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Sicurezza stradale, lo “spread” con la Germania è di 439 vite

Lo scrive l’Asaps a Monti chiedendo un intervento

In queste ultime settimane non sentiamo altro che parlare di “spread”. E proprio lo “spread Btp-Bund”, ovvero la differenza tra i rendimenti dei Bund (titoli tedeschi) e dei Btp (titoli di stato italiani), è stato utilizzato da Giordano Biserni, Presidente dell’Asaps, per spiegare in una lettera aperta al nuovo Presidente del Consiglio, Mario Monti, qual è la differenza tra il tasso di incidenti mortali in Germania e quello in Italia. “Per dirla con i termini utilizzati dal suo mondo, quello dell’economia – scrive Biserni a Monti -, lo ‘spread’ con la Germania è di 439 vite”. La lettera è infatti stata scritta non solo per porgere “i migliori auguri dell’Asaps” al Presidente per l’incarico ricevuto, ma anche per sottoporre alla sua attenzione lo scarso risultato dell’Italia in materia di sicurezza stradale.

L’ITALIA HA DELUSO L’EUROPA
I recenti dati distribuiti dall’ISTAT sugli incidenti stradali del 2010 dimostrano che l’Italia non è riuscita a raggiungere l’obiettivo comunitario di dimezzare il numero delle vittime della strada nel decennio 2001 -2010. “Ci siamo fermati a -42,4% – scrive Biserni -. Sul podio sono saliti Francia, Spagna e Lussemburgo, che hanno raggiunto e superato l’obiettivo -50%. Noi ci siamo fermati al 15esimo posto”. Inoltre proprio il nostro Paese è salito al primo posto assoluto in questa triste graduatoria europea con 4.090 vittime, seguito da Francia (3.992) e Polonia (3.907), mentre la Germania si è fermata a quota 3.651 vittime fatali. E “nessuno pensi al fatto che in Germania, in alcuni tratti autostradali, non ci sono i limiti di velocità – scrive il Presidente -. In realtà la differenza fra noi e la Germania va ricercata tutta nel maggior numero di incidenti e vittime che si contano nelle strade urbane. Infatti nelle città italiane si contano mediamente circa 7 morti ogni 100.000 abitanti e a Berlino 1,8. E’ qui la differenza oltre che nei tassi di mortalità delle strade statali e extraurbane. Chiediamo quindi la giusta attenzione signor Presidente su questo triste primato che, nonostante gli innegabili miglioramenti degli ultimi anni, ci costa ancora oggi 11 morti e 829 feriti al giorno, in 579 incidenti”.

SERVONO PIU’ CONTROLLI E IL NUOVO REATO DI OMICIDIO STRADALE
“Sappiamo benissimo che i problemi del Paese da risolvere sono, nella sua agenda, numerosi”, scrive Biserni a Monti, tuttavia il Presidente coglie l’occasione per elencare quali potrebbero essere le soluzioni. “Servono controlli sulle strade con agenti fisicamente presenti e non solo con il prevalente utilizzo dell’elettronica, che poi si declina spesso più sul versante della cassa che della reale prevenzione”, dice. Bisogna andare avanti nella lotta contro alcol e droga e introdurre il nuovo reato di omicidio stradale e poi “realizzare un più forte cordone di sicurezza per i veicoli a due ruote che detengono il primato del rischio stradale con quasi 1.200 morti anche nel 2010, così come vanno messi in sicurezza i fattori di rischio per i pedoni (614 morti nel 2010, il 60% dei quali fra gli ultrasessantacinquenni)”. Immancabile infine il miglioramento dell’infrastruttura stradale.

Fonte: www.omniauto.it

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