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Torino – Il viceprefetto: “Mi sono tolto la multa ma è stata una scelta trasparente”

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Dosio ha accolto il suo stesso ricorso, per due contravvenzioni al codice della strada: “Ero io che in quel momento avevo la delega e dovevo decidere. Potevo disturbare il mio superiore per una mia questione personale, ma non sarebbe stato corretto”. Ora è indagato

 

VICEPREFETTO Roberto Dosio, lei è indagato per abuso d’ufficio per una vicenda davvero insolita: dopo essersi preso due multe, ha fatto ricorso a se stesso. E da solo ha estinto le contravvenzioni. Non è un po’ strano?

“Mi rendo conto, ma del resto ero io in quel momento che avevo la delega e doveva decidere sui ricorsi. Ho ritenuto che non ci fosse nulla da nascondere..”

 

Ma non poteva trovare un’altra soluzione?

“Io ho ritenuto che fosse giusto agire così. L’ho fatto proprio perché non c’era nulla da nascondere: è stata una scelta di stile e trasparenza”.

 

Può spiegarsi meglio?

“Beh, avrei potuto far passare 210 giorni dalla presentazione del ricorso, avrei potuto attendere il periodo di ferie di un collega, o disturbare il mio superiore per una mia questione personale.. ma non sarebbe stato corretto. Non volevo ricorrere a sotterfugi. Ho seguito la procedura operando una scelta di trasparenza, coerenza e responsabilità”.

 

Scusi, ma è legittimo archiviarsi una multa? Posto che il ricorso sia fondato, ovviamente…

“E’ una cosa pienamente legittima perché il potere di archiviazione deriva dalla titolarità stessa dell’ufficio attribuita direttamente dal Prefetto. Io avevo il potere di firma”.

 

Veniamo invece al merito del ricorso: perché erano ingiuste quelle multe?

“Io quel giorno ero a casa, ho ricevuto una telefonata e sono dovuto uscire per andare a firmare delle memorie davanti al giudice di pace. Ho preso l’auto di mio padre, non sapevo fosse priva di documenti”.

 

Secondo la Polizia Stradale le ragioni di “emergenza e sicurezza” che lei ha addotto non contemplano il fatto di non aver avuto assicurazione e libretto.
“L’interpretazione della prefettura prevale su quella dell’organo accertatore: i fatti attestano che mi stavo spostando per necessità inerenti al servizio che vengono comunemente ritenuti sufficienti per invocare le esimenti dell’articolo 4. Non ritengo che ci siano estremi penali”.

 

Però la procura l’ha indagata per abuso d’ufficio. Che idea si è fatto di questa vicenda?

“Credo che di fondo possa avere infastidito la linea garantistica che ho seguito nella direzione dell’ufficio, affinché le motivazioni dei cittadini potessero essere valutate in profondità e secondo legge. Nella realtà ho coniugato trasparenza e legalità individuando una linea di equilibrio rispetto ai Giudici di Pace, notoriamente meno restrittivi della Prefettura. E ho evitato di appiattirmi sulle interpretazioni notoriamente restrittive degli organi accertatori. Il cittadino deve potersi fidare della Prefettura e del fatto che le giuste motivazioni vengano accolte”.

 

Fonte: torino.repubblica.it

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One thought on “Torino – Il viceprefetto: “Mi sono tolto la multa ma è stata una scelta trasparente”

  1. Legittima suspicione? Sobrietà? Senso morale? No, grazie! Spero solo che l’avvocato se lo paghi da solo, e non lo paghino i contribuenti. Mamma mia che argomentazioni assurde, ha addotto questo soggetto!

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