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Pneumatici invernali per i Tir? Parliamone

Il freddo s’avvicina ed è già arrivata qualche ordinanza che renderà obbligatori gli pneumatici invernali. Però, nel mondo dell’autotrasporto…

Tornano le “ordinanze neve”, cioè l’obbligo di montare, nella stagione rigida, le gomme invernali, oppure di avere a bordo le catene da neve. Qualche provincia, per esempio Como e Modena, hanno già varato il provvedimento, mentre altre, come Varese, stanno per farlo. Ma il rischio di rimanere intrappolati nell’ingorgo-neve è ancora in agguato. Il problema è legato al mondo dell’autotrasporto.

PER I TIR SANZIONI QUASI INAPPLICABILI – Se ricalcheranno quelli dell’anno scorso, anche i provvedimenti in arrivo (ma è già così per quelli appena varati) parleranno generalmente di “obbligo per tutti i veicoli”, quindi anche per gli autocarri di qualsiasi peso e portata. Tuttavia, è noto che per quanto riguarda questi ultimi l’imposizione delle gomme invernali lascia il tempo che trova in quanto le sanzioni per chi non si adegua sono di fatto quasi inapplicabili. Motivo: per gli pneumatici invernali da autocarro, a differenza di quanto accade per quelli automobilistici contraddistinti dalla sigla M+S, non esiste una vera classificazione giuridica europea che consenta agli agenti addetti ai controllo di identificarli senza incertezze e quindi di sanzionare chi non li monta. Forse ci arriveremo l’anno prossimo, o in un un futuro che si spera non lontano, ma intanto i camionisti sanno bene che in caso di contravvenzione per violazione all’obbligo di montare le gomme invernali potrebbero opporsi alla sanzione con buone possibilità di vittoria. Per quanto riguarda le catene, alternative agli pneumatici, basta averle a bordo, ma quanto a montarle effettivamente è tutt’altro discorso: l’operazione è difficoltosa e molto faticosa, quindi non sono molti gli autisti che vi ricorrono.

SI RICORRE AI “FILTRI” – Insomma, l’unico strumento a disposizione delle pattuglie è quello della prevenzione. Cioè, dei cosiddetti “filtri”, ossia i controlli messi in atto all’inizio delle zone critiche in cui i Tir vengono fermati, verificati uno a uno e bloccati con il criterio del “buon senso” se gli agenti ritengono che non montino pneumatci adeguati ad affrontare il percorso. Quindi, qualcosa si fa, ma la situazione che si è venuta a creare ha del paradossale: gli automobilisti sono obbligati a rispettare le ordinanze e a investire denaro per acquistare le gomme adatte, ma dopo essersi adeguati potrebbero ugualmente restare intrappolati su una strada innevata perché il Tir che precede, sfuggito ai controlli, gli pneumatici invernali non li ha e s’è intraversato bloccando il traffico. Qualche veicolo, infatti, può sempre eludere i controlli, che sono abbastanza semplici all’ingresso delle autostrade e le statali di lungo itinerario, che prevedono ingressi obbligati dove tutti devono passare, ma difficili su altre strade, dove il traffico si disperde in mille rivoli. Tutto sommato, quindi, non ha torto chi si domanda a che cosa servano tali ordinanze, che devono essere rispettate alla lettera solo dagli automobilisti, ma che non evitano del tutto il rischio di incappare in un “ingorgo-neve” causato da un veicolo pesante di traverso sulla strada.

MEGLIO LE CATENE – Mentre l’Europa, non senza fatica, discute sull’adeguamento delle normative e sull’introduzione della classificazione delle gomme invernali anche per il mondo dell’autotrasporto, i produttori di pneumatici stanno diversificando l’offerta di questi pneumatici introducendo un maggior numero di modelli studiati per gli autocarri. Tuttavia, crediamo che ben difficilmente si verificherà la “corsa alle gomme invernali per camion”. Quindi, niente code dal gommista e pneumatici esauriti, un fenomeno che ha caratterizzato l’anno scorso (vedremo come andrà quest’anno) il mercato di quelle per le auto. In mancanza di regole precise e soprattutto applicabili, i camionisti preferiranno tenere a bordo le sole catene. E qui di seguito spieghiamo le ragioni di quanto sta accadendo, sia dal punto di vista degli autotrasportatori, sia da quella dei produttori di gomme.

LE DIFFICOLTÀ DEGLI AUTOTRASPORTATORI… – Il settore dell’autotrasporto vive un momento particolarmente difficile, compresso com’è tra l’incudine della situazione economica sfavorevole che rallenta l’attività e il martello dei costi crescenti, in particolar modo quelli dei carburanti. SicurAUTO dispone di informazioni che indicano, per esempio, che la situazione è così seria che numerosi operatori attivi nel settore del trasporto refrigerato non hanno neppure la liquidità sufficiente a sostenere le spese di manutenzione dei frigoriferi dei veicoli, il che genera interrogativi preoccupanti sulla qualità delle merci trasportate e sulla capacità di mantenere inalterata la catena del freddo indispensabile alla loro corretta conservazione. Chi invece non se la sente o non può operare oltrepassando i limiti della legalità ( ci sono aziende della grande distribuzione molto serie che sul fronte “temperature” hanno regole ferree) si limita a mantenere in esercizio solo il numero di veicoli appena sufficiente a rispettare gli impegni. L’esempio riguarda le merci deperibili, ma non è un mistero che a essere in sofferenza è l’intero settore dell’autotrasporto. E poiché le aziende del comparto reagiscono alla crisi tenendo molti automezzi fermi, ne deriva che questi ultimi non si deteriorano, non usurano i motori e… non consumano le gomme.

…E QUELLE DEI PRODUTTORI DI PNEUMATICI – Allo stesso modo, la situazione è complicata anche per i fabbricant di pneumatici, alle prese sia con la diminuita necessità degli autotrasportatori di sostituirli, sia con una preoccupante crisi del mercato delle auto nuove che assottiglia le vendite degli pneumatici di primo equipaggiamento, sia con l’aumento vertiginoso del prezzo del caucciù, indispensabile materia prima per fabbricarli. È in questa complicata situazione di mercato che vanno inquadrati i pressanti tentativi dei produttori di diffondere maggiormente anche in Italia l’utilizzo degli pneumatici invernali: i 6-7 milioni di questo tipo di gomme per auto venduti l’anno scorso e i circa 10 milioni che si prevedono quest’anno costituiscono una boccata d’ossigeno provvidenziale che compensa la diminuita richiesta di quelle estive, anche se va considerato che la domanda di queste ultime è destinata a scendere ancora proprio perché sta aumentando quella delle coperture invernali: un veicolo può montare un solo treno di gomme alla volta, e se consuma quello invernale risparmia quello estivo, e viceversa. Insomma, chi produce gomme sta in pratica spingendo gli automobilisti a dotarsi di un secondo treno di pneumatici, e due treni durano il doppio di uno solo, quindi i futuri acquisti saranno rimandati. Ovviamente SicurAUTO non critica assolutamente gli sforzi dei produttori di gomme per diffondere quelle invernali, che rappresentano un importante contributo alla sicurezza stradale in caso di neve, ghiaccio e basse temperature. Tuttavia, va sottolineato che le ragioni della sicurezza vanno distinte da quelle del business, anche se assai spesso le due cose coesistono e convergono.

INVERNALI PER I TIR? IMPROBABILE – Insomma, almeno per quanto riguarda la realtà italiana, e per le ragioni sopra esposte, i conti non tornano, né per gli autotrasportatori, né per i fabbricanti di pneumatici. Questi ultimi però, pur in assenza di classificazioni precise che li identifichino, stanno intensificando gli sforzi per diffondere l’utilizzo degli pneumatici invernali anche per gli autocarri. È di questi giorni l’annuncio di Continental, che ha introdotto una nuova copertura invernale dedicata al settore, la gamma denominata Winter Scandinavia. A giudicare dal comunicato stampa, l’innovazione consiste nel fatto che la parte iniziale del battistrada è appunto invernale, ma via via che si consuma, la gomma si trasforma in copertura estivaeliminando, secondo Continental, la necessità di sostituire il treno a ogni cambio di stagione. Ovviamente, il tutto sembra avere un senso se il proprietario del veicolo sceglie con raziocinio il momento di acquistare le gomme e sa calcolare con precisione il loro prevedibile consumo. In caso contrario, potrebbe trovarsi con un treno di pneumatici invernali non abbastanza consumati per trasformarsi in estivi. In ogni caso, va apprezzato il tentativo di Continental di fornire agli autotrasportatori una soluzione teroicamente in grado di soddisfare entrambe le esigenze salvaguardando l’economia di gestione. Cioè, proprio ciò che serve ora. Tuttavia, nonostante tutti gli sforzi dei produttori, e a dispetto del fatto che sia in aumento la sensibilità verso i temi della sicurezza stradale e, in particolare verso l’utilizzo delle gomme adatte alla stagione, i costi sono ancora elevati, e con il settore alle prese con le difficoltà nel far quadrare i conti, non crediamo siano poi molti gli autotrasportatori disposti ad anticipare migliaia di euro per acquistare un treno di gomme per l’inverno.

Fonte: www.sicurauto.it

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