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Vigile ucciso, raggi X al fermato: ha almeno 18 anni

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Il controllo ai raggi X durante un fermo per un furto. Rischia l’ergastolo. Concessa l’estradizione

 

Una radiografia del polso disposta dall’autorità giudiziaria nel corso di un precedente controllo su Goico Jovanovic – il nomade fermato con l’accusa di aver travolto e ucciso, a Milano, il vigile Niccolò Savarino – aveva dato l’esito di un maggiorenne. Il particolare emerge dai precedenti del ragazzo fermato tre giorni fa in Ungheria per omicidio, e porta la data del 24 dicembre scorso, quando venne denunciato per un furto. «Non abbiamo elementi, allo stato, per dire che sia minorenne». Così fonti qualificate della Procura di Milano confermano che in base agli elementi acquisiti finora, il giovane nomade è maggiorenne. E intanto è arrivato dall’Ungheria il parere positivo alla richiesta di estradizione in Italia del fermato, la cui consegna dovrà avvenire entro il 27 gennaio prossimo, sulla base del mandato di cattura europeo delle autorità milanesi. Lo ha reso noto il Tribunale di Budapest.

 

RISCHIA L’ERGASTOLO – Se è maggiorenne, il giovane potrebbe essere condannato all’ergastolo anche se scegliesse di essere giudicato con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. Secondo il codice di procedura penale, infatti, la Procura, se rimarranno «fermi» i reati a lui contestati (l’omicidio volontario pluriaggravato e la resistenza a pubblico ufficiale), dovrà formulare una richiesta di condanna all’ergastolo anche in abbreviato, perché lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito si applica sull’isolamento diurno. Se però fosse provato che ha 17 anni, la vicenda passerebbe al Tribunale dei Minori.

 

LA RADIOGRAFIA – All’arresto della vigilia di Natale, il giovane aveva fornito il nome di Remi Nicolic (uno dei suoimille alias) e per data di nascita il 15 maggio 1994, quindi 17 anni. Una radiografia aveva però rivelato un’età ossea di «almeno 18 anni». Gli investigatori, grazie al Cui (il Codice unico di identificazione) sanno una cosa importante: a livello fisico, la persona identificata quel giorno, e sottoposta alla radiografia, è per le impronte indubbiamente la stessa fermata in Ungheria, alla frontiera con la Serbia. Lì, peraltro, Goico aveva fornito le generalità di tale Boban Salievic, dicendo di avere 17 anni. Per questo motivo, secondo quanto riferito dalla Squadra mobile di Milano, era stato trattenuto dagli agenti ungheresi.

 

I MOLTI NOMI – La famiglia, assistita dall’avvocato, punta a farlo riconoscere come minorenne. Ha prodotto infatti un documento francese in cui il giovane risulterebbe chiamarsi Goico Nicolic, nato a Parigi il 24 maggio 1994. Il documento è già stato inviato in Francia in attesa degli accertamenti da parte delle autorità d’oltralpe. Quello francese, però, non è il solo certificato giunto agli investigatori, ai quali è stato inviato anche un documento d’identità rilasciato da un Comune della provincia di Padova in cui risulterebbe chiamarsi Remi Nicolic, di 17 anni. Con un altro alias era stato identificato in passato come 16enne, mentre alla stazione di polizia ungherese dove è stato bloccato sabato scorso si era dichiarato ancora 17enne. Le generalità fornite inizialmente in fase di arresto lo identificavano invece come Goico Jovanovic, di 24 anni.

 

L’AUTOPSIA – Intanto è stata disposta per giovedì l’autopsia sul cadavere di Niccolò Savarino, il vigile urbano travolto e ucciso dal Suv lo scorso giovedì in via Varè. Dopo l’esame autoptico, il pm di Milano Mauro Clerici potrà dare l’autorizzazione a che la salma sia consegnata ai familiari per i funerali, che dunque potrebbero tenersi nel fine settimana. L’autopsia inizialmente doveva essere effettuata lunedì scorso, ma è stata poi rinviata per aspettare i tempi tecnici necessari per la nomina di un avvocato da parte del giovane slavo dai mille nomi.

 

Fonte: milano.corriere.it

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