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Rovigo – Multe notificate a peso d’oro: annullate

Chiesti 15 euro per farle arrivare: il giudice accoglie i ricorsi di due padovani

Stangata del giudice di pace di Rovigo Marco Suttini al «sistema» degli autovelox rodigini. Sono state annullate due multe, dopo i ricorsi presentati da altrettanti automobilisti della provincia di Padova pizzicati, nel 2009, dall’apparecchio che si trova in Tangenziale Est. Un «sistema», quello delle sanzioni da autovelox in città, che per altro è da almeno un mese sotto osservazione anche da parte della Procura. Il pm Ciro Alberto Savino infatti sta indagando sulla filiera delle sanzioni, ovvero tutti i passaggi tra la foto all’auto e la spedizione all’automobilista della contravvenzione. Nella sola Rovigo nel corso del biennio 2009-2010 ci sono stati all’incirca 200 mila verbali emessi per di più a tempo quasi di record. I due automobilisti hanno impugnato le multe, entrambe da 148 euro più 15 per la notifica, avanzando dubbi sulla legittimità degli accertamenti svolti per le notifiche.

Il giudice di pace ha chiesto la documentazione sui contratti tra Comune e ditte private, scoprendo che le anomalie vi sono. A partire dai costi della notifica della sanzione, che ammontano a 15 euro in base ad un atto dell’ex comandante dei vigili urbani Enrico Trivellato risalente al febbraio 2009. Una cifra fuori norma, visto che un plico di 2 chili inviato via posta – come notifica – non può superare i 13 euro come stabilito da alcuni decreti legislativi. In questo caso, invece, quel costo veniva scaricato per intero nella multa. Un’altra anomalia scovata dal giudice di pace riguarda la notifica vera e propria, che in entrambi i casi è stata inviata ai due automobilisti assieme al verbale da parte della ditta padovana Megasp. Un fatto tecnicamente impossibile, ha rilevato Suttini, dato che nella verbalizzazione non poteva essere previsto il giorno esatto in cui la sanzione sarebbe stata notificata. A rendere dubbioso il giudice c’è stato anche un altro fattore. Ovvero l’impossibilità di stabilire che gli accertamenti sull’identità del trasgressore del limite di velocità siano stati compiuti dalla polizia locale e non dall’azienda padovana. Per questa serie di motivi solo le due multe sono state annullate ma i verbali sono stati dichiarati nulli e quindi non possono in ogni caso essere oggetto di ricorso da parte della pubblica amministrazione.

Fonte: corrieredelveneto.it

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