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Manovra, fiducia anche al Senato

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Oggi l’approvazione definitiva. Monti parla in aula alle 12,30

 

Il governo ha deciso di porre la fiducia in Senato sulla manovra, dopo averla già incassata alla Camera. Ad annunciarla nell’Aula di Palazzo Madama il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Subito dopo che il governo ha posto la fiducia, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha sospeso la seduta dell’Aula che riprenderà dopo la capigruppo di Palazzo Madama, chiamata a decidere il timing del voto. E’ stato stabilito che il presidente del Consiglio, Mario Monti, interverrà giovedì mattina alle 12,30 al termine del dibattito sulla fiducia, il cui inizio è previsto alle 9.

 

BAGARRE LEGHISTA – La decisione di Schifani di interrompere i lavori è stata tuttavia scatenata anche dalla protesta dei senatori leghisti che, non appena Giarda ha preso la parola per annunciare l’intenzione dell’esecutivo di porre la fiducia, hanno iniziato a rumoreggiare con dei fischietti impedendogli di fatto di parlare. Dura la reazione del presidente Schifani che ha richiamato il gruppo del Carroccio all’ordine affermando che questo comportamento «fa scempio al Parlamento». «Dovreste vergognarvi – ha tuonato il numero uno di Palazzo Madama -. Questo non è uno stadio, è il Parlamento».

 

LE MISURE – Con la fiducia verrà votato il medesimo documento licenziato dalla Camera che dunque completerà il suo iter, in attesa di diventare legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ricco l’elenco delle misure contenute nel primo provvedimento targato Monti: si va dalle pensioni al ritorno della tassa sulla prima casa, passando per le nuove armi con cui combattere l’evasione fiscale e per gli incentivi alle imprese e lavoratori. La manovra lorda, nella sua versione definitiva, vale 34,9 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. L’entitá della correzione sui saldi determina quindi una variazione rispetto al tendenziale dei conti pari a 21,4 miliardi nel 2014. Mentre le risorse che vengono destinate alle diverse voci si spesa, come la riduzione dell’Irap, gli incentivi per lo sviluppo e l’Ace, ammontano a 13,4 miliardi nel 2014.

 

Fonte: www.corriere.it

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