Questo articolo è stato letto 3 volte

Roma – Sono nulle le multe dell’estate

La Polizia di Roma Capitale scrive le sanzioni sulla carta intestata della Polizia Municipale. Longo, presidente dell’Unione dei giudici di pace: i ricorsi saranno accolti

Avete ricevuto multe durante l’estate? Nessun problema. Basta un ricorso al giudice di pace o al prefetto e il gioco è fatto: il verbale sarà annullato e quindi la sanzione finirà in archivio. Dallo scorso giugno il corpo dei vigili urbani si chiama Polizia Roma Capitale. Eppure non tutti i mezzi, i documenti e le uniformi hanno la nuova intestazione. Così, la maggior parte dei verbali dei vigili sono scritti sulla carta intestata della vecchia Polizia Municipale, un ente giuridico che ormai non esiste più. Chi ha ricevuto una multa, dunque, può fare ricorso e chiedere di invalidare la sanzione. Il presidente nazionale dell’Unione giudici di pace, Gabriele Longo, spiega che “indubbiamente l’intestazione è sbagliata. È un ente che non esiste più. Quando accoglieremo i ricorsi – precisa Longo – probabilmente verrà scritto nelle motivazioni “per l’inesistenza dell’ente sanzionatorio”.

Il pasticcio intestazioni non è l’unica nota stonata della Polizia di Roma Capitale. In un martedì qualsiasi il dirigente sindacale Csa del II Gruppo, Gabriele Di Bella, decide di sviscerare un elenco di anomalie. Lo fa alle porte di Villa Borghese, nel Propileo dove c’è un presidio dei vigili inaugurato dalla Giunta Veltroni e mai utilizzato. Per arrivarci bisogna passare in una zona a stretta sorveglianza. Sì, perché dentro Villa Borghese non può entrare qualsiasi mezzo e tre anni fa sono state installate delle telecamere per controllarne l’accesso. Ma scopriamo che non funzionano. Da tre anni. La sorveglianza, dunque, non è poi così stretta. E la Villa, accessibile a tutti, è ormai un enorme parcheggio a cielo aperto.

Di Bella si scaglia contro la mancanza di un progetto per i vigili, che un giorno sono costretti a correre tutti dietro alle prostitute (che nel frattempo sono tornate in masse ai bordi delle strade), un altro giorno dietro agli abusivi e un altro ancora ai ristoratori che occupano lo spazio pubblico coi tavolini. “Dal II Gruppo vogliamo lanciare la nostra protesta – spiega – siamo al 14° posto come presenze sul territorio in un Municipio centrale pieno di ambasciate, vip ed ex presidenti della Repubblica. Non c’è programmazione e abbiamo perso il contatto col territorio. Che fine ha fatto il vigile di quartiere annunciato dal centrodestra in campagna elettorale?”. Ad Alemanno Di Bella pone undici domande: “Cosa siamo? Cosa facciamo? Con quali strumenti operiamo? E quando?”. Sì, perché la disorganizzazione produce nella stessa giornata lavorativa ben 88 turni diversi. E ancora: “Quanti siamo? Quanti saremo e dove saremo? Chi fa cosa? Perché qui manca un indirizzo politico. Dov’è la conferenza di polizia locale prevista dal regolamento? E qual è il modello della nostra struttura? Infine, non doveva nascere il vigile di quartiere?”. Alle undici domande Di Bella chiede, da cittadino, una risposta del sindaco entro la fine del mandato. E da vigile sindacalista una risposta in 30 giorni. O riconsegnerà al Campidoglio le due stellette che gli sono state assegnate pochi giorni fa.

Fonte: www.iltempo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *