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Roma – Sosta selvaggia, le rimozioni impossibili. Solo tre carri attrezzi in ogni municipio

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Un incubo liberare le auto intrappolate dai mezzi in doppia fila. L’ira dei cittadini: “Ore di attesa prima di un intervento, è una vergogna”. E al centralino dei vigili più di dodici minuti per avere una risposta.

 

Dirigersi verso la propria macchina e scoprire di non poter uscire dal parcheggio perché un’altra auto ha posteggiato in doppia fila. La sosta selvaggia, per non dire incivile, è l’incubo dei romani. Ma diventa un terrore se, nella fretta di ogni giorno, si perdono ore alla ricerca di un vigile urbano e di un carro attrezzi per la rimozione. Un’odissea per centinaia di automobilisti costretti a fare i conti con la carenza dei mezzi di soccorso e la disorganizzazione del servizio capitolino di rimozione.

 

“Si tratta di una vera e propria emergenza  –  denuncia Luigi Marucci, presidente del sindacato Ospol della polizia di Roma Capitale  –  ogni municipio ha a disposizione, ogni giorno, un numero estremamente limitato di carri attrezzi che intervengono sia sulle rimozioni forzate che in caso di incidente. Il disagio è anche per i vigili urbani, costretti ad attendere per ore l’arrivo dei mezzi e impossibilitati a svolgere altre attività di controllo del territorio”.

 

A confermare il disservizio è un lettore che ha scritto a Repubblica per raccontare la sua odissea. “Venerdì scorso  –  racconta Alberto Sitolo  –  ho parcheggiato la mia auto nel quartiere Prati, in una traversa di viale Angelico. Quando sono andata a riprenderla per andare a lavoro, ho scoperto che era bloccata da quattro vetture in doppia fila. E così è iniziato l’incubo”. Ovvero, la ricerca di un vigile urbano e di un carro attrezzi.
“Ho chiamato il centralino della polizia municipale e ho atteso per oltre venti minuti che qualcuno rispondesse al telefono  –  spiega Sitolo  –  dopo un’altra mezz’ora è arrivata una pattuglia dei vigili urbani e per l’arrivo del carro attrezzi c’è voluta un’altra ora”.

 

Il motivo di tanta estenuante attesa è semplice. “Da lunedì al venerdì  –  spiega Luigi Marucci dell’Ospol  –  nelle fasce orarie dalle 7 alle 14 e dalle 14 alle 21 ogni gruppo di vigili, e dunque ogni municipio, ha a disposizione solo tre carri attrezzi, ad eccezione del I gruppo, quello del centro storico, che ne ha a disposizione sette”. Numeri decisamente esigui, che diminuiscono ulteriormente nei giorni di festa e nel weekend. In caso poi di chiusura dei depositi o di guasto ai mezzi, può capitare che quartieri come Prati, negli orari di punta, vengano serviti da un solo carro attrezzi diviso per quattro municipi.

“Il sabato e la domenica  –  spiegano dall’Ospol  –  a parte il I gruppo della municipale che ha a disposizione quattro carri attrezzi, tutti gli altri venti gruppi (equivalenti dunque ai venti municipi della città) hanno a disposizione solo tre carri attrezzi”. Tre mezzi per tutta la città. Uno per ogni deposito: uno sulla via del Mare, uno ad Ostia Antica e l’ultimo alla Farnesina. Quindi, se un automobilista ha la vettura bloccata deve augurarsi che in città non ci siano altre tre persone nella sua stessa situazione, altrimenti sarà costretto ad attendere ore prima di ricevere soccorso.

“Una vergogna di cui siamo consapevoli  –  polemizza il presidente dell’Ospol  –  una situazione indegna per una capitale e che penalizza anche il lavoro dei vigili urbani, costretti magari a piantonare una strada per cinque ore in attesa che arrivi un carro attrezzi. Un evento che, purtroppo, si ripete quasi ogni giorno”.

 

Fonte: roma.repubblica.it

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