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Incidenti, la città più pericolosa d’Italia è Bergamo

Indice alle stelle: tre ogni cento abitanti contro una media di 1,25 Ma nella classifica generale della mobilità è ottava. Bene parcheggi e Ztl

Bene complessivamente, malissimo per gli incidenti. In tema di mobilità Bergamo raccoglie buoni risultati, per certi versi quasi inaspettati, nel suo insieme, ma veste purtroppo una maglia nera che in giorni come quelli attuali, con le strade cittadine funestate da veri e propri drammi, pesa quanto un tir. Ci riferiamo all’indagine di Euromobility – l’associazione dei mobility manager, che, come di consueto, stila a questo proposito una classifica tra le 50 principali città italiane – e al dato riguardante l’incidentalità. Bergamo figura purtroppo davanti a tutti con un indice alle stelle: quasi tre incidenti ogni cento abitanti contro una media di 1,25. Ad alleggerire un po’ il pesante primato contribuiscono le cifre sulla mortalità che ci vedono appena sopra la media in una posizione decisamente più confortante: trentaduesimi.

I dati
«I due dati vanno evidentemente incrociati – precisa l’assessore alla Mobilità e vicesindaco Gianfranco Ceci – e il secondo è in una certa misura rassicurante. Restano i tristi numeri sugli incidenti che abbiamo intenzione di affrontare al più presto. Non mi limiterei però a una lettura parziale; nel loro complesso i dati sono buoni e questo, considerata anche la scientificità dello studio, merita di essere sottolineato adeguatamente».Sfogli il malloppo fino all’ultima pagina e scopri infatti che la classifica, realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente il contributo di Bicincittà, Assogasliquidi e il Consorzio Ecogas, vede Bergamo all’ottavo posto dietro Torino, Venezia, Milano, Brescia, Parma, Bologna e Padova, ma davanti ad alcune realtà come Trento (quindicesima), Reggio Emilia (ventunesima) e Bolzano (ventisettesima) storicamente ben attrezzate dal punto di vista della mobilità e della qualità della vita.

I pro e i contro
Le performance migliori? In materia di parcheggi di interscambio, dove Bergamo si piazza al terzo posto, zone a traffico limitato (nona), bike sharing (sesta), piste ciclabili (diciottesima) e trasporto pubblico (ventotessima per l’offerta e diciottesima come numero di passeggeri). Anche la qualità dell’aria, tutto sommato, non va malissimo: «L’indagine – sottolinea l’assessore all’Ambiente Massimo Bandera – conferma il trend positivo degli ultimi anni soprattutto per l’inquinamento da polveri, e anche se il 2011 si è rivelato più complesso rispetto al triennio preso in considerazione dallo studio, Bergamo ha confermato la bontà dei programmi impostati, con un peggioramento inferiore rispetto a quello di molte altre realtà». Incidenti a parte, le «bocciature» riguardano solo un paio di materie: le aree pedonali, per le quali Palafrizzoni rimedia l’ultimo posto, e il car sharing di cui la nostra città è totalmente sprovvista. «Su quest’ultimo argomento dovremo certamente lavorare – aggiunge Ceci -, per quanto riguarda le zone chiuse al traffico ci potrebbe essere un errore nell’acquisizione dei dati: le cosiddette Ztl 0-24 infatti in città non mancano».«Considerata la delicatezza dell’argomento e le difficoltà – commenta il sindaco Franco Tentorio tornando a commentare lo studio nel suo insieme – possiamo comunque essere soddisfatti. Non è mai facile fare scelte su una materia che è spesso fonte di accesi dibattiti e critiche aspre. Il fatto di ottenere dei risultati positivi ci rende orgogliosi pur essendo consapevoli che esistono sempre margini di miglioramento».

I progetti
Sulla sicurezza stradale di sicuro. Cosa ha intenzione di fare Palafrizzoni a questo proposito? «Nelle prossime settimane – conclude l’assessore alla Mobilità Gianfranco Ceci – avvieremo, utilizzando i tabelloni informativi all’ingresso della città, una campagna che faccia leva soprattutto sulla necessità di muoversi con maggiore prudenza e di ridurre la velocità. Sono queste le maggiori cause di incidenti. Allo stesso tempo interverremo sulle strade che presentano i maggiori rischi, modificando, laddove possibile, la viabilità con passaggi pedonali protetti, sensi unici o altri accorgimenti tecnici». Appuntamento all’anno prossimo allora. L’indagine di Euromobility arriverà puntuale a gennaio. Per misurare i risultati di nuovi progetti servirà però un po’ più di pazienza. Lo studio presentato ieri si riferiva infatti al 2010. Nei prossimi dodici mesi i ricercatori lavoreranno sul 2011. Ciò che è fatto è fatto.

Fonte: provincia.bergamo.it

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