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Roma – “Tiburtina ostaggio delle affissioni-killer; impianti pericolosi negli spartitraffico”

Il dossier dei comitati anti-cartelloni: 56 impianti in un chilometro e mezzo della consolare. Chieste le dimissioni dell’assessore al Commercio Bordoni. “Non intervenire è una grave omissione

Via Tiburtina come via Tuscolana. Gli spartitraffico delle due consolari romane sono invasi di cartelloni pubblicitari. E se, sulla consolare che collega la capitale ai Castelli romani, qualche giorno fa due scooteristi hanno perso la vita, lo stesso abusivismo si riscontra nell’altra arteria che è tra le più trafficate della città.
Un dossier del comitato “Basta Cartelloni” mostra come, su appena un chilometro e mezzo di via Tiburtina, ci siano ben 56 impianti. Molti dei quali abusivi, perché non rispettano il codice della strada. Si trovano a pochissima distanza l’uno dall’altro. E in appena un metro di spartitraffico, proprio come sulla Tuscolana, quando invece la legge impone una larghezza minima di quattro metri. «È uno scandalo — attacca il comitato promotore della delibera d’iniziativa popolare per la modifica del regolamento sulle affissioni — Il mancato intervento è un’omissione gravissima che potrebbe causare altre morti». 
Sono decine le pubblicità. Réclame di tutti i tipi, ma ne balzano all’occhio soprattutto due. Una sponsorizza la festa delle Forze Armate del 4 novembre ed è stata commissionata proprio dal ministero della Difesa. «È una struttura 4×3 ovvero di quelle giganti — continua il Comitato — Ha una base di oltre un metro, si trova in curva, in corrispondenza di un incrocio, e viola clamorosamente il codice della strada perché è collocata su uno spartitraffico con i margini a ridosso della sede stradale». E non è l’unica. Altre pubblicizzano il Festival del film patrocinato invece dal Comune di Roma. Sono impianti che andrebbero rimossi perché fuorilegge. 
«Ora basta», dicono le associazioni. Così hanno inviato una lettera al sindaco, Gianni Alemanno, per chiedere le dimissioni dell’assessore al Commercio, Davide Bordoni, che ha la delega alle affissioni; nella lettera, quale elencano punto per punto tutte le mancanze, le promesse non mantenute e le giustificazioni che sono state addotte in questi ultimi anni. «È vero che prima non era mai stato fatto un Piano, ma almeno la situazione era stata “congelata” e non erano stati presi provvedimenti che hanno invece “smontato” argini già sottili», continua il Comitato. 
Intanto il consigliere di maggioranza, generale Antonino Torre, ha presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata per avere chiarimenti sulle maxistrutture che invadono la città e che ne deturpano il decoro. «Sappiamo che domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà una riunione dei capigruppo che vorrebbero spostare la discussione della delibera sul Piano regolatore dei cartelloni per calendarizzare invece quella sul Piano urbanistico — conclude Roberto Crea del Comitato — Ci auguriamo non sia così. Anche perché si andrebbe contro la nostra diffida e le prescrizioni del prefetto».

Fonte: roma.repubblica.it

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