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Cesena – Il tutor della Secante è irregolare. Poveri automobilisti

tutor

Benché sfrecciassero oltre i limiti, una questione di metri consente agli indisciplinati di fare ricorso. Le duplici colpe portano ad una Class action.

 

Per chi non ha rispettato il codice della strada, sfrecciando oltre il limite nel tunnel della Secante, c’è la possibilità di evitare di pagare la multa. Tutta colpa dei cartelli, che all’ingresso del sottopasso, non indicano nel pieno rispetto del codice della strada la presenza del dispositivo Tutor. Una questione di metri capace di evitare la pena a chi considera la strada un circuito.

 

Mario Assirelli, segretario generale vicario del Sulpm (Sindacato unitario lavoratori polizia municipale), è l’uomo che ha portato questa situazione davanti al Codacons, nella speranza che quest’ultimo presenti sul caso una Class action. “Ci diamo un po’ di tempo per organizzarci – ha detto Assirelli a La Voce di Romagna – e poi faremo anche un esposto alla Procura e al sindaco di Cesena contro chi è responsabile di quella strada. Tra l’altro è assurdo che un’amministrazione, che è a conoscenza del fatto che i ricorsi al giudice di pace vengono vinti in automatico, continui comunque a obbigare il cittadino a presentarli, quindi a spendere il proprio tempo in questo modo, e in più, nei confronti di chi non li presenta, a pagare una sanzione che secondo il Codice della Strada risulta illegittima. Non mi sembra un comportamento esemplare”.

 

Il problema sta nella distanza tra il cartello che avverte della velocità controllata elettronicamente e l’ingresso del tunnel. Abbiamo quindi lungo la Secante due colpevoli: l’automobilista che pigia troppo sull’acceleratore e il gestore del tratto di strada che non ha preso bene le misure. Il primo può andar forte e farla franca; il secondo non interviene nella speranza che qualche automobilista non sappia della possibilità del ricorso. Così la situazione degera con gli indisciplinati del volante che paiono vittime e i tutori della sicurezza stradale che perdono credibilità, fomentando le rivalse di chi dovrebbe invece pagare a caro prezzo i suoi chilometri all’ora.

 

Fonte: www.romagnanoi.it

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