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Strade britanniche sotto la lente dell’Asaps

L’associazione esamina il quadro della sicurezza stradale sulle arterie britanniche e traccia un bilancio in parallelo con quanto avviene sulle nostre strade. Migliorano le cose in entrambi i paesi ma ancora non basta

La situazione sulle strade britanniche sotto la lente dell’Asaps. L’associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale esamina il quadro della sicurezza stradale sulle arterie britanniche e traccia un bilancio in parallelo con quanto avviene sulle nostre strade.

Secondo l’Asaps: “Se in Italia gli schianti dell’anno passato si sono fermati a 207mila, giù del 3,9 percento secondo i dati Istat, in Gran Bretagna il calcolo dei crash tiene conto anche di quei sinistri non rilevati dalle forze dell’ordine, che, a sentire l’Annual Report del Dipartimento dei Trasporti inglese, si aggirerebbe sui 730mila. Questi, hanno portato sui registri 208mila feriti, contro i “nostrani” 296mila. Il dato comparato della mortalità ci ricorda che, dalle nostre parti, come l’Asaps insiste da tempo,  c’è ancora molto da fare riguardo la prevenzione: se i morti nel Belpaese hanno sfiorato quota 4mila, nella patria della Regina Elisabetta si sono fermate a 1850.

Là dove si marcia sulla corsia di sinistra, invece, hanno buone ragioni per esultare: rispetto al periodo 1994-98, ad esempio, le vittime sono calate del 48%, dato superiore alla media europea, ma non ancora sufficiente per tagliare il traguardo del dimezzamento ai sinistri fatali (ma loro sono partiti da una cifra già molto bassa). Il traguardo è comunque a portata di mano, come, del resto, per gli italiani, appena più indietro al 43% di vite salvate sulle strade. Oltre le scogliere di Dover, sono le strade di campagna il teatro preferito degli incidenti (62%), segno che, un po’ dappertutto, i controlli sulla velocità portano sì ottimi frutti, ma non devono finire col cancellare dall’agenda la manutenzione delle carreggiate, da sempre il primo pericolo per gli automobilisti più irresponsabili”. 

Per quanto riguarda i giovani d’oltremanica l’Asap osserva che “anche per i teenager inglesi, nella giungla del traffico si disputa una battaglia cruenta, con un decesso su quattro tra i 15 e 19enni che avviene sull’asfalto. I neopatentati vittime della strada rappresentano ancora il 24% della striscia di sangue sui veicoli anche in Gran Bretagna, benché il dato sia in calo rispetto al 2009”. 

Alcool e costi sociali concludono l’analisi dell’Asaps e anche nella regia Inghilterra entrambi gli aspetti incidono pesantemente sul bilancio complessivo: “Altro killer spietato, come noto, è sempre l’alcool: Oltremanica il 5% dei feriti in collisioni tra mezzi di trasporto ha visto coinvolto un pilota con il gomito un po’ troppo alto. I morti, invece, sono stati 250 nel 2010. In generale, comunque, si può dire che anche sotto la “Union Jack” la guida distratta resti una delle trappole preferite degli automobilisti: sommando i fattori, siamo al 61% globale in fatto di incidenti causati da disattenzioni al volante. Infine, un accenno ai costi, macigno che grava sulle collettività di tutti gli Stati più evoluti: in Italia, per dire, si naviga a circa 30 miliardi di euro annui. La musica, purtroppo, non cambia di molto nelle strade d’Inghilterra: 15 milioni di sterline, circa 5 miliardi in meno rispetto al salato conto nostrano”. 

Insomma, in Italia come in Gran Bretagna il problema della sicurezza stradale rappresenta una battaglia (e i dati sono proprio da conflitto bellico…), da combattere con tutti i mezzi anche se la “vittoria” sembra ancora lontana.

Fonte: www.repubblica.it

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