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Roma – Sicurezza, l’ordine ai vigili “Schedare le frutterie etniche”

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“Sono un’emergenza”. I municipi: censimento razzista. La circolare inviata il 3 gennaio dal vicecomandante Di Maggio per avviare controlli a tappeto. Valeriani: “Inaccettabile”

 

LA CIRCOLARE, inviata ai capi dei diciannove gruppi della polizia municipale, porta la data del 3 gennaio, numero di protocollo 1292. Oggetto (piuttosto inquietante): “Individuazione esercizi commerciali tipo frutterie etniche”. A firmarla, il nuovo vicecomandante Antonio Di Maggio, cui il sindaco Alemanno ha affidato la gestione delle emergenze legate alla sicurezza.

 

Archiviati rom e prostitute, l’ultimo allarme del Campidoglio concerne dunque gli spacci aperti dagli extracomunitari. “L’ufficio del delegato del sindaco per le politiche della sicurezza”, si legge, “ritiene fondamentale, ai fini della predisposizione di piani per il controllo del territorio, ricevere informazioni dettagliate, riguardanti i dati completi delle attività commerciali, gestite prevalentemente da persone originarie dei paesi del Nord Africa, che creano gravi disagi ai cittadini residenti negli edifici limitrofi alla loro ubicazione, occupando spazi pubblici abusivamente, creando rumori molesti, disagi al traffico e, cosa ancor più grave, utilizzando come manodopera cittadini stranieri che soggiornano illegalmente nel Paese”.

 

Notizie che ciascun gruppo dovrà trasmettere entro 15 giorni alla segreteria del comandante del Corpo.
Altro che bar e ristoranti gestiti dai clan, negozi che non battono scontrini, salegioco a base di affari loschi: per l’amministrazione il covo dell’illegalità sono le frutterie degli stranieri. “Siamo alla schedatura etnica di hitleriana memoria”, attacca il consigliere pd Massimiliano Valeriani. “La circolare, intrisa di linguaggio razzista, rende in qualche modo esplicito che Roma Capitale non fa i controlli amministrativi su tutti gli esercizi commerciali ma solo su alcune tipologie ben precise. Tanto più inaccettabile perché si continua a mistificare il ruolo della polizia municipale, utilizzata come il corpo dei ranger personali del sindaco.
Ma i vigili urbani non sono né le sue teste di cuoio, né l’arma per le spedizioni punitive contro gli extracomunitari”. Un “approccio culturale sbagliato e dannoso”, rincara Masini, “che finisce per avere effetti devastanti su quell’idea di città solidale che Alemanno sta distruggendo”.

 

Sulla stessa linea i presidenti dei municipi. Il primo ad ammutinarsi è stato Sandro Medici: “Quando ho preso visione della circolare, pur non essendo io il destinatario, ho subito scritto al comandante del X gruppo perché la disapplicasse”, spiega. “È una iniziativa di spregevole razzismo: piuttosto che prendersela con i fruttivendoli, l’amministrazione dovrebbe far ispezionare le sale scommesse e i negozi di comprooro, attività attraverso cui si alimenta il riciclaggio, l’usura e gli affari sporchi delle mafie”. Sconcertato pure il minisindaco del VI Gian Marco Palmieri: “Le regole e i controlli devono essere uguali per tutti.

 

Trovo antidemocratico che un’amministrazione basi le proprie verifiche sulla provenienza etnica di chi esercita un’attività”. Anche perché, sottolinea Fabio Bellini (XVI), “è bizzarro che in centro si sospendano le rimozioni per le occupazioni abusive dei bar e poi si mandino circolari sulle frutterie, ma solo quelle gestite da stranieri”. Chiaro il sospetto: non sarà che i primi votano e i secondi no?

 

Fonte: roma.repubblica.it

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