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Milano – Capodanno in Duomo tra botti proibiti e musica

Duecento multati. Pisapia: con l’ ordinanza meno feriti Tensione in piazza Il concerto è stato interrotto per i bengala lanciati sul palco: poi sono arrivati altri poliziotti Il divieto disatteso Ha funzionato solo a metà il divieto di accendere i fuochi pirotecnici. Sequestrati 3.200 fuochi e altri verbali in arrivo. L’AMSA: meno da ripulire.

Chi, dopo la firma dell’ ordinanza antipetardi e fuochi d’ artificio, si aspettava una notte di San Silvestro con il silenziatore è rimasto deluso. In piazza Duomo, epicentro del Capodanno milanese, i botti hanno finito per oscurare la festa. E a poco è servito lo spauracchio delle multe, da 50 a 500 euro, nonostante il bilancio finale parli di oltre 200 milanesi sanzionati. La verità è che il divieto di accendere giochi pirotecnici – seppur dettato dalla nobile ragione della salvaguardia dell’ aria e dell’ incolumità dei milanesi – ha funzionato solo a metà. Il sindaco Giuliano Pisapia difende comunque l’ ordinanza: «Ci sono stati meno feriti degli anni scorsi, la nostra scelta si è rivelata giusta». Il bilancio di Palazzo Marino parla di oltre 200 verbali staccati in piazza (e altri che dovrebbero essere recapitati nei prossimi giorni a chi è stato identificato mentre lanciava petardi). Ma anche di un quintale di giochi pirotecnici sequestrati per un totale di 3.200 pezzi.
Fuochi recuperati dalle forze dell’ ordine proprio intorno a piazza Duomo dove, in barba al divieto, già dal tardo pomeriggio si sono radunati alcuni venditori abusivi. Materiale in parte illegale, in altri casi regolare ma venduto senza licenza. Solo tra corso Vittorio Emanuele, la Galleria e piazza Cordusio, il Comune ha messo in campo 25 ghisa. Altri 75, poi, sono stati impiegati nel resto della città. Per il concerto di solidarietà in favore dell’ alluvione genovese di novembre, ieri in piazza Duomo c’ erano circa 20 mila persone.

Tanti stranieri, soprattutto gruppi di ragazzi maghrebini, giovanissimi e particolarmente scatenati. Sono stati loro (e i loro botti) a provocare le diverse interruzioni del concerto animato dai cantautori Francesco Baccini e Vinicio Capossela, i Bluebeaters di Giuliano Palma e il cabarettista Paolo Rossi. Anche don Andrea Gallo, nel suo intervento durante il countdown verso mezzanotte, ha infatti protestato contro «i petardi maledetti», colpevoli di aver oscurato la musica. Non solo perché sono stati lanciati sul palco, ma anche perché hanno colpito i ragazzi delle prime file: attimi di tensione e la piazza man mano si svuota, con i facinorosi che s’ impadroniscono della scena. Solo l’ arrivo della polizia ha evitato guai maggiori. Ma petardi e fuochi d’ artificio sono stati «sparati» ancora fino in Galleria e sotto i portici della piazza. «Anche l’ anno prossimo – ha spiegato il sindaco Pisapia, che ieri ha visitato e ringraziato gli uomini della polizia locale – si dovrà evitare di mettere a rischio la vita dei cittadini come è avvenuto ieri in piazza Duomo, a causa di un gruppo di giovani poco educati che ha cercato di rovinare il concerto di Capodanno. Un evento che abbiamo voluto far ritornare a Milano per festeggiare la fine dell’ anno. Ma ciò non significa limitare gli entusiasmi, ma inquadrarli nel rispetto delle regole». Per Palazzo Marino, il valore dell’ ordinanza non è in discussione: «L’ Amsa ha raccolto dalle strade la metà dei rifiuti dello scorso anno, segno che sono stati utilizzati meno petardi e fuochi d’ artificio». Mentre oggi dovrebbe arrivare il dato sulle ricadute dei fuochi sull’ aria cittadina, uno dei capisaldi dell’ ordinanza anti-botti. Intanto il 31 dicembre è stato il primo giorno di polveri sottili dentro la norma, dopo una lunga serie al di fuori dei limiti, ininterrotta dal 21 dicembre.

La linea del Comune punta sull’ educazione più che sulla repressione. Anche perché la via dell’ ordinanza anti-botti in città non era mai stata intrapresa dalle amministrazioni precedenti. L’ assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli, presente in piazza Duomo insieme all’ assessore alla Cultura Stefano Boeri, non nasconde i problemi: «Abbiamo fatto fatica a tutelare le persone da chi lanciava i petardi andando avanti però, quando la gente è aumentata, chi aveva una atteggiamento lesivo nei confronti degli altri è stato isolato. È importante però che la gente partecipi e scenda in piazza». Nel resto della città, oltre ai feriti finiti al pronto soccorso per i botti, le cose non sono andate molto meglio. Una settantina gli interventi del 118 per intossicazioni etiliche, quasi tutti giovanissimi. Ma c’ è anche chi nella notte di San Silvestro ha avuto ben poco da festeggiare, a partire dai tre operai della ex Wagon lits da 25 giorni sulla torretta della Stazione Centrale. Per Giuseppe, Oliviero e Carmine Capodanno a una quindicina di metri d’ altezza e per le loro famiglie e i colleghi l’ ennesima notte al freddo al presidio permanente del binario 23 della Centrale. 

Fonte: corriere.it

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