione dei carabinieri di via IV Novembre: anche qui un solo piantone che non poteva intervenire e ci ha indicato i vigili urbani in servizio a piazza Venezia, angolo Via del Corso”, continua il lettore. Alle 9.45 il mezzo ha ripreso la sua corsa, ma “nessuno è intervenuto tempestivamente ad ascoltare e accertare un fatto increscioso e grave come questo”.

Atac spa, ricevuto il dettagliato reclamo del viaggiatore per il comportamento tenuto da una conducente della linea 62, che parlava al telefono con un auricolare durante il servizio, ha “immediatamente provveduto all’identificazione dell’autista per contestarle il mancato rispetto dei regolamenti aziendali, che limitano l’uso di dispositivi mobili collegati a un auricolare alle strette esigenze di servizio e comunque per un periodo di tempo il più limitato possibile senza pregiudizio per la sicurezza”. L’azienda, spiega in una nota, “conferma la linea di massimo rigore che verrà applicata per tutti i casi di uso di telefoni cellulari durante il servizio”. Atac, dunque, “valuterà il comportamento della conducente, che da quanto denunciato non sembra conforme, anche alla luce di questa normativa”.

Il comportamento degli autisti “indisciplinati”, quindi, continua. E la maggiorparte delle volte provoca la rabbia dei passeggeri che, esasperati, immortalano le varie “acrobazie” in alcuni video-denunce poi inviate al sito di Repubblica. Come il caso eclatante dell’autista dell’ Cotral con i gomiti sul volante e il telefonino tra le mani, lo scorso 12 maggio, in servizio da Anagnina a Ciampino Aeroporto, troppo impegnato a configurare lo smartphone mentre era alla guida. Poi l’episodio più recente, quello delconducente Atac che mandava sms durante la corsa, il 18 agosto scorso, sull’autobus 558 che da viale delle Gardenie arriva a Torre Maura. Fino al viaggo in treno da Roma a Milano con le porte aperte. “Vi sembra possibile che periodicamente i mezzi Atac siano luogo di fatti sconcertanti e vergognosi per una capitale? E vi sembra possibile che non solo sono arrivato in ritardo al mio appuntamento ma ho anche dovuto rivolgermi a più autorità per poter denunciare un fatto simile, senza alcun esito?”, si chiede infastidito il passeggero. 

E c’è chi, pur di raggiungere il posto di lavoro in pieno centro, arriva a elaborare trucchetti illegali. Come il gestore del banco di frutta di via Tomacelli: ha modificato la targa del suo furgone trasformando uno zero in un otto usando un pennarello e del nastro adesivo per aggirare le telecamere posizionate ai varchi della Ztl. Un escamotage utilizzato ben 69 volte per entrare nel centro storico della città, in barba al codice della strada. Ma il suo trabocchetto è venuto a galla. Le multe erano arrivate al proprietario romano di una Mercedes. Dai ricorsi proposti e dall’analisi delle riprese si è potuto accertare che era un furgone Nissan che transitava ai varchi con i numeri di targa alterati: con un zero trasformato, alla male e peggio, in un otto. 

Sono stati gli agenti del XVIII gruppo della Polizia di Roma Capitale, diretti dal comandante Davide Orlandi, a individuare il responsabile della frode proprio mentre stava parcheggiando il furgone a pochi metri dalla sua residenza in via di Valle Aurelia. Il fruttivendolo, un trentenne romano, utilizzava questo trucco per raggiungere il suo banco di frutta in via Tomacelli. Il risultato: denunciato a piede libero per la contraffazione della targa con il veicolo posto sotto sequestro. Ora il prefetto stabilirà la sanzione che va dai 1.800 ai 7.000 euro. Non solo. Dovrà rispondere per gli accessi registrati per oltre 5.500 euro. Negli uffici della municipale, i vigili stanno facendo ulteriori accertamenti sulla revisione del mezzo e perché fosse inserito nella lista del Comune di Roma dei veicoli abilitati al trasporto disabili grazie a un permesso handicap rilasciato dal Comune di Fondi.

Fonte: roma.repubblica.it

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