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Roma – Giro di vite contro le corse clandestine: dossi sulle strade, si parte dall’Anagnina

Alemanno: pronti tra 15 giorni, se l’esperimento sarà positivo lo estenderemo anche ad altre vie interessate dal fenomeno

Il sindaco Gianni Alemanno ha deciso: niente più corse clandestine in città, niente più autodromi illegali in quegli angoli di Roma dove stradoni di periferia si trasformano in lingue di cemento solcate a duecento chilometri oraria da auto modificate. Si inizia da Anagnina, da quella pista metropolitana in via Torre di Mezzavia dove, fino a poco tempo fa (l’ultimo blitz dei vigili risale al 27 settembre) sfrecciavano a tutta velocità le macchine protagoniste del business delle scommesse clandestine, «proiettili» impazziti che minacciavano residenti, pedoni e chiunque capitasse a bordo di un’auto o di un motorino in quella zona.

L’annuncio dal Campidoglio è stato dato ieri (domenica – n.d.r.), il giorno prima della partenza del sindaco per Cracovia per partecipare al progetto Roma nel cammino della Memoria, il viaggio con 240 studenti romani ad Auschwitz e Birkenau organizzato dall’assessorato alla famiglia diretto da Gianluigi De Palo. «Tra quindici giorni installeremo dossi in via Torre di Mezzavia – ha detto Alemanno – vogliamo debellare definitivamente il pericolosissimo fenomeno delle corse clandestine che oltre a mettere a rischio la vita delle persone è un pessimo esempio sul piano dell’educazione stradale».

Sgommate, curve a tutta velocità e spettatori, tanti, delle corse che fino a un mese fa avevano fatto piombare nell’incubo la periferia est della Capitale, sotto assedio nelle notti del weekend. Poi l’intervento della polizia di Roma Capitale e del vice questore aggiunto Giuseppe Moschitta: un blitz che ha coinvolto oltre 500 appassionati del pericolo su strada che di notte si davano appuntamento in via Torre di Mezzavia, tra l’Anagnina e la Tuscolana. Il bilancio è stato di oltre 140 persone identificate, 20 multe per violazione del Codice della Strada, 13 patenti ritirate, 5 veicoli sequestrati per il riscontro di modifiche vietate. Tra gli spericolati c’erano anche giovanissimi privi di patente e gente alla quale era stata già revocata.

Numeri e violazioni che delineano un fenomeno esplosivo, sempre più in crescita. Alemanno ieri ha ribadito la necessità di realizzare interventi sistematici sui quartieri cosiddetti a rischio. «Abbiamo cercato di debellare il fenomeno incrementando la presenza degli agenti della polizia di Roma Capitale – ha detto il sindaco – un monitoraggio che ha dato buoni risultati così come ci riferiscono gli stessi residenti». Perché a lanciare il grido d’allarme sulle corse clandestine erano stati proprio gruppi di cittadini terrorizzati da quei bolidi che ogni notte attraversavano il loro quartiere a tutta velocità. «Non possiamo però lasciare sempre delle volanti, in modo continuativo in quella strada, ma dobbiamo intervenire in modo più incisivo», ha aggiunto il primo cittadino. 

Ecco l’idea quindi. «Installare dei dossi per debellare alla base il problema, impedendo l’alta velocità», ha aggiunto Alemanno. Venerdì scorso il sindaco, accompagnato da tecnici, ha fatto un sopralluogo: «Abbiamo studiato quale fosse la soluzione migliore e alla fine abbiamo pensato a ai dissuasori di velocità», ha spiegato. Una soluzione voluta a tutti i costi. «I dossi – ha aggiunto – dovrebbero essere posizionati solo in aree residenziali, ma ho chiesto ai vigili di fare una forzatura al Codice della Strada pur di risolvere il problema».

I dossi all’Anagnina potrebbero essere considerati come una sorta di progetto pilota contro le corse clandestine, il primo esperimento contro i bolidi dell’alta velocità. Un piano che potrebbe essere applicato anche ad altre situazioni, in zone spesso vittime delle corse in auto come Corso Francia o l’Eur. «Ma prima di installare i dossi anche in altre strade – ha precisato Alemanno – dovremmo prima verificare se la strada in questione è una semplice consolare o ad alto scorrimento. Nell’ultimo caso i dossi non potrebbero essere posizionati». 

Fonte: www.ilmessaggero.it

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