Questo articolo è stato letto 0 volte

“A Milano un massacro annunciato”. Sul web la rivolta dei Vigili Urbani

Ogni quattro ore una «divisa» aggredita in strada, la violenza cresce del 7% rispetto al 2010. «Lo Stato ci ha lasciati soli»

 

«Ce l’aspettavamo». Giordano Biserni è il presidente dell’Associazione sostenitori Polstrada, che dal suo osservatorio raccoglie e aggiorna i dati delle aggressione ai danni di vigili, agenti, controllori del traffico. Un’escalation: oltre 2230 solo nel 2011, più 7 per cento in più rispetto all’anno precedente. E adesso il morto, Niccolò Savarino, 42 anni. Un eroe, dice Biserni, perchè «per affrontare la strada in una sera d’inverno in bicicletta in un mare di squali neri comunemente chiamati Suv, bisogna essere davvero eroi».

 

Savarino è una ferita per il corpo, che si sente abbandonato. «L’omicidio dell’agente della Polizia Locale di Milano è l’ultima pagina di una trama che racconta la violenza stradale anche contro le forze di polizia», denuncia Biserni su Facebook: «Ogni 4 ore nel nostro Paese viene stilato un referto medico per lesioni fisiche subite da un carabiniere, un poliziotto, un vigile». Non meno preoccupantii dati della pirateria stradale, cioè la fuga dopo aver provocato un incidente. L’Osservatorio lo scorso anno ne ha registrati 852, con 127 morti e 995 feriti; nel 35 per cento degli episodi mortali, inoltre, il pirata era ubriaco. Quella di Milano è una strage annunciata, si sfogano sul web i colleghi di Savarino. «Art. 6 decreto Salva italia. Alla famiglia del collega nessun indennizzo o pensione. Fosse stato un cc o poliziotto sì» lamenta Giuseppe Fiori.

 

C’è frustrazione, nei messaggi sui forum. «La violenza stradale – commenta Biserni – sta assumendo toni di gravità estrema. Piraterie e aggressioni alle divise sono all’ordine del giorno in un crescendo incontenibile e circondato dalla pressochè generalizzata indifferenza. Se la civiltà di un popolo si misura dal comportamento della gente sulle strade e al rispetto verso le divise, allora qui siamo ormai tornati alle caverne». «Ora qualcuno dovrà spiegare -prosegue il presidente dell’Asaps – come mai gli agenti della Polizia locale, sempre più impegnati sul fronte rischioso del controllo del territorio, non debbano avere la possibilità di accedere direttamente alla banca dati del crimine, o non debbano godere dei diritti delle altre forze di polizia in materia di tutele da causa di servizio».

 

Fonte: www3.lastampa.it

Fonte:

6 thoughts on ““A Milano un massacro annunciato”. Sul web la rivolta dei Vigili Urbani

  1. La cosa più avvilente è che, nell’ambito del territorio di competenza, facciamo le stesse cose di CC o Polizia e forse qualcosa in più Siamo in mezzo alla strada ogni giorno e più di ogni altro rappresentante delle forze dell’ordine veniamo insultati, sbeffeggiati, aggrediti. Avremmo pieno diritto ad essere inseriti nelle categorie usuranti; ora con la manovra del nuovo Governo ci hanno sospeso le cause di servizio e le malattie professionali. Morire nell’adempimento del proprio dovere merita risarcimento ai familiari ed onori adeguati all’Agente caduto. E’ arrivato il momento che i sindacati di categoria facciano sentire la loro voce a livello nazionale ed in maniera compatta ed unitaria. Noi siamo un Corpo di Polizia e come tale meritiamo onori ed oneri. Al momento solo gli oneri ci vengono riconosciuti. Non siamo più le “guardie municipali” e non facciamo più solo le “multe” per divieto di sosta. Speriamo almeno che la morte del collega di Milano serva per far capire a “chi” di competenza, che siamo un ingranaggio fondamentale di questa sgangherata Italia.

  2. non serve riformare la politica se prima non si riforma la costituzione, rimuovendo l’eccesso di garantismo che contiene.
    Nel nostro paese si pensa sempre a tutelare l’indagato, l’imputato, il detenuto e mai, o quasi, alla vittima del reato e ai suoi famigliari.
    La mia non è una dichiarazione inneggiante al giustizialismo ma è arrivato il momento di dire basta a chi delinque, punendolo in maniera efficace ed incisiva e tutelando soprattutto chi lavora per fare e dare sicurezza.
    E occorre fare presto, prima che ci scappi un’altra vittima.
    Ezio Bassani
    Comandante Polizia Municipale

  3. La riforma deve essere fatta, lo stato deve tutelare tutti i tutori dell’ordine in egual misura, che comunque è sempre bassa in funzione del fatto di una criminalità sempre in aumento.
    cordial saluti

  4. Le carceri sono piene,e come soluzione si liberano i delinguenti!… perchè non si f’a scontare la pena ai detenuti ognuno al propio paese d’origine? Perchè gli onesti cittadini devono accettare i sopprusi dei delinguenti? tanto sanno che non sconteranno la pena ,quindi si sentono in diritto di fare ciò che vogliono. Chi ci governa stà tranqullo tanto loro hanno la scorta!

  5. Sono sdegnato per quello che è successo al nostro collega.
    Ancora più sdegnato per il comportamento del governo nei confronti della nostra categoria.
    Quello che è successo al nostro collega può succedere a noi. Lasciare moglie e figli alla sbando perchè non ci viene riconosciuto il nostro lavoro….
    E’ veramente incredibile, il governo non sa come definirci. Nè carne , nè pesce.
    Ci vorebbe un grande atto di coraggio da parte di tutti i colleghi. Cominciare a consegnare pistola,distintivo, vestiario etc etc…..e mettersi dietro un scrvivania.
    Vorrei vedere cosa succederebbe!
    Vergogna, Vergogna e poi ancora vergogna.

  6. Quello del collega ammazzato è un’altro fatto che evidenzia, purtroppo, ancora una volta il basso o totalmente assente livello di addestramento da parte di operatori che tutti i giorni si trovano di fronte a situazioni di pericolo.
    Bisogna cambiare radicalmente atteggiamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *