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Incidente con la volante mentre accorreva per evitare un suicidio. Agente condannato a risarcire il danno allo stato

Inviato dalla centrale della questura di Pistoia, stava accorrendo, alla guida di una volante, per scongiurare un tentativo di suicidio. Ma a un incrocio, dopo aver bucato uno stop, il poliziotto si era scontrato violentemente con un’altra vettura, una Fiat Panda, provocando all’auto di servizio danni per più di 8.600 euro. Era il 9 dicembre 1999. Adesso, seppure con un congruo “sconto”, l’agente dovrà risarcire quel danno allo Stato. Già condannato al pagamento dalla sezione toscana della Corte dei Conti nel 2005, il poliziotto ha infatti perso il ricorso presentato contro la sentenza alla sezione centrale di appello.

 

I giudici romani hanno ritenuto veritiere le dichiarazioni dei vari testimoni dell’incidente: al momento dello scontro, la volante – una Fiat Marea – non avrebbe avuto la sirena azionata, come invece sostenuto dal poliziotto. E se anche così fosse stato, ciò non lo avrebbe sottratto all’obbligo di rallentare per accertarsi di poter attraversare l’incrocio senza rischi. La sentenza è stata perciò integralmente confermata. Tenendo conto di tutte le circostanze che possono aver concorso alla produzione del danno, l’addebito è stato ridotto a 4.000 euro. Il poliziotto dovrà pagare inoltre le spese del giudizio di appello: 73 euro. Il collegio dei cinque giudici romani ha ritenuto che la condotta di guida del poliziotto è stata connotata da grave imprudenza: «E ciò per non aver rispettato il segnale di “stop”, ovvero per non aver moderato la velocità nell’incrocio, in tal modo cagionando – oltre al danno a terzi, coperto dall’assicurazione – il grave danneggiamento al veicolo della Polizia di Stato da lui condotto».

 

I giudici, nella motivazione della sentenza, spiegano come le persone che si trovavano nelle vicinanze dello scontro abbiano «concordemente affermato di non aver sentito nessun suono di sirena prima del forte rumore cagionato dall’incidente». Per poi precisare un punto molto importante: non basta avere sirena e lampeggiante attivati per essere esonerati da qualsiasi responsabilità. «Ma anche ammesso che la sirena fosse stata attivata – scrivono infatti i giudici – si osserva che, come espressamente prevede l’articolo 177, comma 2, del codice della strada – l’uso congiunto del dispositivo acustico e di quello di segnalazione visiva esonera i conducenti dei veicoli di soccorso, che stiano espletando servizi urgenti d’istituto, dall’osservanza di obblighi, divieti e limitazioni relativi alla circolazione stradale, nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza”». Dalla dinamica dell’incidente, secondo la Corte dei conti «emerge che – a prescindere dall’uso o meno del segnale acustico – il conducente della vettura della Polizia non ha rispettato le regole di comune prudenza che, anche nell’espletamento di servizi urgenti d’istituto, impongono di salvaguardare l’incolumità di persone e cose; in particolare, l’attraversamento di incroci con segnale di stop e con semaforo a luce rossa impone – se non il rispetto di quei segnali, impedito dall’urgenza – almeno una moderazione della velocità tale da evitare probabili collisioni con veicoli che abbiano già impegnato o siano in procinto di impegnare l’incrocio».

 

Fonte: amicipolstrada.blogspot.com

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