Il saluto ad un angelo in divisa

23/01/2012 10:12 12 commenti

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Redazione Redazione

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(*) Cari colleghi, sono qua nel mio studio a pensare ancora al funerale del collega/eroe Nicolò e mi scorrono nella mente quei momenti dove tutta la categoria ha sentito la necessità di portare conforto alla sua famiglia e di dare sostegno e solidarietà ai colleghi della Polizia Locale di Milano.

 

Io non credo ai miracoli, ma devo dire che almeno il 21 Gennaio 2012 uno ne ho visto e a farlo è stato proprio il nostro collega Nicolò, il quale è riuscito nell’impresa che nessun sindacato, nessuna scuola di Polizia Locale e nessuna istituzione è mai riuscita a fare; quella cioè di unire così tanto la categoria della Polizia Locale.

 

Già al mattino alle sette, quando io ed il collega e amico Matteo ci siamo recati alla stazione dei treni di Modena, per prendere il treno per Milano, vediamo Mario Assirelli già al bordo dei binari del treno, tutto infreddolito con in mano la bandiera del SULPM, che ci saluta e ci dice: “ragazzi andiamo ad onorare il collega” e vi assicuro che quella frase e quell’immagine mi ha scaldato il cuore ( mi chiedo se mai alla Camusso o ad epifani potrebbe mai venire in mente di fare una cosa del genere), cosi siamo partiti per Milano e all’arrivo in piazza Duomo si respirava un atmosfera surreale, tantissimi veicoli della Polizia Locale e tutti con la fascia a lutto, la piazza piena di colleghi che venivano da tutta Italia, da Aversa, Bari, Roma e da tantissimi altri posti vicini e lontani da Milano, tutti con la tristezza nel cuore e tutti che erano lì non perchè lo avevano scritto nel brogliaccio di servizio, non perché lo avesse detto un sindacato o un politico, ma perchè volevano essere lì, a dirgli: ciao Nicolò ci dispiace per quello che ti è capitato, ci mancherai tanto, siamo affranti e addolorati dal fatto che finita la cerimonia la tua famiglia sarà sola nel proprio dolore e non ci sarà nessuno ad aiutarla come invece sarebbe successo se tu anziché fare il “vigile urbano” avessi fatto il carabiniere o il Poliziotto.

 

Tantissime carezze sono state fatte ai colleghi di Milano durante la funzione religiosa ed anche a me che mi ero messo a piangere dietro una colonna del Duomo, mi sono sentito accarezzare dolcemente un braccio da una collega di Roma, che mi ha detto: ” mi dispiace che stai male quello che posso fare per tè è portarti l’abbraccio di Roma, di più non posso”, quella frase mi ha fatto capire che c’è ancora tanta gente brava, dolce e generosa nella Polizia Locale.

 

Finita la funzione la gente in Piazza Duomo applaudiva la bara, tantissimi cittadini che piangevano e spintonavano per portare fiori appena comprati sulla bara di Nicolò dicendo: ” era un bravo vigile, era giusto e buono, lavorava nel quartiere dove abito io…” la gente comune abbracciava gli uomini in divisa e loro li ringraziavano per la loro partecipazione e per l’affetto dimostrato alla categoria… insomma sinceramente non mi sarei mai aspettato una cosa del genere…

Tante volte ci siamo detti che la morte di Nicolò non può e non deve essere stata vana… ebbene cari Colleghi se l’unità che ci ha donato Nicolò sapremo conservarla, se continueremo ad essere così  uniti, affiatati e solidali tra di noi come come lo siamo stati sabato, se saremo animati dallo stesso sentimento che sabato ha portato gente da tutt’Italia a milano, perché era giusto farlo, allora colleghi credo che andremo lontano, credo, anzi ne sono sicuro, che avremo la forza necessaria per gridare alle istituzioni  i nostri diritti e di dimostrare assieme ai cittadini ai quali tutti i giorni garantiamo sicurezza urbana, rispetto delle regole e civile convivenza, che non siamo e non dovremo più essere considerati una Polizia di serie B, una Polizia alla quale si può togliere la causa di servizio (!!!!!), alla quale non si può dare un contratto di lavoro di natura privatistica… e finisco qua perché la lista sarebbe lunghissima e lo faremo grazie a Nicolò, grazie a quell’unità che abbiamo ritrovato sabato al suo funerale.

 

Diversamente, se lunedì avremo già dimenticato tutto, se torneremo a cercare di tutelare i nostri orticelli, allora purtroppo il sacrificio di Nicolò rischia davvero di essere stato vano.

 

Grazie a tutti i colleghi che hanno avuto la pazienza di leggere questa mia lettera.

 

Gianni Borelli (Polizia Municipale Correggio)

 

—–
(*) Titolo della Redazione, contenuto di Gianni Borelli.

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12 Commenti

  • Veramente toccanti le tue parole.
    Speriamo che possa essere di aiuto a tutti i colleghi.
    Da uno che è in ferie da 15.888 ore.
    Ciao, Antonio

  • Maurizio Saia

    Il sacrificio di Nicolò è una dura lezione per tutta la politica ma non solo. Mi vergogno a nome di tutti i parlamentari per non aver fatto ancora la Legge. Mi vergogno per le istituzioni nazionali (parlamento, governo) per non essere stati presenti in forma ufficiale alle esequie. Mi vergogno per la Rai che ha mandato in onda solo sul tg regione il filmato dei funerali. Mi vergogno per quella minima ma visibile parte della polizia locale che mentre Nicolò faceva il suo dovere si fa arrestare per concussione o quantomeno non onora la divisa che porta. Mi vergogno per quegli amministratori locali che usano la PL impropriamente, senza pagare le indennità, senza armarli ma pronti ad usarli a fini elettorali o di cassa. Mi vergogno come Maurizio Saia relatore ‘a vita’ di questo provvedimento.

    • Caro Onorevole,
      lei non si deve assolutamente vergognare per chi non esiste, per chi non ci rappresenta, per chi prende in giro se stesso.
      Lei ha già fatto molto per noi e lo farà sempre perchè così si nasce e si muore … siamo strumenti e come tali facciamo la nostra parte … non a tutti è dato capirlo …
      si dice che i “cavalieri” esistono oltre il tempo e combattono la battaglia della vita …
      sono purtroppo pochi contri le moltitudini degli spettatori che nulla fanno e, ironia della sorte, spesso scrivono la storia …
      grazie per tutto!
      Fabio Masserini

    • Gianni Borelli

      Carissimo Maurizio, ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerti in occasione della carta di parma nel 2008 poi ci siamo rivisti a Roma durante la nostra manifestazione per la legge di riforma ed infine ad una piacevolissima serata in compagnia dei colleghi di Reggio Emilia.
      volevo dirti che non sei tu che devi vergognarti, tu hai sempre cercato di aiutarci,ti sei rivelato un vero amico della polizia locale, non come quelli che lo sono solo durante la campagna elettorale.
      Per me la morte di Nicolò è stato un episodio tragico che ad un tratto ci ha fatto capire a tutti quanto siamo vulnerabili e a che pericoli esponiamo noi stessi, ma sopratutto i nostri figli e le nostre famiglie.
      Tuttavia la morte del nostro eroe Nicolò deve darci più vigore per reclamare la giusta attenzione che meritiamo; e con chi potremmo farlo se non con te carissimo Maurizio,con te che sei sempre stato al nostro fianco….Coraggio Maurizio noi tutti ti vogliamo bene e ora abbiamo entrambi molto lavoro da fare….un abrraccio grande grande da parte mia e sicuramente anche da parte di Nicolò che anche lui come te amava la Polizia Locale.

    • Massimiliano Corrado

      Ciao Maurizio. Non vergognarti di quello che non sei riuscito a fare. L’altro giorno ho visto l’intervento di Crozza (il comico…) su Schettino, come dar torto al “comico” quando parla che Schettino è la metafora dell’Italia dove nelle poszioni di comando vi sono un gruppo di incompetenti che non hanno nessun merito.
      Povera Italia…
      Ti abbraccio, credo sempre in te.

    • Barbara Meloni

      …sono anni che attendiamo in silenzio…ancora oggi mentre tutti scioperano noi stiamo tutti in silenzio e ci rechiamo tutti i giorni nei nostri Comandi a svolgere un lavoro diventato pericoloso…perchè abbiamo a che fare con diverse persone in diversi contesti….cosa deve succedere ancora…su chi dobbiamo sperare…Ciao Severino…un uomo…un collega…un ghisa.
      Grazie onorevole almeno lei ci capisce..

  • Marino Miccoli

    Nel giorno in cui la natìa terra di Sicilia accoglie le spoglie mortali del mio collega il Vigile Urbano di Milano NICOLO’ SAVARINO, voglio ricordarlo con queste poche righe:

    IL TUO SANGUE VERSATO SULL’ASFALTO DA UNO SPIETATO CRIMINALE
    COSTITUISCE PER NOI TUTTI TUOI COLLEGHI
    UN SERIO MONITO AD ESSERE PIU’ UNITI E SOLIDALI
    AFFINCHE’ SIMILI ATROCITA’ NON SI DEBBANO PIU’ RIPETERE.
    IL TUO SACRIFICIO CI RENDE FIERI DI APPARTENERE ALLO STESSO CORPO E ONORATI DI INDOSSARE LA MEDESIMA DIVISA.
    GRAZIE NICOLO’.

    Marino Miccoli agente istruttore della Polizia Locale di SOVICO / MACHERIO

  • stiamo percorrendo un tunnel al buio, ma arriverà la luce… vi ricordate il film ”il corvo”? ”non può piovere per sempre” diceva il protagonista…e sarà così!!!

  • stavo per dimenticarmi …
    le sirene dei veicoli del nostro Corpo e quelle di tutte le polizie locali della provincia bergamasca hanno suonato per l’amico collega Nicolò, per Alessandro Ferrari (morto nelle stragi mafiose del 1993 in via Palestro a Milano – il nostro Comando è intitolato a lui) e per tutti i colleghi delle polizie locali d’Italia e di altre divise morti in servizio!
    La loro memoria (rara in questo paese) rimarrà nei nostri cuori … sempre!
    Fabio Masserini

  • Salvatore

    non ti ho mai conosciuto,ma mi pare di vederti su quella bici a spiegare questo o quello, con santa pazienza, alle centinaia di persone che incontravi sulla tua strada…
    E alla fine è proprio a loro che hai dato tutto.
    Che hai dato la vita!
    Ciao Niccolò……
    Vorrei che qualcuno provasse a fare questo mestiere, a stare su strada, tra la gente, in mezzo ad un incrocio, a soccorrere l’anziana appena caduta, a sorbire i sermoni di questo o quel disadattato; siamo in strada con la nostra gente e ne siamo fieri ed orgogliosi. Nel bene e nel male accompagniamo la nostra gente tutta la vita fino a donare anche la nostra …
    È il nostro lavoro qualcuno potrebbe pensare… si certo, lo penso anch’io!
    Ma non posso fare a meno di riflettere su quante volte al giorno rischiamo senza neanche rendercene conto… e, fatto ancora più grave, senza che se ne renda conto chi ci governa.
    Provatelo, poi provate a fare i conti con la busta paga, con la gente che ti querela e dall’alto una Istituzione che ti pone per ultimo nel lungo elenco delle forze dell’ordine presenti in Italia;

    a quel punto capisci che sei solo.

    Ci mandano sempre a fare il “lavoro sporco”; sempre lì, in prima linea. Decisioni prese da altri che però subiamo noi in prima persona, ancora prima del cittadino…
    Gli altri sbagliano e noi ci mettiamo la faccia: l’ordinanza incompleta, la licenza non rilasciata, i segnali messi male… Poi tanto se ne occupano i vigili.
    Beh sì. ci potrò mettere anche la faccia…
    Ma la vita… no, quella non la meritate!

  • Partecipo al dolore dei famigliari di Nicolò SAVARINO. Non lo conoscevo ma spero di potere, almeno un pò, portare consolazione e pace nei loro cuori.
    Non si posono trovare motivazioni da fatti che provocano enorme dolore a coloro che hanno viso portasi via un il caro.
    Non è giusto che qualcuno debba perdere la vita per vedere la Polizia Locale unita. La nostra unità non deve nascere dal sangue versato da un collega in servizio, deve venire dall’interno dell’ animo di ognuno noi.
    Cestamente dobbiamo ricordare Nicolò che ha perso la vita nell’adempimento del suo dovere era uno di noi.
    Silvano Mina Auronzo di Cadopre
    Ora, con la stessa forza che si sprigiona in noi, dobbiamo con trovare quella unità e quella grinta per dire basta al trattamento indecoroso che ci viene riservato dalle istituzioni tutte (da destra a sinistra dal basso fino in cima alla piramide indistintamente).
    Siamo un forza di Polizia che fa di tutto per sembrare un’armata Brancaleone.
    Non ci posono cercare motivazioni da fatti che provocano enorme dolore a coloro che hanno perso un il caro.

  • Massimiliano Corrado

    Ogni minuto da quel 12 gennaio maledetto porto nel cuore una tristezza per quel che è successo a Nicolò.Poteva capitare a chiunque senza che per questo si potesse gridare al gesto sconsiderato di un “rambo con la divisa”
    La morte del collega ha fatto nascere in me una tale rabbia nei confronti del Sistema aprendomi gli occhi alla poca tutela giuridica che soffre la nostra categoria.
    Dobbiamo lottare con tutte le nostre forze per presentarci a Roma, bloccando finanche la Capitale per un giorno intero, far sentire le nostre voci che sparpagliate gridano in tutta Italia: GIUSTIZIA ED EQUITA’ ANCHE PER LA POLIZIA LOCALE!

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