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Patente sospesa dopo mesi dall’incidente: si può

La sospensione della patente a distanza di mesi dall’incidente è legittima se l’automobilista è un “recidivo”: lo dice la Cassazione

La sentenza 28032, seconda sezione civile della Cassazione, del28 novembre 2011, depositata in cancelleria il 21 dicembre 2011 riguarda la sospensione della patente a distanza di mesi (sei, nel caso specifico) da un incidente. Generalmente, in caso di gravi infrazioni, lo stop alla licenza di guida può avvenire nell’immediatezza dell’incidente. Tuttavia, il provvedimento di sospensione è legittimo quando è adottato parecchio tempo dopo dal sinistro se la personalità e i precedenti dell’automobilista lasciano intendere che il soggetto sia pericoloso. Un “pericolo pubblico”, dal punto di vista della sicurezza stradale, contro cui urgono misure cautelative.

VINCE IL PREFETTO – Tutto nasce da una patente sospesa dal Prefetto di Livorno nel 2004, a distanza di sei mesi da un incidente mortale, con guidatore in questione responsabile dell’impatto: il guidatore ricorre al Giudice di pace di Cecina nel 2005 per la distanza di tempo fra sinistro e stop alla licenza di guida, e vince. Patente restituita. Al che, il Prefetto (e quindi il ministero dell’Interno) si rivolge in Cassazione, la qualedispone nuovamente la sospensione della patente. Gli ermellini hanno ribadito la natura di provvedimento cautelare della sospensione; però il problema è un altro: «Il Giudice di pace ha valutato che il provvedimento di sospensione, in quanto adottato a distanza di sei mesi dai sinistro avesse perso la sua funzione cautelare e preventiva, ma la motivazione è del tutto carente in quanto manca una valutazione del fatto, del comportamento del contravventore, dei suoi precedenti, della sua personalità e di quant’altro possa giustificare la conclusione di inutilità della misura cautelare alla quale approda il giudice del merito sulla base dell’unico, di per sé solo insignificante, dato temporale». Insomma, il soggetto già in passato s’era dimostrato pericoloso per la sicurezza stradale. La Cassazione ha rinviato al Giudice di pace di Livorno, che ovviamente è tenuto a tenere in considerazione quanto affermato dalla Corte suprema.

CONFORME AL PASSATO – L’orientamento della Cassazione è conforme a quello del passato. Già altre sentenze hanno disposto che la sospensione “ritardata” della patente fosse legittima, in virtù delle qualità negative del guidatore: un “curriculum” con altri incidenti gravi o con altri stop della patente (magari per guida in stato d’ebbrezza) ha un peso rilevante. Tutto ruota, comunque, attorno all’interpretazione dell’articolo 223 del Codice della strada: «Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida, l’agente o l’organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo della commessa violazione. Il Prefetto, ricevuti gli atti, dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino a un massimo di due anni».

Fonte: www.sicurauto.it

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