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Smog a Milano: venerdì 9 e sabato 10 blocco del traffico

Il Comune pensa a misure drastiche contro l’inquinamento che non cala. Forse si arriverà al blocco totale del traffico per due giorni

A Milano si continua a sforare le soglie di legge. E gli uffici di Palazzo Marino sono al lavoro per trovare una soluzione, almeno temporanea. al problema smog, che attanaglia la città da addirittura 22 giorni consecutivi. Fra le ipotesi, blocco totale del traffico venerdì 9 e sabato 10 dicembre.

VALORI ALTI – Il Pm10 milanese vola. La centralina Senato, per esempio, durante i primi tre giorni del blocco ha registrato 108, 100 e 115 microgrammi per metro cubo. I dati della settimana precedente erano lievemente più bassi.

IL “PONTE” A PIEDI – Così, per la prima volta nella storia, il ponte di Sant’Ambrogio i milanesi potrebbero passarlo a piedi, per cercare di dare un minimo d’ossigeno al centro urbano. L’idea sarà oggetto di confronto con i partiti della coalizione: ci sarà presto un vertice di maggioranza, per poi arrivare al Tavolo in Provincia, organizzato per mercoledì a Palazzo Isimbardi. L’obiettivo è trovare il consenso anche degli altri Comuni dell’hinterland, perché in questo modo il blocco avrebbe maggiore efficacia.

ALTRI PROVVEDIMENTI – Sul tappeto, non c’è solo il blocco del traffico auto in tutta Milano per due giorni (venerdì e sabato): i gruppi consiliari di maggioranza chiederanno al sindaco e alla Giunta di integrare queste misure con altri provvedimenti. Per esempio, collegare al blocco della circolazione le targhe alterne per settimana prossima, lo sfalsamento degli orari di apertura delle scuole superiori e degli uffici pubblici nei giorni di Pm10 alle stelle. La soluzione più drastica? La loro chiusura dopo cinque giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili.

DIESEL – Intanto, a Milano, martedì 6 novembre, ancora stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 3 senza filtro antiparticolato. Le auto private non potranno circolare dalle 8,30 alle 18, i veicoli commerciali dalle 7.30 alle 10. Inoltre i riscaldamenti degli edifici pubblici e delle abitazioni dovranno essere abbassati di un grado (da 20 a 19 con 2 gradi di tolleranza). Queste misure erano state approvate lunedì 28 novembre dal Tavolo di coordinamento (cui hanno partecipato 74 Comuni e la Provincia di Milano) come primo provvedimento di immediata attuazione per fronteggiare gli alti livelli delle concentrazioni di Pm10.

L’ESPERIENZA DI ROMA – Le targhe alterne tornano d’attualità a Milano anche per l’esperienza abbastanza positiva di Roma. Dopo due giorni di targhe alterne, con una settimana di blocco anche alle auto più inquinanti (da lunedì 28 a sabato 3 dicembre), domenica 4 dicembre il bilancio: le centraline dell’Arpa non hanno registrato alcuno sforamento della soglia di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo. Cessato un po’ l’allarme del 30 novembre, quando in certe zone le polveri sottili avevano toccato quota 80 microgrammi (Tiburtina).
METEO – Ovviamente, saranno le condizioni meteorologiche a incidere in modo pesante: sole e stabilità atmosferica favoriscono un ristagno degli inquinanti. Servirebbe pioggia in quantità.

LEGAMBIENTE – A Milano, ha spiegato Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente, potrebbe essere necessaria una misura drastica “che rischia di diventare un boomerang: un blocco della circolazione pressoché totale anche durante la settimana e un intervento severo sui riscaldamenti soprattutto nei negozi: si può arrivare a una riduzione del 30%”. Problema risolto? No. Il pericolo è che il calo dei valori di Pm10 sia comunque esiguo. “Siamo in una situazione di tale emergenza – dice Poggio – che i tre quarti dei veleni sono il risultato di un accumulo di giorni e non è detto che scendano in fretta. Potrebbero volerci molti sacrifici da parte della città. Bisognava pensarci prima”.

Fonte: www.sicurauto.it

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