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Multe e cartelle esattoriali: impugnabili al GdP senza limite di valore

La corte di cassazione, con la pronuncia della sezione VI, n° 21194 del 13 ottobre 2011, ha chiarito che tutte le opposizioni riguardanti il procedimento sanzionatorio conseguente alle violazioni del Codice della Strada sono di competenza del giudice di pace anche se, sommando le varie contestazioni impugnate, viene superato il valore per competenza del giudice di prossimità.

UN SETTORE “CALDO” – La uprema corte ha fatto chiarezza su un problema che riguarda un settore “caldo” come quello delle impugnazioni avverso le sanzioni amministrative conseguenti a infrazioni del Codice della Strada. Nel caso sottoposto al vaglio dei magistrati di Piazza Cavour, il giudice di pace di Roma s’era dichiarato incompetente perché le contestazioni impugnate dal ricorrente superavano il tetto generico del valore di 2.582,28 euro (un limite in vigore al momento dell’introduzione della controversia, oggi divenuto di 5 mila euro). Gli ermellini hanno contraddetto quanto aveva sostenuto il Giudice di Pace, e si sono pronunciati sulla scorta di due considerazioni. La prima: in ambito di impugnazione di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del Codice della Strada e di cartelle esattoriali conseguenti, la competenza per valore deve considerarsi fino a 15.493 euro ex art. 22 bis, legge 689/81; la seconda: nel caso di più contestazioni distinte impugnate contemporaneamente, la competenza per valore non va rapportata alla somma, ma al valore delle singole vertenze unite in un unico processo.

IL CONTRASTO – Questa precisazione va in senso opposto a quello cui tende il legislatore che, lo scorso luglio, ha introdotto l’obbligo di pagare il contributo unificato obbligatorio per impugnare le sanzioni, e da poco ha ridotto il termine per inoltrare il ricorso da 60 a soli 30 giorni al fine di diminuire il carico del contenzioso che negli scorsi anni ha intasato gli uffici dei giudici di pace di tutta Italia. Misura, quest’ultima, che pur giustificata dalla spiccata propensione degli automobilisti italiani a ricorrere contro le multe, indubbiamente riduce i diritti di chi viene sanzionato in modo ingiusto o irregolare.

Fonte: www.sicurauto.it

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