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Pagare una multa online su Internet: impossibile

L’esperienza di chi ha provato a pagare un multa online ma si è arreso dinanzi alla burocrazia virtuale. Meglio dotarsi di pazienza e trovare mezza giornata di tempo per recarsi all’ufficio postale.

Al Comune di Roma sembrano avercela messa tutta. C’è perfino l’assistente online, con tanto di signorina virtuale con giacchetta rossa e coccarda dell’amministrazione comunale appuntata al bavero, pronta a spiegare vocalmente tutte le istruzioni da seguire in sostituzione della lettura di tutti gli articoli e le note scritte nelle pagine virtuali. Ma pagare una multa all’ufficio postale sembrerebbe richiedere paradossalmente un impegno inferiore.

Su tutto, basta leggere la storia raccontata dal giornalista Alessandro Gilioli nel blog “Piovono rane” pubblicato sulla versione online del settimanale L’Espresso. La sua è la disavventura di chi si vede recapitare una multa da pagare e, dopo aver impiegato mezza giornata fra traffico esasperante e attese snervanti, giunge alla conclusione che è meglio recarsi in moto da Piazza dei Cinquecento a Trastevere (chi abita a Roma se ne rende conto più facilmente) anziché barcamenarsi con la burocrazia online.

Dopo aver ricordato che è bastato cliccare un link e investire 30 secondi di tempo per rinnovare la polizza assicurativa della moto, Gilioli si domanda: possibile che il Comune di Roma non abbia trovato un sistema per farti pagare le multe online? In realtà, un modo esiste, ma proprio dopo averci provato, ha preferito spegnere il computer e accendere il motore del suo mezzo di trasporto.

Per utilizzare i servizi online della Capitale, occorre identificarsi al portale. Se non si dispone di strumenti di identità digitale, l’unica soluzione è l’invio via fax del documento d’identità. Un processo che, si affretta a precisare il Comune, si completa entro tre giorni dalla ricezione del fax. Il percorso per l’identificazione, poi, comprende 12 punti (escluse le note) oltre a un form da compilare. Quindi occorre proseguire dopo aver preso visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali. Ma a quel punto, avranno ragionato tanti come Gilioli, meglio afferrare la multa e recarsi all’ufficio postale.

Fonte: www.webmasterpoint.org

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