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Parma, la casta delle multe tolte. Jacobazzi: “Tutti lo chiedevano”

Dalle intercettazioni di Green Money 2 emerge come i “potenti” della città domandassero al comandante della municipale favori e contravvenzioni da annullare. Negli stralci i nomi del vicepresidente dell’assemblea regionale Luigi Giuseppe Villani, dell’imprenditore Antonio Costantino e dell’onorevole leghista Fabio Rainieri. I tre negano: “Mai favori”. Secondo l’ex capo dei vigili sono “centinaia le multe annullate”. E poi quell’intreccio fra Bernini e la donna col pass Pdl

 

Centinaia di multe annullate ai potenti e ai politici di Parma, ma anche a dirigenti d’azienda, giornalisti, cittadini comuni. Chiunque fosse a conoscenza del canale giusto, poteva farsi togliere il verbale. A raccontarlo è lo stesso ex comandante della polizia municipale di Parma, Giovanni Maria Jacobazzi, arrestato a giugno del 2011 per concussione e corruzione, dopo essere stato per tre anni alla guida del Comando. Prove di queste multe annullate sono contenute anche nei verbali di intercettazioni stilati dalla Procura di Parma durante l’indagine Green Money 2. Allora finirono in manette dirigenti comunali e il comandante dei vigili e, proprio dalle intercettazioni sul telefono di quest’ultimo (e da tracce di mail) si scopre la base dell’esistenza di un sistema consolidato di favori.

 

A ogni multa, anche di pochi euro, sarebbe partita una telefonata: lo snodo era chiaramente Jacobazzi, l’uomo che su indicazione dei potenti poteva far annullare le multe. “Sono centinaia le multe annullate – spiega lo stesso Jacobazzi – tutti lo chiedevano, era una prassi normale. Ma sa quanti sono? Si va dagli assessori ai politici, dalle persone amiche di amiche ai parenti. Ce n’è una marea. Fa schifo? Che vuole che dica, è l’Italia, è il sistema che è sbagliato” dice il comandante indicandolo come un atto “normale”. E  poi fa i nomi, specificando che praticamente tutte le massime cariche istituzionali a Parma come quelle del Comune, dell’Università, perfino della Prefettura usufruivano dello speciale “annullo”. In pratica, con la giustificazione che “l’ho presa in quella via ma ero lì per lavoro” le contravvenzioni venivano levate “a chiunque, mi arrivava una mail o una telefonata e io giravo la richiesta in prefettura di cancellare il verbale”. Chiediamo a Jacobazzi se queste multe risultavano tutte prese in ambito lavorativo e se i soggetti multati potevano farsele togliere. “Arrivava la richiesta di togliere la contravvenzione e veniva fatta. Poi come e perchè l’avesse presa non è che sempre veniva accertata. E non è affar mio”. Ma succedeva anche per cittadini “comuni”? “Sì, può essere successo”.

Sarebbe successo eccome. Favori per amici di amici. Negli atti delle intercettazioni sono diversi gli interlocutori di Jacobazzi: spiccano i nomi di Luigi Giuseppe Villani (una persona chiama per suo conto chiedendo di togliere una multa a Villani) coordinatore del Pdl locale e vicepresidente dell’assemblea regionale oltre che di Iren, quello di Antonio Costantino imprenditore presidente della Proges e dell’onorevole della Lega Fabio Rainieri. Negli stralci delle tre telefonate sembrano chiedere, in alcuni casi per altre persone, favori in termini di multe. Abbiamo chiesto ad ognuno di loro di replicare.

 

VILLANI “NON RICORDO, ORA SENZA PATENTE” Luigi Giuseppe Villani: “Adesso non ricordo bene…- attacca Villani – io di multe ne ho prese e ne ho pagate. Al massimo posso aver chiesto chiarimenti su alcune multe. Mi ricordo di aver chiesto qualcosa per una via dove non potevo passare. Al momento comunque come già sapete sono senza patente”. Si è mai fatto annullare una multa per un favore? “No, che mi ricordi no”. Però parcheggiava in Comune pur non essendo nè consigliere nè assessore. “Ho parcheggiato lì quando venivo chiamato a prendere parti a riunioni in Comune…” chiosa Villani.

 

RAINIERI “ERA AUTO MIO FRATELLO” Secondo le intercettazioni, e lo conferma Jacobazzi, anche l’onorevole Rainieri chiamò per una multa scomoda. “Chiese di togliere un verbale relativo a piazzale della Pace” dice l’ex comandante ora tornato libero dopo tre mesi di carcere. “Non è mia prassi farmi togliere contravvenzioni – risponde il leghista – e non ho chiesto favori. Può essere capitato di aver chiesto chiarimenti, magari per permessi scaduti. Ricordo la questione di piazzale della Pace: avevo preso parte ad una riunione in Provincia, ma ero andato con la macchina di mio fratello. Non riconoscendo la targa mi è stata fatta la multa. E io l’ho fatto presente”.

 

COSTANTINO “NESSUN FAVORE” Tra gli stralci anche una telefonata fra Costantino e Jacobazzi. L’imprenditore avrebbe chiesto al comandante di occuparsi di multe di una persona amica. “Guardi, io con il comandante ho ben poco da spartire. Ho preso tante multe nella mia vita. Le telefonate con lui ci sono state ma per motivi di lavoro: ero pronto a portarlo davanti al giudice di pace pur di avere il numero di permessi sufficienti per la assistenza domiciliare anziani, che fa parte del nostro lavoro di cooperativa. Su questo ho insistito molto. Poi posso aver messo in contatto lui, dando il suo numero, con un’altra persona che chiedeva delucidazioni. Ma io a lui di favori…no guardi non sono il tipo”.

 

“IL SISTEMA FA SCHIFO” Eppure Jacobazzi parla di “centinaia di multe, fatte togliere anche a parenti. Io sono stato arrestato per concussione anche per la questione del dehors Rosi dove secondo l’accusa avrei chiesto il trasferimento del vigile Bergamaschi. Quell’agente non mi risulta sia stata trasferito e la multa era stata pagata. Ora però io rischio 12 anni”. Insomma, sembra essere la pedina di un gioco. “E cosa rischiano tutti quelli che chiedevano e insistevano per favori, anche con imposizioni dall’alto?”. Poi lo sfogo. “Un sistema che fa schifo. Cosa devo fare io se Fecci (ex assessore sicurezza, ndr) e Broglia (ex assessore bilancio, ndr) in riunione parlavano di fare più multe e poi quando la prendevano, vedi Broglia, il giorno dopo chiedevano di farsela togliere?”.

 

BROGLIA E IL BILANCIO La replica di Broglia è chiara: “Io non ho mai chiesto di fare multe. Io come assessore al bilancio chiedevo i  numeri alla municipale. Loro mi parlavano di 8milioni di entrata previsti con le multe ma poi erano sempre meno, magari 6. Allora io chiedevo di dirmi gli incassi: è su quello che ragiona il bilancio. Mi arrabbio se sento parlare di favori: mai fatti. La multa? Forse non si ricorda che io giravo con la mia auto privata, e l’unica contravvenzione che ho chiesto di levare era stata presa davanti al Duc perchè ero impegnato all’interno in una riunione di lavoro”.  Quegli ammanchi in bilancio potevano essere causati dal “sistema multe”? “Non ne ho idea – dice Broglia – ma mi sembra inverosimile”.

 

FECCI “MULTE SEMPRE PAGATE” Nella sua spiegazione l’ex capo dei vigili racconta anche come molte richieste di annullamento passassero per la segreteria dell’allora assessore alla sicurezza Fabio Fecci. “Io non ho mai fatto annullare una multa a nessuno” tuona Fecci. Anche se poi ricorda che “sì alcuni assessori avevano problemi di targhe ma erano questioni normali”. “Le multe le ho sempre pagate, a Parma e a Noceto. Jacobazzi? Agiva autonomamente, poteva farlo. Io non ho mai ricevuto pressioni di alcun tipo, al massimo richieste di chiarimenti per i varchi ma ho girato la cosa a Infomobility”.

 

BERNINI E LA DONNA PDL In un’altra operazione della Finanza è finito in manette anche l’ex assessore alle politiche per l’Infanzia Giovanni Paolo Bernini. A quest’ultimo la Procura ha contestato 90 multe per infrazioni al codice della strada del suocero di Bernini, che l’assessore ha cercato di far annullare invano e per cui si è prospettato il reato per l’abuso d’ufficio. Da indiscrezioni (che Jacobazzi conferma) pare inoltre che l’assessore pidiellino avesse fatto avere a una donna molto vicina al sindaco un permesso auto Pdl, con la stranezza che la donna non era appartenente al partito. Lei, ha comunque preso numerose contravvenzioni: l’assessore avrebbe allora insistito per farsele togliere da Jacobazzi.

 

Fonte: parma.repubblica.it

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