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Mancano i soldi per la manutenzione, le moto dei vigili romani restano in garage

Su 218 mezzi quelli fermi sono oltre la metà. Dai Pariolia Centocelle, riparazioni fai-da-te e collette

 

Sono quelli che dovrebbero arrivare per primi sugli incidenti stradali. Quelli che dovrebbero muoversi con agilità nel caos di Roma per andare a districare ingorghi o fluidificare la viabilità. E per fare tutto questo i vigili urbani della Capitale hanno a disposizione oltre 200 moto: potenti Bmw 850 o le più vecchie Bmw 650. Peccato che sono quasi tutte ferme perché sono rotte e non ci sono i fondi per aggiustarle.

Il caso più grave è quello del gruppo Pronto intervento traffico: sulla carta ha a disposizione 78 mezzi ma, al momento, ne funzionano appena 16. «E’ vero – conferma il comandante Massimo Fanelli – Abbiamo seri problemi con la manutenzione. Ma con l’assestamento di bilancio del Campidoglio dovrebbero arrivare nuovi fondi».

Nell’attesa se ne vedono, e se ne sentono, di tutti i colori. Come la scorsa settimana quando, per rimettere in pista una moto, gli agenti del comando di Parioli sono stati costretti a ricorrere a una colletta: «I motociclisti del secondo gruppo si sono autotassati – racconta Gabriele Di Bella, dirigente sindacale del Csa – per cambiare le pasticche dei freni. Siamo all’assurdo, basti pensare che le ultime patenti ai motociclisti sono state rilasciate a maggio. Ma perché la giunta Veltroni dopo aver comprato le moto non ha pensato alla manutenzione e perché quella di Alemanno non ha provveduto al leasing come è stato fatto per le macchine?».

Il parco moto della Municipale. Ufficialmente il corpo della polizia municipale di Roma Capitale «vanta» 218 motociclette: 78 al Gpit, 20 al gruppo del centro storico, 16 al comando di Ostia e tutte le altre suddivise per i restanti 17 gruppi (tra le 6 e le 8 a comando). A differenza del parco auto (ormai quasi totalmente in leasing il cui contratto garantisce la sostituzione dei mezzi guasti) quello delle moto è tutto di proprietà e quindi la manutenzione è a carico del Comune. E, a quanto pare, ultimamente i fondi per la manutenzione scarseggiano. E molto più della metà delle moto sono ferme in garage per banali problemi ai freni o alla marmitta, per un faro fulminato o uno specchietto rotto.

Pronto intervento? Circa 80 moto sono assegnate al Gruppo pronto intervento traffico. Quello chiamato, di giorno in giorno, a gestire le emergenze: dalla fluidificazione dove c’è un cantiere stradale, alla gestione di un ingorgo improvviso fino al soccorso di un incidente. Al momento, però, le moto a disposizione sono appena 16 (due riparate questa settimana). Di queste ogni giorno una media di quattro sono distaccate presso il Campidoglio. Tutte le altre sono ferme nel deposito in attesa di essere riparate: «Il problema esiste – spiega il comandante del Gpit Fanelli – D’altronde sono mezzi datati, si rompono spesso e, comunque, necessitano di controlli, anche di piccolo conto, perché ne vale la sicurezza del personale». E aggiunge: «Il problema l’ho già segnalato più volte. Adesso con l’assestamento di bilancio del Comune dovrebbero arrivare nuovi fondi con i quali contiamo di aggiustare almeno una trentina di moto». Quando? «Non posso dare una tempistica precisa – risponde Fanellisto aspettando una risposta dal dipartimento».

La colletta. Al II gruppo dei vigili urbani, quello di Parioli, la manutenzione è «fai-da-te». Nel garage ci sono 7 moto: 2 Bmw 850, 2 Bmw 650 e 3 altre Bmw più vecchie, sverniciate e utilizzate come moto «civetta». «Solo adesso grazie alla colletta dei vigili ne funzionano 5 su 7- commenta Di Bella – altrimenti sarebbero quasi tutte ferme». E racconta: «La scorsa settimana tredici colleghi pur di rimettere in servizio le moto hanno versato tre euro per uno e, grazie allo sconto di un meccanico, sono riusciti a cambiare le pasticche dei freni».

Il colmo del centro storico. Oltre al Gpit, l’altro comando che ha il maggior numero di moto è quello del centro storico. La sua flotta conta 20 moto: 6 Bmw 850, 6 Bmw 650 e poi i modelli più vecchi. Di tutte queste ieri ne poteva circolare soltanto una «ma di fatto non esce – spiega un agente – perché i motociclisti escono in coppia e quindi, finché non ne ripariamo almeno una, siamo senza. E noi spesso abbiamo esigenze di rappresentanza».

I cannibali di Ostia
. Il XIII gruppo, quello di Ostia, Acilia e Casalpalocco, ha in carico 16 motociclette. Qui, almeno stando a quanto dice il comandante Angelo Moretti, la maggior parte è operativa: «Siamo bravi – dice – Ci arrangiamo. Abbiamo sacrificato qualche mezzo dal quale togliamo i pezzi per riparare le altre. Però almeno così riusciamo a metterne in strada una decina ogni giorno».

A Centocelle si parte con i cavetti. Il settimo gruppo è guidato da Raffaella Modafferi, la prima donna diventata comandante a Roma con alle spalle una lunghissima esperienza. Nel garage del suo gruppo ha 4 moto a disposizione: «Ne funzionano due e mezza – dice – Nel senso che una ha sempre la batteria scarica ma se serve all’improvviso con i cavetti collegati ad un’altra riusciamo a farla partire. Certo poi non va spenta fino a quando rientra». E poi aggiunge: «E’ un problema vecchio quello della manutenzione. Già nel 2007 quando ero a capo del Git avevamo tanti motocicli fermi. Adesso, però, la situazione peggiora giorno dopo giorno». Situazione analoga al IX gruppo (San Giovanni): «Abbiamo quattro moto – dice il comandante Nadia Iacovella – Ma ne funzionano solo due».

Il Campidoglio
. Giorgio Ciardi, delegato del sindaco alla Sicurezza, non nasconde il problema: «Il problema esiste da anni – spiega – Bisogna provvedere al leasing per le moto come abbiamo fatto ottimamente per il parco auto. E poi bisogna riportare la gestione dei fondi per la manutenzione dei mezzi, ma anche delle sedi, al comando generale della Municipale evitando così lunghi passaggi burocratici. I vigili devo a fare interventi immediati devono avere a loro volta risposte immediate».

 

Fonte: www.ilmessaggero.it

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