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Torino – Guerra ai cento attraversamenti pedonali ancora pericolosi

Il Comune: «Giro di vite sugli indisciplinati»

Mai più tragedie come quella di corso Peschiera». Se da un lato i vigili urbani hanno dato una grande dimostrazione di efficienza, dal punto di vista della sicurezza stradale, si stanno muovendo L’assessore alla Viabilità Claudio Lubatti e il tavolo della sicurezza creato per intervenire su quei «96 attraversamenti a rischio» nel modo più efficace e condiviso possibile.

«La prima azione sarà quella di mettere in ordine di pericolosità questi incroci che al momento risultano in ordine alfabetico – ha spiegato ieri Lubatti – e nel giro di una settimana questo elenco ragionato sarà a nostra disposizione». Una mappatura dei punti caldi che risponderà a criteri oggettivi: per esempio se in quella strada c’è o meno un semaforo, se c’è o meno una banchina che separe le due carreggiate, qual è la velocità consentita in quel tratto. Una volta ottenuta questa classifica ragionata dei punti a rischio della città questa verrà sottoposta al tavolo della Consulta che si è già riuniuto qualche giorno fa pe rla prima volta: «Come richiesto dal Consiglio comunale attraverso una specifica mozione – ha aggiunto ieri Lubatti – noi sottoporremo al tavolo una valutazione per ciascuno di essi, e la sua messa in sicurezza con un semaforo o un dissuasore di velocità o addirittura con la sua chiusura. Ma sarà una decisione decisa in modo collegiale, con il contributo del Comune, dei Vigili, dell’associazione Vittime della Strada, dell’Aci, insomma con tutti i protagonisti del tavolo».

A quest’azione seguirà un intervento di tipo culturale. «Organizzeremo, insieme con il Provveditorato – ha spiegato Lubatti – delle lezioni specifiche nelle scuole sul tema sicurezza tenuti da responsabili della medesima. Un modo per sensibilizzare già in età giovanile i cittadini al rispetto del codice della strada e all’esercizio della prudenza». Terza azione: il giro di vite. Quello, insomma, delle multe e dei punti in meno sulla patente. Perché alla fine, purtroppo, la prevenzione è utile, ma l’unica musica che riesce ad avere un riscontro alla fine è questa: «Ho chiesto ai vigili di intensificare i controlli – ha concluso Lubatti – e attuare un giro di vite anche su chi non rispetta le regole e si trova sulla bicicletta o addirittura a piedi. Il codice va rispettato e nessuno ha il diritto di mettere in pericolo la vita degli altri o la sua medesima con comportamenti sbagliati». Vale dunque la pena ricordare che i pedoni devono attarversare sulle strisce e che lo sport nazionale dei ciclisti, vale a dire circolare contromano, «tanto io non guido un’auto», verrà multata. Stesso discorso – anche se risulta ancora più pericoloso – per i ciclisti che confondono i portici per una pista ciclabile.

Fonte: www3.lastampa.it

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