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Bari – Protesta della Polizia Municipale, nessuno segnale di sospensione

Prosegue la singolare protesta ideata dalle organizzazioni sindacali e posta in essere dagli agenti di Polizia Municipale. Questi continuano infatti a recarsi a lavoro in vesti civili solo con la pettorina catarifrangente. Lo fanno per dimostrare il loro malcontento generale per le divise logore e immettibili e per il problema “straordinari” non ancora pagati.

Ma ora il direttore generale del Comune di BariVito Leccese ne è stanco tanto da inviare ieri una nota alle organizzazioni sindacali facendo appello al loro senso di responsabilità affinché si impegnino a far cessare l’insolita forma di protesta messa in atto ormai da giorni dai dipendenti della stessa Polizia municipale.

A fronte, infatti, di un innegabile impegno da parte dell’amministrazione, che, ricorda il direttore generale, “ad oggi ha avviato le procedure per “salvare” parte delle risorse derivanti dall’applicazione della legge 29 luglio 2010 n. 120; accelerato i tempi di consegna ed esecuzione della fornitura delle divise; sollecitato la Prefettura alla distribuzione delle Patenti di servizio; si è detta disponibile a far sì che le risorse ex art. 208 oggi inutilizzabili per finanziare i servizi aggiuntivi possano rimanere, sotto forma di previdenza, nella dotazione degli appartenenti al corpo di P.M. e, da ultimo, ha elaborato una proposta di riorganizzazione del servizio su 5 giorni settimanali, non si è registrato alcun segnale di distensione, né di sospensione della protesta”.

Protesta che, se da un lato getta discredito sull’immagine del corpo di Pulizia Municipale, cheappare agli occhi dei cittadini come l’esercito di Valmy – si legge ancora nella nota a firma di Leccese – dall’altro crea un danno alla stessa amministrazione comunale. 

L’auspicio è dunque che, nel rispetto della normale dialettica tra le parti, le organizzazioni sindacali, riconosciuta la disponibilità dell’ente a raggiungere gli obiettivi indicati nonostante il quadro normativo sempre più stringente, decidano di sospendere ogni forma di protesta in attesa di concludere definitivamente la vertenza.

Francamente non vorrei trovarmi nei panni degli instancabili negoziatori coreani – conclude il direttore generale – che ancor oggi, dal 1953, si incontrano quotidianamente sul 38° parallelo per verificare i progressi di una trattativa che non avrà mai fine.

Fonte: www.barilive.it

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