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Sicurezza stradale: la tv non deve essere cattiva maestra

Ne sono convinti l’Ania e l’associazione dei genitori, che hanno deciso di segnalare i messaggi corretti e quelli diseducativi per gli utenti della strada, presenti nei film e negli spot della pubblicità.

CRESCONO LE VITTIME SOTTO I 13 ANNI – Quello della sicurezza stradale è un tema importante, vista la drammatica lista di incidenti che provocano ogni anno migliaia di vittime e che coinvolgono ogni anno un numero sempre maggiore di bambini, come ha denunciato recentemente l’Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale): le vittime sotto i 13 anni registrate nel 2010 erano state 59, ma sono diventate 65 nel 2011, con un incremento, quindi del 10%. 

L’EDUCAZIONE STRADALE È FONDAMENTALE
 – Una strage che deve essere fermata, partendo dall’educazione sulla sicurezza stradale, la sola che può portare a un miglioramento del comportamento degli automobilisti, sempre più distratti e poco attenti alle regole. Basta prendere in considerazione i messaggi, spesso equivoci o addirittura negativi, che ogni giorno ci bombardano attraverso i mezzi di comunicazione più diffusi, come la televisione. Ed è proprio dall’esame di film, fiction, trasmissioni tv e spot che vogliono incominciare la Fondazione Ania per le vittime della strada e il Moige, il Movimento italiano genitori, che hanno firmato un accordo per “sintonizzare la televisione sulla sicurezza stradale”.

TV BUONA E TV CATTIVA – A questo scopo L’Osservatorio Tv del Moige analizzerà, fino a maggio 2012, una selezione di programmi televisivi che andranno in onda durante la fascia protetta sui canali generalisti, digitali e satellitari. Ogni mese verrà stilato un report, nel quale sarà indicato il programma che più ha aiutato la causa della sicurezza stradale e quello che, invece, ha veicolato un messaggio non corretto. I parametri di analisi sono stati forniti dalla Fondazione Ania, che ha stilato una classifica indicando gli atteggiamenti più pericolosi al volante e i comportamenti corretti. In testa alla “black list” figurano, per esempio, il mancato uso delle cinture di sicurezza, la guida distratta e l’utilizzo del cellulare senza l’uso dell’auricolare. Al tempo stesso vengono analizzati spot e programmi televisivi che, in qualche modo, possono istigare comportamenti trasgressivi. In testa alla lista dei “virtuosi”, invece, ci sono quelle situazioni che stimolano un corretto utilizzo dell’auto e dei mezzi a due ruote, come l’uso del casco anche in bicicletta, l’utilizzo di cinture di sicurezza e dei seggiolini per i minori.  
 
FILM E FICTION COME MAESTRI – ”Facciamo in modo che la televisione non sia una cattiva maestra” spiega Sandro Salvati, presidente della Fondazione ANIA, “ma possa trasformarsi in un valido strumento educativo in grado di aiutarci nella lotta all’incidentalità stradale. Ogni giorno sulle nostre strade muoiono più di 11 persone e l’Italia, nel 2010, è stato l’unico paese dell’Unione europea a registrare oltre 4mila morti per incidente stradale. Con questo progetto puntiamo, anche attraverso un corretto uso del linguaggio e delle immagini televisive, a educare tutti gli utenti della strada al rispetto delle regole”.

Fonte: www.alvolante.it

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