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Patentini per ciclomotori: a Striscia il video della vergogna

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Striscia la Notizia ha indagato sui corsi ai minorenni per ottenere il patentino che abilita a guidare i ciclomotori: il quadro emerso è desolante

 

Durante la puntata di lunedì 9 gennaio del programma tv Striscia la Notizia (Canale 5), Valerio Staffelli s’è occupato dei minorenni che vogliono conseguire il patentino per i ciclomotori, ossia la licenza per guidare i motorini di 50 cc o le microcar (quadricicli leggeri). Per legge, è obbligatorio frequentare un corso presso il proprio istituto scolastico o una scuola guida: dopodiché, occorre superare un esame. Con telecamere nascoste, alcuni minorenni si sono recati in diverse scuole guida per chiedere informazioni sulla trafila necessaria per ottenere il patentino. Ai ragazzi, è stato detto che per accedere all’esame non è obbligatorio frequentare i corsi.
 Una bugia bell’e buona, che ha indotto Staffelli a consegnare un Tapiro d’oro a ogni autoscuola: non uno scoop clamoroso (è noto da tempo che certe scuole guida, specie al Sud, chiudono un occhio su determinate regole); ma il video di Striscia impone comunque un chiarimento sugli aspetti normativi e una riflessione.

LA LEGGE – Il patentino (Cigc, Certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori) è un attestato ufficiale rilasciato dagli uffici di Motorizzazione. Per conseguirlo, è obbligatorio ottenere il certificato medico che attesti il possesso dei requisiti psicofisici richiesti per la patente di guida della categoria A: viene rilasciato da uno dei medici abilitati alla certificazione per patenti (o dalla Commissione medica locale, nel caso di mutilati e minorati fisici). In più è richiesto anche il possesso dei requisiti morali previsti. Il patentino può ottenerlo chi ha compiuto 14 anni: i candidati minorenni lo conseguono mediante frequenza di un corso presso le autoscuole o le scuole di istruzione secondaria, e previo superamento di un esame teorico e di prova pratica davanti a un esaminatore della Motorizzazione. Invece, i candidati già maggiorenni al 30 settembre 2005 devono solo seguire il corso: per loro, niente esame. I corsi durano almeno 12 ore, più una lezione teorica di almeno un’ora (sul funzionamento in emergenza dei motorini).

 

LO SCANDALO – È risaputo che – in alcune autoscuole – i corsi non vengono organizzati, con la complicità dei ragazzi e delle famiglie: lo specchio dell’incultura della sicurezza stradale in Italia. Lo dimostra la risposta, nel servizio di Striscia, di alcune autoscuole: i genitori sostengono che i ragazzi non hanno tempo per seguire il corso per il patentino, perché devono frequentare la palestra e sono già sommersi di mille impegni. I padri e le madri dimenticano che il giovane – a digiuno delle regole basilari del Codice della strada – rischia grosso. Non basta la pratica, l’esperienza sul campo: anche le regole sulla precedenza, la conoscenza della segnaletica e in generale la capacità di guidare con prudenza sono fondamentali. E certi numeri dovrebbero incutere timore: in Italia, viaggiamo attorno ai 200 morti in motorino (e microcar) l’anno, con 20.000 feriti. Una strage della quale i papà e le mamme sono spesso complici.

 

MAGARI CON LA FIRMA… – Le autoscuole inadempienti sono a rischio multa: saranno gli organi competenti a valutare se sanzionarle. Ma uno strumento di (minima) prevenzione di queste “furbate” italiane potrebbe essere l’obbligo di firma – per il ragazzo – all’inizio e alla fine del corso. Oggi, invece, la scuola guida deve solo segnare la presenza o l’assenza del giovane alla “lezione”: un assist per chi vuole aggirare la norma. Ma siamo certi che la sola firma potrebbe non bastare: forse si dovrà arrivare alle telecamere stile “Grande Fratello”?

 

Fonte: www.sicurauto.it

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