Questo articolo è stato letto 0 volte

Roma – Il bluff delle strisce blu: mancano i cartelli

Il Comune ha dato mandato ad Atac di montare la segnaletica vericale nelle zone tariffate ma la gara per circa 6 mila cartelli è ferma perché non ci sono soldi. Per il Codice della strada la delibera di Alemanno vale zero e tutte le due ruote sono a rischio multa. Fallisce la sanatoria dell’errore di Veltroni

Niente soldi, niente cartelli. E la decisione del Comune di far sostare i motorini, anche a 3 ruote, nelle strisce blu diventa una trappola per quell’esercito di romani che ogni giorno affronta caldo, freddo, pioggia e automobilisti per andare da casa al lavoro. E ritorno.
Strombazzata in pompa magna, la delibera dello scorso 6 luglio con la quale il Campidoglio ha aperto le strisce blu ai motorini è una lettera morta. Un bluff.  Una presa in giro. Eppure era nata come una sanatoria ad una decisione di Veltroni sindaco che aveva aperto la sosta senza però mettere la segnaletica giusta. E così il Campidoglio a guida centrodestra aveva esultato per un atto “che riparava agli errori del passato”.
Invece anche il nuovo governo della città è caduto nella trappola del Codice della Strada che impegna il “gestore dell’infrastruttura viaria” a inserire chiaramente nella segnaletica quali sono le categorie di autoveicoli che sono esentate dal pagamento. E questo perché, per i cartelli che dovrebbero indicare il permesso di lasciare moto e scooter senza pagare il parcometro, non c’è una lira.

La storia è di quelle che rientrano nel meraviglioso mondo della burocrazia romana. Sindaco Alemanno e assessore alla Mobilità Aurigemma annunciano al popolo delle due ruote che sulle strisce non si potrà pagare e poi dimenticano che i provvedimenti dovrebbero essere tecnicamente accompagnati da un impegno di spesa. Ma con pochi euro in cassa tentano il colpo da furbetti. Il Dipartimento di Aurigemma spedisce ad Atac la copia di una determinazione dirigenziale (la n. 937 dell’ 11 luglio, numero di protocollo 22380) firmata dall’architetto Goffredo Camilli, con la quale dà mandato alla spa comunale di predisporre gli atti per mettere i cartelli.
Occhio e croce sulla città già devastata dalla segnaletica che si è sovrapposta nel tempo dovrebbero cadere dal cielo qualcosa come 6 mila e 500 cartelli, a completamento del rigoroso iter previsto dal Codice della Strada, senza il quale vigili e ausiliari potrebbero e dovrebbero fare il verbale per omesso pagamento della sosta blu: 39 euro. Atac quindi predispone una gara d’appalto, d’altronde non si possono spendere qualcosa come 200 mila euro con un semplice bonifico. Da allora però tutto si è fermato. Atac alle prese con i rigori di un bilancio che non lascia spazio a concessioni bonarie attende che il Comune destini la somma necessaria, mentre la controparte tenta il colpaccio: inserire i 200 mila nel calderone del Contratto di servizio, il contratto che prevede il pagamento del trasporto pubblico con annessi servizi, ivi compresi quelli della sosta. Una “guerra tra poveri” a spese dei motociclisti romani che sono a rischio multa.
Come valeva per la delibera di Veltroni, anche quella di Alemanno è incompleta e quindi ad oggi se un vigili urbano o un ausiliario passa davanti ad una zona tariffata può e deve fare la multa, poiché la sosta seppur conforme alle determinazioni di traffico del Comune, è in contrasto con il Codice della Strada. E se non lo fa, può essere passibile di denuncia per omissione d’atti d’ufficio. Nel dubbio la legge del traffico romano del “tira a campà” è quella alla quale si ispirano i tutori. Ammesso poi che Comune o Atac riescano a trovare i soldi, prima di Natale non sarà possibile avere neanche lo straccio di un cartello. Chi viaggia su due ruote è avvisato.

Fonte: affaritaliani.libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *