Questo articolo è stato letto 0 volte

E il limite di velocità finì sul muro di casa

L’uomo, di professione costruttore con velleità artistiche, ha speso cinque ore e 100 sterline

Stufo delle auto e dei camion che sfrecciavano a tutto gas sulla strada davanti a casa sua – la trafficata A3072 – e dopo che i suoi ripetuti appelli al comune perché intervenisse a porre un limite di velocità erano caduti nel vuoto (in paese non c’è nemmeno un autovelox), il signor Tim Backhouse ha deciso di fare di testa sua. E così, armato di una scala, tre barattoli di vernice ed altrettanti pennelli, ha dipinto un mega segnale alto quattro metri e mezzo (praticamente come un autobus a due piani) e indicante il limite di velocità a 30 miglia orarie (pari ai nostri 50 chilometri all’ora) sul muro esterno della sua abitazione di Bow, nel Devon, dove vive con la moglie Rachel e i tre figli Oliver, 13 anni, Faye, 7 e Rowan, 4.

L’uomo, di professione costruttore con velleità artistiche, ha speso cinque ore e 100 sterline per portare a termine la sua missione, e ora l’insolito indicatore di velocità (copia fedele di quelli tradizionali, con tanto di circolo rosso, sfondo bianco e numero 30 in nero) fa da gigantesco monito agli automobilisti all’ingresso del paesino, proprio nella settimana in cui in Inghilterra si celebra la Road Safety Week. «So che potrebbe sembrare una misura un tantino drastica – ha spiegato Backhouse alla stampa – ma ne ho pieno le scatole degli automobilisti, soprattutto dei camionisti, che sfrecciano a tutta velocità. Credetemi, non è affatto bello sentire tutto quel baccano mentre si è seduti in soggiorno e almeno in questo modo non c’è il rischio che qualcuno non veda il segnale e non recepisca il messaggio».

Prima di prendere in mano pittura e pennelli, però, il signor Tim ha provato a sollevare la questione al consiglio comunale, che però non ha mai fatto nulla, se non condurre un sondaggio sul traffico nel quale sarebbe emerso che la velocità media in paese era di 31 miglia orarie: un risultato che, però, a detta ancora del signor Tim, non rifletterebbe affatto la realtà, perché nelle ore di punta auto e camion andrebbero per forza di cose a passo d’uomo. «Io e la mia famiglia viviamo a Bow solo da un paio di anni – ha concluso Backhouse – ed eravamo un po’ preoccupati per come avrebbe potuto reagire la gente alla mia iniziativa. Invece si sono mostrati tutti molto solidali con me e convinti che qualcosa andasse finalmente fatto, visto e considerato poi che in paese non c’è un autovelox e che quindi gli automobilisti non sono incentivati a rispettare i limiti. Oltretutto questa strada, che è piena di buche e non ha strisce pedonali, è un percorso obbligato per i mezzi pesanti, che fanno molto rumore soprattutto la mattina presto e la sera, e il rischio che qualcuno possa essere investito si aggrava quando fa buio, senza contare i bambini in giro dopo la scuola. Ecco perché ho deciso di mettere quel cartello e sono sicuro che se gli automobilisti lo rispetteranno, Bow diventerà davvero un posto carino dove vivere».

Fonte: www.corriere.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *