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Giovani: tanti km, ma poca testa

Lo dice il Progetto ICARUS e adesso inziano i corsi all’Università

giovani italiani guidano molto spesso, anche di notte, ma non sono consapevoli dei rischi che corrono se guidano sotto l’effetto di alcool o droga. La conferma arriva dal Progetto ICARUS (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety), un programma di ricerca avviato due anni fa, cofinanziato dalla Commissione Europea – Direzione Generale Energia e Trasporti e con il contributo in Italia della Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, che si è appena concluso. I risultati della ricerca, che ha coinvolto circa 12.000 ragazzi europei, sono stati presentati questo week end a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, e sono serviti a mettere a punto uno specifico programma formativo che adesso verrà applicato nei 14 Paesi partner del progetto, Italia compresa. Il percorso è fatto di esperienza pratiche, esercizi, simulazioni… che servono ai giovani guidatori a mettersi in gioco per scoprire quali aspetti della loro condotta si rivelano pericolosi e quali potrebbero invece costituire una risorsa per la sicurezza. Dopo una lunga serie di ricerche ed incontri internazionali, a Roma e Lubiana, sono stati individuati gli stili di guida, i comportamenti e le convinzioni che sostengono le situazioni di rischio ed è stato anche realizzato un film, dal titolo Young Europe, che verrà proposto nelle scuole europee per far riflettere i giovani e sviluppare il loro senso critico in fatto di guida sicura.

ITALIA PROTAGONISTA DEL PROGETTO ICARUS
Il Progetto ICARUS è stato lanciato nel maggio del 2009 dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal Capo della Polizia Antonio Manganelli e dal Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani. L’obiettivo era quello di costruire in Europa una rete di ricercatori, educatori ed operatori di polizia con un programma di ricerca-intervento proposto dalla Polizia Stradale grazie al supporto scientifico dellaFacoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, Università di Roma, e sono stati coinvolti per 30 mesi di lavoro 14 Paesi: oltre all’Italia, proponente e coordinatore, Austria, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. 

I RISULTATI
Dai risultati sono emersi tre profili di guidatore: quello a rischio, il troppo sicuro di sé ed il sicuro. Il primo si mette al volante dopo aver assunto alcool e droghe; il secondo spesso infrange le regole del Codice della strada ed il terzo cerca di rispettarle e non tollera il contrario. Sulla base di questa classificazione si è constatato che i guidatori a rischio sono consapevoli di poter causare incidenti e che sono per lo più numerosi in Bulgaria, Cipro e Lituania. In Italia, su un totale di 545 persone dai 18 ai 23 anni, è risultato che i ragazzi e le ragazze usano molto spesso l’auto, anche nelle ore notturne (specialmente i ragazzi), ma che meno della metà è consapevole dei rischi legati alla guida in stato d’ebrezza o sotto l’effetto di alcool.

IL FILM
Per diffondere la cultura della sicurezza stradale tra i giovani, laCommissione Europea oltre a promuovere un programma specifico nelle Università ha messo ha punto tramite il Programma ICARUS il film Young Europe, scritto e diretto da Matteo Vicino e costruito sulla base dei profili di rischio emersi nella ricerca. Il film è stato girato in Francia, Irlanda, Italia e Slovenia e vede protagonisti tre giovani: Josephine, che vive a Parigi; Julian, nel Donegal, e Federico, di Roma. Le loro storie sono accomunate dalla spensieratezza e dalla incoscienza giovanile, ma anche dalla triste esperienza dell’incidente stradale che cambia le loro vite. Il film che verrà proposto nelle scuole europee per far riflettere i giovani, ma anche gli adulti affinché siano un buon esempio da imitare.

Fonte: www.omniauto.it

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