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Torre del Greco, ordinanza per un vigile urbano: «Giù gli abusi edilizi»

«Giù le opere abusive realizzate dal tenente dei vigili urbani». Un’ordinanza firmata dal dirigente del settore urbanistica e patrimonio del Comune apre l’ennesima pagina nera i caschi bianchi di Torre del Greco: a uno anno dallo scandalo delle «mazzette» per chiudere un occhio sulle colate di cemento selvaggio all’ombra del Vesuvio, tocca a uno «storico» esponente del comando di polizia municipale di palazzo La Salle finire sott’accusa per i lavori eseguiti all’interno della sua proprietà di via Nazionale senza alcuna autorizzazione da parte dell’ente di palazzo Baronale.Un «vizietto» particolarmente diffuso nella città del corallo, a cui non è sfuggito – secondo gli accertamenti effettuati dai tecnici comunali del servizio anti-abusivismo edilizio – il tenente Antonio Oculato. Adesso raggiunto – insieme alla sorella Carmela Oculato, in qualità rispettivamente di committenti e proprietari – da un provvedimento per la demolizione ad horas delle opere abusive realizzate nella tenuta di famiglia: una villetta su due livelli, oggetto di un accurato sopralluogo dopo la classica segnalazione anonima che aveva segnalato una lunga serie di irregolarità commesse dal pubblico ufficiale agli ordini del comandante Andrea Formisano.

 

Una «soffiata» che ha trovato puntuale conferma durante l’ispezione in via Nazionale: secondo la relazione dei tecnici del servizio anti-abusivismo edilizio, infatti, il tenente dei vigili urbani avrebbe realizzato in un’abitazione già oggetto di istanza di condono edilizio un ampliamento di circa 13 metri quadrati per ricavare un ripostiglio e un  balcone a sbalzo nonché una scala d’accesso all’appartamento e una finestra attigua alla porta d’ingresso. Diverse, invece, le irregolarità riscontrate nell’area esterna della tenuta di famiglia: in primis, un gazebo in legno e ferro di 25 metri quadrati con copertura in pannelli di plastica ondulata e una struttura in ferro e copertura in telo retinato della superficie di circa 90 metri quadrati. A concludere, un mini deposito di 12 metri quadrati con pareti in ferro del tipo grigliato completo di una porta d’accesso in ferro e un massetto di calcestruzzo di 21 metri quadrati delimitati da un muretto con blocchi di tufo lungo circa nove metri.

 

Interventi realizzati senza alcuna autorizzazione da parte dell’ente di palazzo Baronale e che adesso, secondo le disposizioni dell’architetto Giovanni Falanga, dovranno essere immediatamente demolite. «In caso di inottemperanza – si legge nel provvedimento – si procederà alla demolizione delle opere abusive a cura del Comune con il recupero delle spese in danno al proprietario». Non solo: l’inosservanza dell’ordinanza – contro cui i destinatari possono presentare ricorso al Tar Campania entro 60 giorni dalla notifica – costituirà motivo fondamentale di rigetto delle istanze di condono presentate dal tenente dei vigili urbani. Insomma, il classico pugno di ferro per fermare in via definitiva il «vizietto» a cui non sfuggono nemmeno i pubblici ufficiali della polizia municipale.

 

Fonte: www.metropolisweb.it

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