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Autostrade, Tutor: multe annullate dal Giudice

Una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Casarano, avv. Franco Giustizieri, fà finalmente luce su una materia che coinvolge migliaia di automobilisti che si sono visti notificare verbali anche a raffica, per la presunta violazione del limite di velocità imposto in determinati tratti di autostrada e rilevati con l’ormai famigerato SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità) o meglio noto come “Safety tutor” o ancora nella forma più breve “tutor” che misura per l’appunto, la velocità media tenuta dall’automobilista, su definite parti di autostrada che spesso coincidono con i territori di più comuni in successione così determinando l’oggettiva difficoltà di individuare quale sia il giudice del luogo della commessa violazione. …

Ma venendo alle motivazioni in dettaglio, il giudice pur partendo dall’assunto che in caso di violazioni del codice della Strada l’art. 22 comma 1 della legge 689/81 stabilisce che la competenza per territorio è quella del luogo della commissione della violazione, fa presente che nella fattispecie la “rilevazione con apparecchiatura TUTOR non consente esattamente di conoscere il luogo esatto della violazione (superamento del limite di velocità), quindi va applicato il principio del resto ormai accertato da normativa europea in tutti gli altri campi che la competenza sia del giudice di residenza del trasgressore in quanto in questa sede è avvenuta la notifica del provvedimento da impugnare”.

Inoltre, il giudicante fa presente che in sede di opposizione a sanzione amministrativa al giudice adito spetta la piena cognizione circa la legittimazione e fondatezza della pretesa e deve accogliere il ricorso se non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. Tant’è che nel merito “la strumentazione utilizzata e che viene solitamente classificata come autovelox, ma pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox per un motivo: esso rileva principalmente la velocità media dei veicoli, tuttavia la strumentazione utilizzata non sanzione una determinata violazione ma rileva una presunta media di infrazione compiuta, così ledendo i principi fondamentali di diritto alla difesa e certezza del diritto”.

Ma il giudice si spinge oltre e sottolineando la legge applicabile afferma che “se pure si volesse ritenere la rilevazione presuntivamente corretta, allora deve aggiungersi che alla velocità media rilevata in verbale risultata essere stata applicata la riduzione del 5 % come previsto ex D.M. 29/10/97, ma la stessa riduzione è prevista per gli autovelox e quindi non per lo strumento in oggetto”. “Infatti”, continua il GDP nel ribadire la diversità tra il sistema tutor e l’autovelox classico, “per apparecchi diversi dall’autovelox, non può essere applicato il criterio di cui sopra, ma una riduzione diversa come precisato dal comma 3 dell’art. 345 delle disp. di attuazione del codice della strada” che quindi dev’essere applicata per analogia essendo il tutor strumento di misurazione diverso dall’autovelox. “Pertanto, nel caso in questione o non dev’essere “applicata riduzione alcuna oppure in analogia con quanto detto sopra (art. 345 comma 3°), applicata la riduzione “progressiva” del 5%, 10% e 15% anche perché è la legge a prevederlo in ogni caso, ma poiché non si conosce il suo criterio nei casi di rilevazione diverse le postazioni “autovelox” fisse e/o mobili, ne deriva l’impossibile corretta verifica del comma della norma ex art. 142 violato”.

Fonte: Piemmenews

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