Questo articolo è stato letto 3 volte

San Pietro in Cariano – Multato il ciclista finito contro un’auto sulla pista ciclabile

Scoppia il caso di un sedicenne di Negrar, vittima di un incidente sul tracciato di Pedemonte. Secondo la polizia locale il giovane correva troppo. L’avvocato: «Se una vettura taglia la strada su una normale via la colpa è dell’automobilista. Qui no»

I vigili multano un ragazzino, finito contro un’auto sulla pista ciclabile: ora tocca al giudice di pace dirimere la questione. Per l’avvocato Renzo Segala infatti, legale di un sedicenne, residente con papà e mamma a Negrar, il verbale con cui la polizia locale di San Pietro in Cariano ha sanzionato il giovane ciclista, va annullato.
«A San Pietro se un’auto taglia la strada a un ciclista su una normale via, la colpa è dell’automobilista. Sulla pista ciclabile invece no». Per la polizia locale invece, anche sulle strade riservate alle bici, si deve regolare la velocità in base alle situazioni di pericolo.
La battaglia all’ultimo busillis riguarda un fatto accaduto il 10 agosto scorso sulla pista ciclabile di Pedemonte, che il sedicenne negrarese stava percorrendo in sella alla sua bicicletta, quando da uno dei tanti passi carrai che si affacciano sulla pista, è uscita una Mercedes station wagon, tagliandogli la strada. Lo scontro è stato inevitabile, il ragazzo ha sbattuto contro la fiancata della vettura, distruggendo la bici, ma cavandosela per fortuna solo con qualche dolorosa contusione.
Passato il danno però, è arrivata quella che Segala, avvocato dell’associazione «Amici della bicicletta» di Verona, ritiene essere un’autentica beffa: il primo ottobre infatti, i genitori del giovane si sono visti recapitare un verbale con il quale la polizia locale carianese ha sanzionato il ragazzo perchè, come si legge nel documento, «ometteva di regolare la velocità del veicolo in modo tale da, avuto riguardo alle caratteristiche di quest’ultimo e della strada (tratto in curva con scarsa visuale ed inizio notevole densità accessi carrai), poter conservare il controllo dello stesso ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo entro i limiti del campo di visibilità».
L’infrazione tra l’altro, non è stata contestata immediatamente, per cui al momento dell’accertamento, avvenuto successivamente, il personale della polizia locale «non rinveniva la presenza né del trasgressore, né dell’autore materiale dell’illecito». L’avvocato Segala sostiene quindi che la sanzione «è assolutamente generica, priva di fondamento logico e giuridico poiché non è stata contestata nell’immediatezza del sinistro e senza che siano stati rilevati i segni della frenata del ciclista o altre circostanze di rilievo».
Per il legale inoltre, il ragazzo «stava percorrendo una ciclabile/pedonale, lungo la quale il Comune di San Pietro in Cariano non ha installato alcun segnale di pericolo, di moderare la velocità, o la presenza di passi carrai o altre intersezioni, nonostante oggi ne ammetta la pericolosità». E aggiunge: «Quando una pista ciclabile non può garantire sicurezza per i ciclisti va segnalata la sua “cessazione”, in modo che chi la percorre sia messo al corrente che comunque viene a cessare quella zona “protetta” che è proprio caratteristica intrinseca della pista ciclabile».
La contestazione insomma, sarebbe «illogica e antigiuridica, dal momento che si pretende che i ciclisti che percorrono una strada protetta ed esclusiva, adottino una condotta ancora maggiormente attenta di quella da tenere sulla strada normale. Le piste ciclabili sono percorsi esclusivi, riservati alle biciclette, dove i genitori di un minore hanno ragione di ritenere che la si possa percorrere lontano dai pericoli della strada».
L’avvocato infine, sottolinea che «se il medesimo sinistro si fosse verificato su una normale via, non sarebbe mai stata elevata la contravvenzione al ciclista e non vi sarebbero stati dubbi sull’esclusiva responsabilità dell’auto che, uscendo da un passo carraio, non avesse dato la precedenza ad una bici proveniente da destra».
Al di la della pura questione legale, il fatto conferma l’inadeguatezza al ruolo di alcuni tratti della ciclabile carianese. Un percorso che, se tra un paese e l’altro svolge la sua egregia funzione, nei centri abitati si restringe. E diventa un marciapiede ciclabile, attraversato da passi carrai e vie, in un continuo saliscendi dal livello stradale che non risparmia difficoltà a ciclisti e pedoni.

Fonte: www.larena.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *