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Circolazione stradale, lecito il sequestro preventivo ante riforma

La Cassazione (sentenza 24549/11) ha deciso che il sequestro preventivo ai fini della confisca, in ordine alla contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, è legittimo anche in virtù delle nuove disposizioni in materia di sicurezza stradale (l. n. 120/2010)

Il caso
Vedendosi rifiutata la richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo dell’autovettura, un trentenne, che aveva causato un incidente stradale guidando in stato di ebbrezza, fa ricorso in cassazione. Chiede la nullità dell’alcoltest perché, come stabilito in via generale per gli atti irripetibili compiuti dalla Polizia Giudiziaria, questa avrebbe dovuto obbligatoriamente avvisare l’interessato e chiedergli di nominare un difensore, cosa che non era avvenuta. E’ inoltre documentato che, la stessa notte, l’imputato ha assunto un farmaco a base alcolica; unica causa dell’alto tasso alcolemico, deducibile anche dal fatto che in soli 10 minuti (tempo trascorso tra un test e l’altro) il tasso è passato da 1,85 g/l a 1,67.
La Corte Suprema rileva che la sottoscrizione del verbale di accertamenti urgenti sulle persone è regolarmente avvenuta ed il prevenuto è stato, dunque, informato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. Il nodo, però, riguarda la legge di riforma del codice della strada avvenuta in pendenza del ricorso. Questo perché, secondo un orientamento della Cassazione che la sentenza in esame decide di seguire, la riforma (l. n. 120/2010) non ha eliminato il sequestro del veicolo finalizzato alla confisca ma semplicemente ne ha mutato la qualificazione giuridica.
In sostanza, «i sequestri eseguiti nella vigenza della precedente normativa, possono ritenersi “sopravvissuti” nel caso in cui siano adottati legittimamente anche sotto il profilo amministrativo». I giudici con l’ermellino, dunque non possono far altro che rigettare il ricorso e condannare il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.

Fonte: www3.lastampa.it

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