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I vigili urbani diventeranno polizia regionale

Quattrocentocinquanta pagine di dati, confronti, analisi. Un volume, il primo a livello nazionale mai realizzato, per fare il punto sui livelli di criminalità nel Lazio dal 2006 al 2010, provincia per provincia, lungo tutti i 378 comuni della regione. Da Roma, dove l’ anno scorso i reati erano in aumento del 4,9% rispetto al 2009, al piccolo Saracinesco (167 abitanti) con un indice criminale che, soprattutto d’ estate, quando la popolazione si moltiplica per dieci, raggiunge quello preoccupante di centri molto più grandi, come Ardea, Pomezia, Fiumicino e Anzio. È una realtà complessa quella illustrata ieri dalla governatrice Renata Polverini che ha presentato il Rapporto sulla sicurezza realizzato dall’ Osservatorio per la legalità della Regione, diretto da Rosario Vitarelli. In quest’ ambito l’ assessore regionale alla Sicurezza Giuseppe Cangemi ha anche annunciato che allo studio «c’ è il progetto della creazione della polizia regionale, previsto da una legge del 2005, intesa come un’ unione delle polizie locali delle 5 province, Roma compresa. Avranno stesse auto, stesse divise, stessa modulistica, e saranno coordinate dalla Regione – spiega l’ assessore – anche in materia di formazione del personale, sebbene sia previsto che i comandi restino nelle rispettive città. Qualche giorno fa a Viterbo – conclude Cangemi – abbiamo visto un anticipo di quello che potrebbe essere la nuova polizia regionale durante la Festa delle polizie locali». Una forza in più vista l’ offensiva della malavita. Dal rapporto – in parte già anticipato dal Corriere nell’ agosto scorso – emerge che i problemi riguardano soprattutto Roma e Latina. Nella Capitale e in provincia solo nel 2010 ci sono state 368 denunce di violenze sessuali, in pratica una al giorno, oltre 142 mila di furto (391 al giorno), 3.069 di rapine (quasi 9 al giorno), anche se in questo caso sono state circa 200 in meno rispetto all’ anno precedente e addirittura 1.400 in meno su 5 anni fa. E se è vero che in confronto al 2006 i reati a Roma sono in calo del 19,3%, bisogna anche considerare che la città e l’ hinterland sono stati inseriti nella classe più alta di rischio criminalità. In aumento i reati contro la persona (lesioni dolose, percosse, ingiurie, minacce) e i danneggiamenti, testimonianza della tensione sociale sempre più alta alla base di molti casi di omicidio e di tentato omicidio: nel 2010 i delitti sono stati «solo» 21, di cui 9 a Roma città, rispetto ai 40 del 2008 e del 2009, ma preoccupa l’ aumento degli omicidi (30 quelli già registrati da gennaio a oggi) già previsto nei mesi scorsi per il 2011 dalle forze dell’ ordine, insieme con quello delle rapine (+15%) e dei furti (+9%). «Chissà cosa ne pensa il sindaco Alemanno dei numeri diffusi dalla presidente Polverini e dall’ assessore Cangemi – chiede il capogruppo Pd alla Pisana, Esterino Montino -. Sale il numero delle violenze sessuali, delle minacce, delle percosse, degli attentati. Non lo diciamo noi, ma la Regione. E, purtroppo per Alemanno, la matematica non è un’ opinione».

Rinaldo Frignani 

Fonte: Corriere della sera

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