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Figli di un Dio minore: tutti uguali davanti alla morte quando il dovere chiama

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(*) “Hanno ammazzato un Collega della Polizia Locale, come niente fosse.  Non c’è stato un conflitto a fuoco che magari avrebbe attirato l’attenzione degli organi di informazione…non fa troppa notizia un “ghisa” stirato da un SUV. Nonostante sia avvenuto con coscienza e volontà e con l’intento di uccidere.Un vigile “protetto” dal suo velocipede… e mi domando se nel 2012 può aver ancora senso mandare in giro per Milano un poliziotto (lo so, non è dello Stato, ma è un poliziotto) con il velocipede: ma è successo.

 

Mi domando, quante volte ci si espone, incautamente, a simili circostanze.

 

L’assassino lo stanno ancora cercando e magari, mentre lo cercano, c’è anche chi gli consiglierà di ricostruire i fatti: che era in preda all’ira o che, magari, c’era persino l’atto arbitrario del pubblico ufficiale… tanto è un vigile urbano, chi vuoi che gli dia adeguato spazio e comunque, è uno che fa i divieti di sosta, mica arresta i camorristi: carne da macello, sociale e mediatico.

 

Episodi come questi fanno riflettere sul senso della nostra professione; delle motivazioni che ti portano ad intimare l’alt a qualcuno che è passato con il rosso e che magari poco prima ha fatto una rapina (tu non sai chi è, ma lui sa chi sei) o “semplicemente” è fatto… o è passato col rosso, ma decide di stenderti: un ostacolo sulla carreggiata, insomma.

 

Ma nessuno ci ha imposto di fare questo mestiere ed allora, come sempre, si esce in strada, con quelle protezioni che le amministrazioni ci danno o ci tolgono e lo si fa, sicuramente non per il “27”, che stranamente è diverso da quello delle altre forze di polizia (siamo impiegati comunali in divisa); lo si fa perché alla fin fine, facendo questo mestiere te ne innamori e arrivi a credere che quello che fai può essere utile, molto utile, per la tua comunità; lo si fa perché il rapporto con il cittadino, con le sue piccole cose di tutti i giorni, è molto diretto. Anche quando il cittadino ti sente lontano, banalmente e soprattutto, perché non può andare a prendere il caffè o non può portare il fanciullo direttamente in classe con il SUV, sempre con l’auto sotto al sedere e possibilmente con le cinture slacciate… per questo non piacciamo alla gente: perché imponiamo regole per la loro e altrui salvezza.

 

Spero che l’assassino del Collega milanese sia preso al più presto e con lui, quelli che, sicuramente, stanno favorendo la sua fuga… perché qualcuno sa e non parla!Penso alla sua famiglia e a chi rimane e che non avrà i c.d. funerali di Stato, perché il nostro è un diverso adempimento del dovere: lo facciamo per noi, il nostro dovere.”

 

Giovanni Fontana, Forte dei Marmi, 13/01/2012

 

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(*) Titolo della Redazione, contenuto di Giovanni Fontana.

44 thoughts on “Figli di un Dio minore: tutti uguali davanti alla morte quando il dovere chiama

  1. Forse, forse, sarebbe ora che le pene inflitte a codesti delinquenti debbano servire a punire loro ma ad educare tutti gli altri.
    Pene esemplari soprattutto per stranieri di questo tipo. E che le spese di gestione della Giustizia di codesti vengano addebitati ai loro governi.
    Che i loro giudici vengano come osservatori e mettano una firma alla sentenza Italiana.
    Speriamo che l’Unione Europea prenda atto che i tutori dell’ordine debbono avere un privilegio nella protezione aumentando le pene per questo dipo di deviazione Sociale.
    Un sentito cordoglio alla Famiglia, ai famigliari,a colleghi ed amici.

    • Sono un collega da Trapani, il dolore dela scomparsa del collega Nicolò Savarino è giunto e sentito penso in tutto il territorio nazionale, diversi colleghi che l’hanno conosciuto a Milano sono scioccati da quanto si è verificato. Sono pienamente daccordo che bisogna finirla di tutelare i delinquenti con furbizie giurediche mentre bisognerebbe inasprile le pene quando si commettono reati di questo tipo .
      Mi associo per porgere le condoglianze alla famiglia di Nicolò.

  2. Pienamente in accordo con quanto scritto da Giovanni Fontana di Forte dei Marmi…non c’è da aggiungere altro. Solidarietà alla famiglia ed alla categoria dei “figli di un Dio minore”.
    Giovanni

  3. Cari Colleghi,
    in questo momento tristissimo ben vengano i segni tangibili del nostro dolore: la fascetta gialla al braccio di ciascuno di noi il giorno dei funerali del povero Niccolò Savarino, le bandiere Nazionali a mezz’asta nei nostri Comandi ; abbiamo così recentemente onorato i Caduti dello Stato in guerre lontane e del cui senso sarà la Storia a dare il giudizio….Ci mancherebbe non venisse fatto per uno di noi a cui la Vita è stata rubata nell’adempimento del servizio per senso il dovere nei confronti della Comunità che era chiamato a servire.
    Ciò detto, alcune amarissime considerazioni non possono non emergere…
    Non mi aspetto certo che il sangue del Collega su quella strada faccia vergognare certi politici/legislatori, arroccati nel fortino a votarsi immunità per le loro attività malavitose, a starcciarsi le vesti per i poveri detenuti che necessitano di aminstia, proprio mentre Niccolò veniva massacrato;
    nulla mi aspetto da certi “sindacalisti”, da certi “colleghi” a corrente alternata;
    nulla dalla categoria degli azzeccagarbugli, assisi in costosissime poltrone di costosissimi uffici legali pronti a demolire a colpi di cavilli il lavoro chi il proprio dovere lo compie tra mille difficoltà ed altrettanti, sempre più imponderabili, rischi sulla strada;
    nè mi illudo di percepire vergogna – non la conoscono- nelle parole e negli scritti di certi “giornalisti” sempre pronti a dileggiare, svilire e infamare il lavoro dei nostri Uomini e delle nostre Donne.
    Da tutta questa gente, corrotta fino al midollo dalla sete di potere e dai suoi miasmi, non posso che aspettare il peggio del peggio.
    Povero Niccolò, Tu come me e tutti quelli della nostra età, cresciuti e educati, fin da bimbi, in una prospettiva di vita in un mondo di Uomini….
    A scuola ci insegnavano, con le poesie di Gianni Rodari, che nessuno è più forte del Vigile Urbano, che ferma un autotreno con la mano…..Invece ci ritroviamo in un mondo di vili omuncoli piccoli piccoli e di bestie sempre più fameliche, potenti e spietate.
    Un mondo dove Davide in bicicletta e con l’arma in fondina, nulla può contro Golia su un potentissimo SUV e la consapevolezza che la Tua figura di servitore delle Istituzioni, della Comunità, la Tua storia, i Tuoi affetti, la Tua Vita non sono che un momentaneo intralcio che si può spazzare via come nulla fosse, certo che l’impunità è probabile e la clemenza del legislatore è garantita.

    Ai Cari del nostro sfortunato Collega tutta la vicinanza e la compassione mia e dei miei famigliari.

    Massimiliano De Antoni, a.p.m. Torino

  4. In un contesto cosi triste appare ancora più beffarda l’eliminazione della causa di servizio ad opera del recente decreto Monti.
    Altro che figli di un dio minore….

    • Vergogna ! Si devono vergognare tutti i politici e burocrati opportunisti insieme a coloro che per il loro piccolo tornaconto personale sacrificano una intera categoria.
      Condoglianze alla famiglia del Caro Collega.

    • Concordo perfettamente con te Luigi… Dobbiamo stringerci, anche concretamente, ai familiari di Niccolò che oltre all’inestimabile danno (la perdita della vita del caro congiunto) avranno anche la beffa di non vedersi riconosciuta quella che qualche attuale governante ha definito “pensione privilegiata…”! Mi chiedo anche se uno, fra i tanti,presidenti, politici, tecnici e simili che si strappano le vesti in televisione e gridano allo scandalo per la condizione carceraria, per la sofferenza delle famiglie dei reclusi o per le condizioni di degrado in cui vivono certe etnie si degnerà di fare visita a questa famiglia così duramente provata, si esprimerà senza falsa retorica a favore del personale di Polizia e del suo operato… Ci spero e lo vorrei fortemente ma sono quasi certa che purtroppo anche questa volta non accadrà. Un forte abbraccio alla famiglia e ai colleghi di Niccolò.

  5. Pieno cordoglio alla famiglia di Nicolò Savarino che ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del proprio dovere e oltre il proprio dovere, nel rammarico che simili episodi, sempre più frequenti, sono del tutto ignorati dalla politica che, anzi, a fronte di richieste sempre più onerose rivolte alla Polizia Locale, non ha trovato di meglio che bloccare gli stipendi, limitare le risorse economiche destinate alla formazione e alle assunzioni, nonché, da ultimo, tagliare le forme di tutela per una categoria in prima linea per la sicurezza dei cittadini.

  6. Mi unisco alla famiglia del defunto, per esprimere le mie più sentite condoglianze, le sarò vicino con le preghiere.

    Rocco’s

  7. Vicini con il cuore alla famiglia del nostro sfortunato collega di Milano. Ma noi siamo orgogliosi del nostro lavoro e di persone come lui. Onore a te Niccolo’.

  8. Pieno cordoglio ai famigliari.
    Sono rammaricato, è pur vero che il mondo politico è impegnato per lo spread, ma almeno il Presidente della Repubblica troverà il tempo di inviare un telegramma di cordoglio? è vero non riporterà in vita un lavoratore in divisa che ha dato la sua vita per fronteggiare l’arroganza e la prepotenza di un automobilista vigliacco, con alto senso del dovere, ma, almeno, darà la forza agli altri 60.000 di andare avanti. NICCOLO SARAI SEMPRE VIVO

  9. Ancora una volta dobbiamo piangere i nostri morti, vuoi per problemi di salute causati da quelle porcherie che respiriamo durante il servizio ( e che non ci vengono riconosciuti come malattie professionali quali cancro ai polmoni, asma, ulcera, artrosi,disfunzioni cardiache e quantaltro)che da morti causate nei più disparati modi non ultima quella del collega ai cui familiari rivolgo il mio più sentito cordoglio visto che anch’io ho rischiato la vita in servizio qui a Roma a causa d’una accoltellata alla giugulare ad opera di un tossico dipendente. Quello che più mi indigna è l’assoluta indifferenza della componente politica nei nostri confronti non considerandoci organo di polizia se non quando serve a “lor signori”. Mi fanno veramente SCHIFO ogni volta che li sento esprimersi nei nostri confronti come se fossimo un ” surplus” dell’amministrazione comunale. Così come mi schifano le OO.SS confederali che ci vedono ancora come i “vigili urbani” degli anni ’60. Presto servizio nella Polizia Locale da 29 anni e purtroppo ogni disgrazia è passata ” in cavalleria” essendo noi considerati DI FATTO FIGLI DI UN DIO MINORE! Cordoglio, tanto cordoglio anche se non posso essere lì con voi e con i familiari del collega; ne ho visti tanti, troppi di colleghi sepelliti per colpa di questo maledetto mestiere, nella indifferenza di tanti che non perdono tempo per gettarci fango addosso. Solidarietà ora tra tutti noi nello stringerci con i familiari del nostro collega la cui unica colpa è stata quella di fare il proprio dovere. ONORE AL NOSTRO COLLEGA SCOMPARSO!!

  10. in questo momento provo tanta rabbia ed amarezza, al di la’ dei proclami di facciata e di bandiera dei tanti politici di turno. Se ne è andato uno di noi ed ha lasciato un altro vuoto incolmabile: da anni sostengo che per fare sicurezza bisogna lavorare in sicurezza, il personale del mio comando lavora sempre in coppia, mai appiedato ne’ in bicicletta; lascio a voi tutti immaginare le difficoltà ed i problemi con la politica locale, ma la morte di Niccolo’ anche per questo non è stata inutile. Lasciatemi infine esprimere un commosso pensiero per il papa’ e per la compagna di Niccolo’: da noi di dice che ” sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”, e ancora una volta i proverbi hanno ragione.
    Ezio Bassani – Serravalle Scrivia (AL)

  11. Oggi è il momento del cordoglio, ma solo oggi ! Da domani riprendiamo la nostra battaglia, senza compromessi, senza strategie equilibristiche che forse hanno molto di sindacale ma poco o niente di leggittimità professionale. E’ ora, Colleghi, di prendere davvero consapevolezza del nostro ruolo di poliziotto, è arrivato davvero il momento di pretendere dal legislatore un riconoscimento adeguato alla nostra funzione e al lavoro che comunque siamo chiamati a svolgere tutti i giorni. Il primo obiettivo : fuori dal C.C.N.L.- Enti Locali ! Altrimenti non si và da nessuna parte. Condoglianze alla famiglia di Nicolò dal Corpo di P.M. di Quartu Sant’Elena.

  12. Le più sentite e sincere condolianze per il prematuro e doloroso desìo di un collega che, svolgendo la sua professione, cercava di rendere migliore questa nostra società sempre più sporca

  13. A Proposito del collega, Vigile Urbano, ucciso a Milano in maniera vile da un idiota criminale. Io non conosco questo collega, ma so che come me indossava una uniforme di un Corpo di Polizia Municipale e che come me stava tutti i giorni a disposizione dei cittadini per qualsiasi evenienza, per un consiglio, per una ind…icazione stradale, e anche per una multa, perchè anche l’atto di multare significa fare un servizio ai cittadini perchè punisce che vuole prevaricare. Orbene questo collega è stato ucciso. La rabbia che mi è montata dentro nell’apprendere questa notizia è stata infinita, prima perchè non si può morire in questa maniera. Secondo perchè non è possibile che siamo tutti i giorni espsoti a questi rischi, e non solo a questi, senza che nessuno, e mi riferisco in particolare alla classe politica, si renda conto di chi siamo e di cosa facciamo. Noi non siamo solo quelli che fanno la viabilità, noi siamo quelli che fanno la viabilità, che fanno i trattamenti sanitari obbligatori, che fanno gli accompagnamenti minori, che fanno la Polizia Giudiziaria nel campo dell’urbanistica, dell’ambiente e di tutto quello che ci capita durante la giornata. Rileviamo, e bene, gli incidenti stradali, garantiamo le regole del commercio, l’igiene delle attività di somministrazione, controlliamo che i nostri figli, quando vanno in gita scolastica, abbiano dei pulman in regola e che quando escono da scuola non vengano investiti, interveniamo nelle catastrofi naturali, e…. non sappiamo quante altre cose facciamo perchè sono tante. Ma, per tutti, siamo quelli che fanno le multe e stanno nel bar a prendere il caffe. Il collega, che non conoscevo, e che si chiamava Niccolò Savarino, sicuramente subiva sulla sua pelle tutti i luoghi comuni che continuamente ci tormentano nell’attività di tutti i giorni. Noi non vogliamo gratitudine, anche se la meritiamo, ma rispetto per il lavoro enorme che svolgiamo tutti i giorni, rispetto da parte dei cittadini ma soprattutto da parte della classe politica che spesso crede che siamo a loro disposizione e non a disposizione di tutti. Voglio salutare questo collega a nome mio e della Polizia Municipale di Giugliano in Campania augurandomi che questa atroce morte faccia riflettere tutti. Domani invierò un telegramma di cordoglio al Comandante di Milano, ma al di là dell’atto formale, chiedo ai colleghi di Milano, che dovessero leggere questa mia nota, di portare il mio dolore e il mio affetto alla famiglia di Niccolò.

  14. E’davvero assurda una morte così. Onore al collega caduto nell’adempimento del proprio dovere. Fermate questo pazzo assassino che in nome della sua libertà di scorazzare in SUV ha messo fine alla vita di un onesto lavoratore messosi purtroppo sulla sua strada per difendere il diritto di altre persone a circolare in sicurezza. I politici riflettano molto su questa triste, tristissima storia. E’facile tagliare sulla pelle degli altri. Lavorare in strada è cosa diversa dallo stare dietro una scrivania. Li al massimo ti può cadere addosso una risma di carta! In strada purtroppo si è in trincea contro un nemico che ti conosce e tu non conosci…

  15. Un saluto al collega vitima del dovere, vittima di una società che preferisce non vedere. Io con 32 anni di servizio all’inizio della mia attività inseguendo in vespa nell’84 un ragazzo scappato all’alt mi faceva cadere provocandomi gravissime lesioni e rischiando la morte rimanendo invalido. Morale il processo fatto dopo 12 anni e con amnistie varie assolto per insuficenza di prove verso gli unici due reati rimasti fuori dalle varie amnistie resistenza e oltraggio ( guida senza patente, senza assicurazione, tentato omicidio, lesioni volontarie tutte annulate). Giovane e inesperto non solo non ho avuto rimborsi ma ho pagato medici, visite e avvocati. Nonostante questo continuo il mio servizio come tanti colleghi.

  16. … sinceramente questo episodio mi fa veramente male dentro … un collega ucciso come un cane … un prepotente che esercita la sua forza con un debole … un mostro alla guida di un grande fuoristrada, un dinosauro!) che schiaccia un piccolo servitore dello Stato che stà svolgendo il proprio servizio alla guida di una biciletta (una formica!) ! … certo con un susseguirsi di Governi incapaci di ridare la giusta dignità ad un Corpo di Polizia del nostro ordinamento Costituzionale, la Polizia dei Comuni … dimenticati da tutti o meglio ignorati … (l’aver tolto la causa di servizio alla Polizia Municipale non è altro che la prova provata che nessuno pensa alle sorti e all’attualità di questo Corpo !) Mi auguro che questo collega morto avrà lo stesso trattamento dei colleghi delle Forze di Polizia dello Stato e che la sua famiglia non venga presto dimenticata ! Che vergogna … amo questo lavoro, credo in questo lavoro, servo lo Stato (nel mio piccolo come circa 60.000 uomini e donne che vestono la Divisa della Polizia Municipale!) … ma … mi sento impotente davanti ad uno Stato a cui poco importa le sorti della Polizia Municipale … uno Stato che stà schiacciando la nostra categoria così come il Suv ha schiacciato il collega … la Polizia Municipale non è altro che la più antica forma di Polizia di tutti i tempi ma siamo stati del tutto ingoiati, mangiati, stritolati, umiliati da … nostro Padre … LO STATO ! … condoglianze alla Famiglia del collega scomparso e alle persone che sono state a lui care … con immenso dispiacere … Francesco G. – Sottufficiale della Polizia Municipale

  17. Buonasera a tutti, a parte il disastro nella tragedia in cui l’Italia e le Istituzioni vivono soprattutto in queste situazioni vorrei precisare una cosa.
    Ancora una volta e di fronte ad una così terribile quanto assurda vicenda vedo che ognuno di noi si lamenta e si arrabbia sulle solite cose e cioè “lavoriamo per noi stessi” “non siamo poliziotti, siamo impiegati comunali” “il Sindaco dice che..” “Aspettiamo o non aspettiamo il 27” “bicicletta e macchine da buffoni per fare servizo” “giubbotti antiproiettili cosa sono” ecc. PERO’:
    Quanti Niccolò dovranno ancora essere brutalmente uccisi o essere feriti ed ovviamente lasciati soli prima che tutti noi, tutta la categoria si incazzi (scusate) veramente e cessi di farsi prendere in giro da questa nazione che nonostante i suoi 150 anni non ha nulla di serio?
    Quante promesse di cambiamento fatte da politici locali e nazionali di una legge del 1986 dovremo ancora ascoltare?
    Quante tessere sindacali dovremo ancora pagare prima di vedere veramente chi ci tutela alzare scudi e sguainare spade?
    Quante volte dovrò ancora leggere queste terribili notizie prima di non vederne più, magari perché il nome sui giornali sarà il mio?

  18. Stamattina porterò un fiore sul feretro di Niccolò. Idealmente, a nome di ogni operatore di polizia locale.
    Vorrei che, fino al seppellimento, ogni antenna delle autoradio avesse un nastro a lutto. Nel mio Comando si farà così.
    Vinicio, Commissario PL

  19. Adesso per me è il momento del dolore e dell’orrore per la morte straziante del nostro collega.Ma più avanti verrà la rabbia,rabbia accumulata per anni e anni in cui fare questa professione è sempre stato lo scaricabarile di tutti..tutti quelli che questo lavoro non lo fanno in questa Italia sbagliata da capo a piediMi dico che d’ora in avanti la mia famiglia sono anche i m iei colleghi di lavoro di tutt’Italia,sperando che che coloro che indossano la nostra divisa,al netto di riduzioni di stipendio,tagli,disuguaglianze e prepotenze varie(ed anche di convenienze,complicità,disonestàignoranza etc) sentano l’importanza della nostra categoria…e d’ora in avanti si uniscano intorno ad un progeto ed a una missione comune..che poi è quella che può aiutare anche la nostra Italia così malmessa!.

  20. Mai mi sono sentito così orgoglioso di appartenere alla Famiglia dei Vigili Urbani, dico Vigili Urbani e non Polizia Locale o Polizia Municipale, perchè appartengo alla vecchia scuola, in srvizio da 32 anni. Siamo quelli che sono da sempre vicino ai cittadini, per una
    informazione, per un aiuto, per un sostegno di qualsiasi genere. Siamo quelli che lavorano in silenzio, senza fare sceneggiate per farsi pubblicità, oppure di mettersi sui giornali per avere ritrovato un portafoglio.Noi siamo la Polizia del Sindaco, che a tutt’ora ancora non ci ha capito nulla, non ha saputo apprezzare e valutare la nostra professionalità. Addio Niccolo’un abbaraccio ai tuoi cari, coraggio ai colleghi di Milano.

  21. Tanta solidarietà dal mondo politico, ma a parole. Quando la categoria però rivendica pari dignità e pari diritti con le altre forze dell’ordine che svolgono la stessa attività, non ho mai vista questa solidarietà nè dai politici nazionali nè da quelli locali. Esempio lampante l’abolizione della causa di servizio operata dal governo Monti per la nostra categoria, ma non per le altre forze di polizia che svolgono lo stesso nostro lavoro: qualcuno di questi politici o amministratori locali ha fatto presente e si è sollevato contro questa anomalia? Però continuano a mandarci in strada ( Amministratori e Comandanti Dirigenti con stipendi da Nababbi), spesso a svolgere compiti che sarebbero probabilmente di altre forze di polizia,( spesso per proprio tornaconto, elettorale o meno ) senza una adeguata preparazione specifica e senza le necessarie tutele, pronti però a nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso, qualora dovessero sorgere problemi ( Il caso Bonsu del Comune di Parma ce lo insegna). Ritengo tutti questi coccodrilli, pronti a lacrimare dopo aver inghiottito la vittima, moralmente responsabili di quanto accaduto: si vergognino!

  22. Profondo cordoglio ai famigliari di Nicolo’Savarino da un collega della Polizia Locale di Usmate Velate. Spero che i politici locali e nazionali capiscano che il nostro lavoro ha bisogno di molte più tutele e riconoscimenti anche economici, anche perchè sul territorio siamo veri e propri polizziotti, che come si è visto rischiamo la vita tutti i giorni. Basta ascoltare discorsi retorici di politici che nemmeno sanno cosa sia la Polizia Locale e che spesso la utilizzano per fini elettorali senza però difenderla e tutelarla come si dovrebbe. Ora è il momento del dolore e della solidarietà ai famigliari del collega assassinato sperando che vengano catturati i responsabili in tempi brevi. Purtroppo siamo una Polizia di serie B ma non dobbiamo scoraggiarci, c’è bisogno di uno scatto d’orgoglio da parte di tutti gli operatori, i sindacati di categoria e dei cittadini e speriamo anhe delle istituzioni. Rinnovo di nuovo il mio più profondo cordoglio.

  23. REGIONE PIEMONTE
    COMUNE DI SERRAVALLE SCRIVIA
    CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE

    Oggetto: comunicato stampa

    alle redazioni giornalistiche
    LORO SEDI

    Con la presente si segnala che, a seguito del tragico fatto di Milano nel quale ha perso la vita il collega Niccolò Savarino, conformandoci alle varie iniziative assunte a livello nazionale, questo Corpo di Polizia Municipale nei giorni di sabato 14 e domenica 15 gennaio 2012 e nel giorno dei funerali utilizzerà le auto di servizio appositamente dotate di drappo nero in segno di lutto, drappo che verrà collocato sullo specchietto retrovisore esterno.

    Inoltre il giorno dei funerali saranno abbassate a mezz’asta le bandiere del Comando di Polizia Municipale.

    IL COMANDANTE
    ( Bassani )

  24. Un tempo le divise si rispettavano e si temevano, ora si deridono e peggi si uccdono,tanto sono protetti più i delinguenti che gli onesti.
    Tanto chi delinque ormi lo sa che tra procssi farsa e sconti di pena il carcere è solo una pssegiata.

  25. Forse sarebbe il momento di una grande mobilitazione di tutto il personale della Polizia Municipale con una manifestazione nazionale per chiedere rispetto, diritti, sicurezza e pari dignità e condizioni di lavoro rispetto alle altre forze di Polizia.

  26. Onore ai caduti in servizio, e su questo non ci piove !!!
    Se vogliamo poi cogliere queste tragedie per evidenziare problemi di natura di trattamento stipendiale, allora credo sia il caso che i sindacati nessuno escluco facciamo un passo indietro.
    Credo che uno dei fattori che rovina spesso l’immaggine dei corpi di polizia in genere (locali e non) siano i sindacati ed i loro rappresentanti, che sono soliti rivendicare mille diritti in tutte le occasioni, ma sono sempre i primi ed in prima persona ad evitare i servizi più sgradevoli in virtù della loro posizione sindacale(usandolo poi per concorsi interni).
    Forse un pò meno ammalati furbetti, L. 104, patologie come “panico da folla” e trasparenza sulla cacciata delle mele marce (che forse non ce ne rendiamo conto quanto ci rovinano l’immaggine) ci aiuterebbe ad ottenere un pò più rispetto dal cittadino …. perchè dei politici me ne frego (diceva qualcuno…..)!!!

  27. bisognerebbe che ci autorizzassero ad usare le armi; con qualche colpo in più (naturalmente valutando ogni caso) e senza essere indagati, i DELINQUENTI o chi per essi, CAPIREBBERO che quando si tira sù la paletta: TUTTI SI DEVONO FERMARE!!!!!!!!!!!! un pensiero al collega che vigilerà nelle arterie celesti; illuminaci da lassù Niccolò.

  28. Dopo appena un giorno ecco già la notizia scomparsa dai telegiornali e giornali nazionali. La morte di un vigile (come li chiamamo loro) non può stare 2 giorni in primo piano anche se gli assassini non sono ancora stati catturati. E sentire poi dei politicanti da 4 soldi commentare la tragedia come se fosse un semplice incidente stradale con statistiche sulla vittime della strada!!! UNA COSA VERGOGNOSA! Se quindi al povero vigile gli avessero sparato i politici avrebbero sostenuto ch’egli era morto per AVVELENAMENTO DA PIOMBO?!!

  29. Sentite condoglianze alla famiglia.

    Con Affetto Angelo (collega).

    N.B. Grazie al Nostro Mario non avrà neanche la causa di servizio!!!

    vi allego una poesia ritovata su una rivista di aggiornamento che la dice lunga sulla nostra professione.

    Un Vigile Urbano come tutti gli uomini è un impasto di santo e peccatore.
    Fra tutti il piu’ desiderato. Una creatura senza nome. E’chiamato “Signore” quando c’e’ davanti, “bastardo” appena ci volta le spalle. Deve essere diplomatico, capace di distinguere le persone e dare a ciascuno l’impressione di essere il vincitore. Se è cortese è un “adulatore”, se no è un “maleducato”. Se è elegante è “vanitoso”, se trasandato è “zotico”. Deve prendere decisioni che ad un avvocato richiederebbero un mese; ma se si affretta è negligente; se va con piedi di piombo, è pigro. Il Vigile Urbano deve arrivare primo sul posto di un incidente. E deve mettere sentenze infallibili; deve essere capace di riattivare il respiro fermato, di arrestare un’emorargia; di cucire una ferita, altrimenti aspettarsi di esser citato in giudizio. Deve conoscere ogni arma; sparare in corsa, colpire dove non fa male; essere in grado di neutralizzare due uomini grossi due volte lui e con metà dei suoi anni, senza peraltro essere brutale. Se siete voi a colpirlo per primo è un vigliacco ; se lui invece è un violento. Da un capello deve riuscire a descrivere un delitto, l’arma usata, il criminale e dove si nasconde. Se poi lo cattura è solamente fortunato, se non riesce è un incapace.
    Se poi lo cattura è solamente fortunato se non riesce è un incapace. Se è promosso ha degli appoggi politici, altrimenti è un inetto che non vale due soldi. Il Vigile Urbano deve essere sacerdote, assistente sociale, un diplomatico, uno psicologo un simpatico ragazzo un gentiluomo e , deve essere un genio per riuscire a mantenere la famiglia con lo stipendio da Vigile Urbano.

    (testo anonimo di data indefinita, trovato incollato ad un muro di un ufficio di Comando di Polizia Locale)

  30. Chiediamoci i perchè dell’abolizione dell’equo indennizzo, dello stralcio delle parti più importanti della proposta di legge barbolni-saia, della mancanza di un contratto unico nazionale per la Polizia Locale ecc….ecc…. 8000 comuni 8000 divise 8000 contratti decentrati ecc…. ecc…. DIVIDI ET IMPERA

  31. SINDACATO UNITARIO LAVORATORI POLIZIA MUNICIPALE
    SEGRETERIA TERRITORIALE PROVINCIA VIBO VALENTIA

    Agli ORGANI DI STAMPA E TV

    ANCHE LE UNIFORMI DELLA POLIZIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA A ROMA IL 10 FEBBRAIO AD URLARE LA PROPRIA INDIGNAZIONE DAVANTI A MONTE CITORIO.

    E’ GIUNTA L’ORA DELLA MOBILITAZIONE GENERALE!!!!

    Un altro dei nostri ci ha tragicamente lasciati. Il Collega Nicolò Savarino della Polizia Locale del Corpo di Milano. E’ stato vilmente ammazzato, mentre espletava con coscienza, zelo e rettitudine una normalissimo servizio di controllo del territorio e viabilità al sevizio dei suoi concittadini, della collettività ma anche dello Stato di cui una Metropoli come Milano è parte integrante. E’ stato trascinato sfigurato ed abbandonato sull’asfalto da belve assassine a cui aveva sbarrato il passo con la sua bicicletta. Chi è più forte del vigile urbano che ferma il tram con una mano diceva una bella poesia di Gianni Rodari della nostra fanciullezza? Ma, questa volta la “mano” non è bastata, quei tempi sono finiti da molti anni e non perché siamo cambiati noi ma perché tutto attorno è cambiato. Non è un episodio, un fatto isolato le cronache quotidiane scrivono di colleghi aggrediti e feriti in ogni lembo d’Italia da Trieste fino a Siracusa. In questo momento mi vengono in mente anche gravi episodi accaduti in Calabria. Si, vi sembrerà strano, ma anche la Nostra Terra si contano un gran numero di aggressioni alle nostre divise, uno stillicidio di attentati e, come scriveva anni fa un collega di Catanzaro anche i nostri alamari si sono macchiati di sangue innocente. Come non ricordare in questo momento di dolore e di rabbia il maresciallo Giuseppe Marino trucidato nel 1989 su Corso Garibaldi a Reggio Calabria, ammazzato all’interno dell’auto di servizio da una mano assassina che con ferocia ha sparato alle spalle del collega che giorni prima aveva avuto l’ardire di contestare una multa da 25 mila lire per un transito vietato ad un soggetto denunciato dallo stesso vigile anche per oltraggio come avrebbe fatto in quel caso qualsiasi poliziotto o carabiniere. Il collega Giuseppe Rattà morto in un conflitto a fuoco nel 1988 nei pressi di Corso Mazzini a Catanzaro. Il vigile stava inseguendo dei banditi che avevano appena effettuato una rapina in una gioielleria del Capoluogo di Regione, ne è scaturito un conflitto a fuoco dove è deceduto oltre al collega anche un rapinatore. E’ tornando in riva allo stretto, come non ricordare il collega Giuseppe Macheda di 30 anni che faceva parte della squadra che, sotto la guida del Pretore Angelo Giorgianni, si occupava di combattere l’abusivismo edilizio. Era il 1985, gli spararono un colpo di fucile alle spalle nella notte mentre stava facendo ritorno a casa. La sera prima gli avevano incendiato l’auto. Due sere prima a prendere fuoco era stata l’auto di un altro componente della squadra. La società si stava evolvendo e dopo poco più di un anno dal Governo veniva varata la Legge di riferimento della polizia municipale la 65 del 7 marzo del 1986.
    I Sindaci e polizie locali sono presenti nei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica. E come non mettere in evidenza per parlare di fatti concreti e vissuti direttamente sulla nostra pelle, che a seguito di questi accordi circa 12 anni fa e per ben 4 anni la polizia municipale di Vibo Valentia ha garantito il turno notturno dalle 20 alle 24 ogni 4 notti alla Stazione Ferroviaria di Vibo Valentia Pizzo effettuando l’identico servizio dei colleghi Statali. Ci prepararono con un corso di una settimana fatto presso la prestigiosa Scuola di polizia di Vibo Valentia. Partecipammo con entusiasmo e convinzione sapendo che era un servizio fatto per il bene della collettività Si turnava a rotazione Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Guardia di Finanza che l’ultimo anno fu sostituita dalla neonata Polizia Provinciale. In quel periodo alla Stazione erano capitati numerosi episodi di criminalità come furti di auto, scippi e rapine anche contro il personale delle Ferrovie dello Stato e quel servizio era il rimedio deciso da quel Comitato di allora. Chi sbagliò?: il Prefetto che sul territorio rappresenta lo Stato, il Questore, Il Comandante Provinciale dei Carabinieri unitamente al Comandante della Guardia di Finanza, al Sindaco del tempo che acconsentì unitamente al Comandante della Polizia Municipale di impiegare noi vigili urbani in servizi che non ci competevano. Dalla mia esperienza ventennale rispondo nessuno è sapete perché ? – Perché nel momento del bisogno tutti si ricordano di noi e non fanno alcuna differenza di divisa siamo poliziotti locali, mentre per le tutele operative, giuridiche previdenziali e pensionistiche ci viene ricordato molto spesso anche in questi ultimi anni da funzionari ministeriali in sede di discussione della famosa legge di riforma, che siamo solo dei semplici impiegati in divisa che non possiamo accedere ad informazioni riservate e se per caso in un controllo ci capita un malavitoso ricercato non sapendo nulla lo salutiamo con militare saluto al beretto facendolo andare via, e se armato e pericoloso che importa. Noi oggi siamo carne da macello. ORA E’ IL MOMENTO DI DIRE BASTA. BASTA ANCHE IN ONORE ED IN RICORDO DEI NOSTRI CADUTI
    Ora dobbiamo urlare allo Stato tutto ciò che abbiamo dentro, la rabbia, il dolore e vogliamo con la forza della ragione che qualcuno ci spieghi il perché se facendo un servizio allo stadio in una gelida giornata invernale unitamente ad un collega statale ed entrambi il lunedì prediamo un malanno solo a noi saranno decurtati i primi dieci giorni di stipendio e in caso di tafferugli con lancio di sassi perchè le nostre teste essendo forse più dure di tutte quelle presenti in servizio non hanno bisogno di alcuna protezione tranne quella del classico beretto bianco d’ordinanza. E, se il sasso colpisce il bersaglio noi saremo trattati in maniera diversa essendosi volatilizzato con la manovra di Natale ( che bel regalo ci ha fatto il Governo) anche l’equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata. E se continua così non ci sarà bisogno per i Comuni di assumere i nonni vigili davanti alle scuole, perché i suoi vigili diventati oramai nonni con le agevolazioni pensionistiche riconosciute continueranno a lavorare sulla strada accompagnandosi non con una mazzetta di segnalazione ma con un bastone. E per finire chiediamo allo Stato di sapere perché ad eguali rischi non ci sia lo stesso riconoscimento.
    COMUNICHIAMO ANCORA CHE Il giorno dei funerali del collega Niccolò Savarino gli appartenenti alle Polizie Locali di tutta Italia e quindi anche quelli che operano nel territorio della Provincia di Vibo Valentia espleteranno il servizio assegnato con una fascia gialla sul braccio, come facevano gli operai degli anni 70 privi di tutele giuridiche e sindacali.

    Il Segretario Territoriale

    LELLO STILLITANO

  32. Onore ai caduti, e sono pienamente d’accordo con Corrado per una mobilitazione generale e Nazionale, per chiedere tutto quello che per anni abbiamo chiesto, ma prima ancora rispetto e diritti uguali per tutti.
    Basta con i contratti decentrati dove ogni Comune fà da Repubblica a sè
    Un appello alle O.O.S.S. il momento è giunto la base è stanca di aspettare.

    Michelangelo

  33. sono daccordo con i commenti già scritti, voglio solo esprimere la rabbia per quanto accaduto e chiaramente annunciato, dico annunciato perchè ogni giorno chi svolge il nostro lavoro con i mezzi e la formazione a disposizione rischia quello che è successo a Nicolò.
    In questo momento di dolore sono vicino alla sua famiglia e ai suoi colleghi.

  34. onore al collega caduto nell’adempimento del dovere, purtroppo per noi,che rimaniamo in servizio e che non siamo ne carne e ne pesce,aspettando una vera riforma della legge sulla polizia locale al servizio del politici di turno che ancora non hanno capito le funzioni di questa polizia, continuando a considerarci non una polizia di serie b ma z.
    sono d’accordo su una mobilitazione generale con scioperi ad oltranza specialmente non nei piccoli paesi come il mio, ma nelle grandi città, dove mancando il servizio di polizia locale il disagio creato avrebbe, a livello degli organi di informazione un risalto notevole

  35. un abberante fatto di sangue che non può e non deve essere dimenticato ed impunito.
    però dato che sono una guardia giurata volontaria e dico
    VOLONTARIA NON PAGATA pochi mesi orsono due colleghi in liguria sono stati freddati da una persona a colpi di pistola solo perchè sono andati ad eseguire un ordine giudiziario accompagnati da due della municipale che neanchehanno reagito al gesto dell’omicida suicida,riuscendo pure a dare colpo di grazia alle guardie ferire forse uccidere la moglie ed infine uccidersi,la domanda è dov’erano i due agenti della municipale? a caccia di farfalle forse!
    nessuno ricorda i morti in servizio e non delle guardie volontarie. posso essere amareggiato?

  36. Pingback: Alessandro Amigoni, Agente della Polizia Locale di Milano, indagato per omicidio volontario. Una piccola analisi sull’accaduto

  37. Cari coleghi è passato quasi un anno dalla morte del nostro collega Nicolo’, e nulla e cambiato è rimasta indifferenza la non considerazione da parte dello Stato della cosi tanto attesa riforma .
    ultimanente a Roma si sono verificati altri casi di violenza nei confronti di due colleghe,anche qui l’indifferenza totale da parte dello Stato “permane”.
    Ma perche allora se per lo Stato siamo dei semplici impiegati comunali..cari colleghi anzi VIGILI URBANI..”perche alla fine questo siamo solo con piu compiti , meno tutele,meno riconoscemntie e dignita’a rispetto di altri operatori della sicurezza dello Stato”.
    quindi mi chiedo ma non è ora di dire basta,e svolgere quei servizi per la quale abbiamo davvero la nostra competenza, e non essere surrogati poliziotti con tutti i rischi e meno tutele anzi zero tutele, quando le varie Questure e Prefutture in accordo con Sindaci siglano dei patti per la sicurezza….la vita…. la devono rischiare chi è preposto “OVVERO LE FF.OO DELLO STATO” E NON GLI IMPIEGATI DEL COMUNE GIUST.
    FINO A QUANDO NON VIENE FATTA UNA LEGGE DI RIFORMA DELLA POLZIA LOCALE CHE CI RICONOSCA EFFETTIVAMENTE IL RUOLO DI FORZA DI POLIZIA CON COMPETENZA LOCALE SENZA SOVRAPPOSZIONI ALLE FF.OO NAZIONALI, RICONOSEGNIAMO PISTOLA MANETTE QUALIFICA DI PS O PG BASTA ADESSO CON STE BUFFONATE E ORA DI PIANTARLA SVEGLIAMOCI DAVVERO…

    • Caro Terence, hai proprio ragione, hanno cambiato anche alcuni articoli del DDL, c’è sempre un ostacolo da parte di qualcuno, eppure la Cancellieri fece una promessa ben precisa! Ma le assurdità sono tante, come il fatto che potete usare la pistola ma non avere in dotazione strumenti come sfollagente e spray, nettamente meno pericolose di un’arma da fuoco!

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