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Anche in edicola le false polizze RC auto

La piaga delle polizze-tarocco dilaga un po’ ovunque e aumentano i “punti vendita”. E l’assicurazione, obbligatoria per legge, lo è sempre meno

Polizze assicurative false anche in edicola, in un chiosco di Somma Vesuviana (Napoli) nel quale le foze dell’ordine ne hanno rinvenute ben 1.200. Tutte in bianco e in attesa di essere compilate e smerciate. In tema di assicurazioni RC auto, questa è la desolante notizia con la quale fare i conti, ripresa anche dal collega Maurizio Caprino nel suo blog su Il Sole24Ore.

NULLA DA DIRE – Tentando di commentare la notizia, mi sono accorto di aver poco o nulla da dire. Cioé, nulla che non sia stato già detto, sia dal punto di vista della condanna dell’odiosa abitudine di circolare impunemente con un contrassegno falso o scaduto, sia da quello delle proposte da fare per debellare il fenomeno. Su questa abitudine dilagante, infatti, abbondano gli aggettivi negativi ai quali accostarla: è odiosa, è reale, è pericolosa, è diffusa (sempre di più), è detestabile. Detestabile, sì, e per molti motivi. Perché mette in pericolo non solo chi la pratica (il primo a essere senza copertura assicurativa è proprio chi ha applicato il “tarocco” sulla sua macchina), ma anche chi l’assicurazione la paga regolarmante, ma rischia di non vedersi rimborsare i danni (anche quelli fisici) se ha la sventura di essere coinvolto in un incidente con un veicolo che l’assicurazione non ce l’ha oppure, nel migliore dei casi, di dover aspettare, per l’indennizzo, lo sfibrante iter del ricorso al fondo vittime della strada. Detestabile perché chi paga davvero la polizza la paga di più anche perché c’è gente che non la paga affatto. Non ho nulla di nuovo da dire anche per quanto riguarda le contromisure a contrasto dell’illecito: pure qui s’è detto tutto e il contrario di tutto. C’è chi vuole più controlli, chi pretende l’arresto per i falsari e i loro clienti, chi auspica il ritiro a vita della patente, chi suggerisce un ologramma anti-falsificazione sulla polizza e sul contrassegno, chi propone di abbassare drasticamente i premi in modo da renderli accettabili, chi punta il dito sulle assicurazioni che non fanno abbastanza per reprimere il fenomeno. Insomma, le condanne nei confronti della piaga delle polizze-tarocco si levano alte, e si sprecano anche le idee buone e meno buone per mettervi fine, ma lui, il “fenomeno”, non si dà pensiero e continua a prosperare imperterrito.

RITORNO AL MEDIOEVO – Che cosa accadrà? Dovremo rassegnarci a considerare “off-limits” certe zone d’Italia a più alta concentrazione di veicoli privi di copertura ed evitare di andarci con la nostra macchina regolarmente assicurata? Davvero, non lo so. Ma posso citare una realtà riportata da un amico residente da anni a Mosca. Laggiù, in Russia, l’assicurazione RC auto è stata resa obbligatoria solo a partire dal 2004. Quindi, prima di quella data era elevato il rischio di essere coinvolti in un sinistro con un veicolo non assicurato. Come finiva? Non di rado, riferisce l’amico, si scatenavano faide familiari che vedevano coinvolti, su opposti fronti, le vittime che volevano essere risarcite e i responsabili che rifiutavano di mettere mano al portafogli. Talvolta le contese si risolvevano a coltellate, o peggio. Da noi, la RC auto è obbligatoria da molto tempo in base al Codice della Strada, ma a quanto pare sempre meno persone la pagano. Dobbiamo forse prepararci, prima che qualcuno faccia qualcosa, al ritorno di un medioevo automobilistico fatto di rese dei conti?

Fonte: www.sicurauto.it

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