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Camera approva fiducia a manovra. Con 316 sì e 302 no l’Aula ha confermato la fiducia al governo sul decreto legge

A partire dalle 18.30 sono previste le dichiarazioni di voto sul provvedimento e poi il voto finale. La leader degli industriali ”Balletto imbarazzante”. Veltroni: “Non c’è bisogno di altre manovre, ma di riforme”

Via libera della Camera alla fiducia posta dal Governo sul decreto legge con la manovra di Ferragosto. I voti favorevoli sono stati 316, 302 i contrari. Dalle 15 verranno esaminati gli ordini del giorno. Il via libera definitivo al provvedimento è previsto intorno alle 19, dopo le dichiarazioni di voto finale in programma alle 18,30. 

La fiducia della Camera arriva sullo stesso testo licenziato da Senato dove il decreto, approvato dal governo a ridosso di Ferragosto per fronteggiare le forti tensioni sui mercati finanziari, è stato profondamente modificato raggiungendo quota 53,3 miliardi nel 2013, anno in cui si dovrà raggiungere il pareggio di bilancio.

Tra le principali misure del provvedimento, un nuovo giro di vite sulle spese dei ministeri e degli enti locali, l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, l’aumento dal 20% al 21% dell’Iva, il taglio delle agevolazioni fiscali, l’inasprimento della lotta all’evasione fiscale compreso il carcere per i grandi evasori, il contributo di solidarietà del 3% per i super ricchi e licenziamenti più facili.

“Questa manovra non è come l’avremmo voluta noi, non risolve i problemi dell’Italia: se non torniamo a crescere sarà insufficiente, e la manovra non ha nulla per la crescita”. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lo ribadisce poco dopo il voto di fiducia alla Camera. La manovra, dice, “non ha nulla di strutturale se non poche cose. È tutta tasse. È chiaro che è depressiva”. Servono “riforme profonde”, o “il Paese rischia molto”. La leader degli industriali parla di ”balletto imbarazzante” nella messa a punto della manovra economica, ”tra varie manovre e varie iniziative che avevano lo spazio di un giorno”. E, parlando agli industriali di Perugia, sottolinea: ”È una cosa che ha fatto un grave danno alla credibilità dell’Italia perché un Paese sotto attacco dovrebbe mostrare un fronte compatto, non i conflitti interni”.

Non di ulteriori manovre, ma di un governo nuovo  con una “ampia base parlamentare, guidato da una personalità che abbia credibilità in Europa” è quello di cui l’Italia ha bisogno; altrimenti si piomberà in una “spirale di altre manovre” che però non raggiungeranno i loro obiettivi, ha detto Walter Veltroni annunciando in Aula alla Camera il “no” del Pd alla fiducia sulla manovra. L’ex segretario del Pd ha anche descritto le difficoltà economiche del Paese, in cui “i giovani laureati che lavorano per 600 euro in un call center sono il paradigma di una nazione in declino”.

Fonte: www.repubblica.it

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